Cosmic Funnies

Game of Thrones Daily
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
Jules of Nature
$LAYYYTER

Discoholic 🪩

⁂
occasionally subtle
Three Goblin Art

Kiana Khansmith
Claire Keane
Alisa U Zemlji Chuda
wallacepolsom
dirt enthusiast

shark vs the universe

roma★
Acquired Stardust
trying on a metaphor

seen from Malaysia

seen from Türkiye

seen from Australia

seen from United Kingdom

seen from Türkiye
seen from Mexico

seen from Mexico
seen from United States
seen from United States

seen from United States

seen from United States

seen from United States

seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from Netherlands
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United Kingdom
@joelalilith

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Postcards from hell
STRATIGRAFIE
Il passato é la stratigrafia
inesatta
del mio presente.
L'omonimia esatta di due persone
Vicine nel teatro
Distanti nella vita - distanti da me -
è la parte più ironica di tutto questo.
Si sa che ho la tendenza autolesionista
a scegliere di amare chi mi odia.
E fuggire da chi amo.
Una strategia perdente, senza dubbio.
Mi trastullo tra le mani
il tesoro che porto nel mio scrigno
di cui ho perso la chiave,
gli incontri fatti su una strada
- tortuosa, diritta, cosa importa?-.
Migliaia di facce che mi hanno già dimenticato,
Che ho già dimenticato.
Non so più i loro nomi,
il colore di quegli occhi,
quel profumo,
e quell'altro modo di parlare.
Sono sola.
Eppure dentro di me pulsa una galassia rotante
di tutti quelli che mi sono passati accanto.
Io sono la somma algebrica
di tutti.
Un conto inesatto di visi e mani
Baci e corpi sudati
Parole ascoltate e ripetute
Scritte ed urlate al vento
Lacrime sangue sudore umori
Amori amicizie addii
Condanne ed assoluzioni
Ricerche fughe ritorni
Cerchi che si chiudono.
E il mio che rimane aperto, socchiuso.
Io, io non sono nessuno
Non ho mai avuto i miei 15 minuti di celebrità
Non li vorrei
Io sono assolutamente nulla
Eppure
Nel vuoto cosmico dei miei fallimenti
Delle mie negazioni, dei miei buchi neri di antimateria
e frustrazione
Sono nate le stelle che brillano di lontano
Gelide, distanti e senza pietà
No, non ora, non qui
Ti ho amato
come si amano le gerarchie
l´ordine affamato dei giorni sul calendario
il numero perfetto e inquietante delle curve spigoli
del tuo viso
l´ordine sequenziale
ribonucleico
delle parole incastrate prosciugate
nei nostri attimi sospesi
come bolle di sapone
destinate a scoppiare a momenti
Ti ho amato
tra le lenzuola umide
dove ho perso me stessa
sciogliendo voti
sciogliendo nodi
sciogliendomi
decostruendo le mie velleita´artistiche
inutili, in questo frangente
no, non ora, non qui
quando ho davanti l´opera omnia
del tuo corpo nudo e silente
e gratuito
e ottuso e senza spiegazioni
Sono sopravvissuta
alla fine degli ideali
ero piccola
si accendeva la tivu
si accendevano fuochi per le strade
crollavano muri
si bruciavano bandiere
-si credeva - fosse giusto
anche io credevo
di essere giusta
i giusti, si´, i giusti
pensano troppo
e sono destinati a morire
e io infatti danzo con Thanatos
da qualche anno ormai,
da quando sono viva,
che vuoi farci e´ la vita, la vita, la mia.
Ho come un tarlo dentro
un´infiltrazione che corrode le pareti dell´anima
anche quando - proprio quando-
penso di essere felice
di avere tra le mani stretto quel brandello sporco di stoffa lieve
che dicono essere la felicita´
Uno stillicidio di tristezza
che forma immense voragini
enormi stallattiti
paesaggi carsici stellari in cui perdersi
non felici, ad ogni modo
un buco nero al centro del mio plesso solare
per tutte le sconfitte della storia
riassunte beatamente in me
nei miei errori - coazione a ripetere
e nella mia completa nullita´
Vorrei essere nata
nelle steppe sovietiche di una non ben nota
repubblica socialista
operaia non specializzata, forse caporeparto
un tassello in un disegno piu´ grande
slabbrato e sconnesso, ma piu´grande di me
il sogno dei sogni del socialismo reale piu´reale di un pugno in faccia
o del freddo quando sono trenta gradi sotto zero
che ti toglie il respiro
Io invece mi perdo
senza punti di riferimento
ti aspetto a casa, svogliatamente,
io e tutto il peso della mia nullita´
sessantasei chili per l´esattezza
-in ospedale sono ingrassata-
Vorrei sprofondare
all´interno di me
rigirarmi allínterno
come un guanto
e mostrarvi tutte le mie viscere,
l´orrendo groviglio degli intestini annodati mai come i pensieri
se questo potesse minimamente aiutare
Vorrei essere un burattino
un´ ottima legna da ardere
da tagliare per farci sedie, sgabelli
Vorrei essere utile a qualcuno a qualcosa
in questa mia insensata vita
in cui sono solo un contocorrente
un cliente un dato di mercato
un vuoto a perdere
non valgo perche´ non lavoro, perche´non ho studiato abbastanza
perche´ non faccio figli perche´ il mio cellulare e´dei primi duemila
Vorrei solo morire
marcire nel greto, nel segreto di un bosco
macerare nel silenzio
diventare erba
gli alberi che sintetizzano nutrimento attraverso di me
divorata dalle belve dai vermi dalle mosche
essere finalmente
una
Smettere di pensare
smettere di amarti
smettere di cercare di essere felice essere triste perche´non ci riesco
amarti meno
amarti diversamente
-tu non te ne accorgeresti-
e non sentire piu´questo grumo scuro
avviluppante
al posto del cuore

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
tra le altre cicatrici
Vorrei scrivere una canzone
su tutte le cose perse
tipo Campana che perse il suo manoscritto
e lo riscrisse a memoria
tipo io che ho lasciato il mio quadernino di appunti
che tenevo da una vita
su un treno bosniaco
ma si sa, alla chitarra sono uno strazio, so pochi accordi
e non ho una bella voce.
Ti vedo dalle foto su facebook
hai realizzato quel tuo progetto insieme a lei,
io ero solo una meteora,
in fondo
non credo che abbiamo mai avuto una nostra canzone
non abbiamo avuto il tempo
io comunque i Baustelle
non li ascolto più per sicurezza.
Dalle foto sembri felice
quella stessa felicità idiota, imbarazzante
che penso di aver conosciuto
Non mi ricordo chi ha tolto l’amicizia per primo
se io o tu
fatto è che abbiamo qualche amico in comune
che non si ricorda affatto di me
La mia arte barocca, sovrabbondante
oggi non è piaciuta
tu, un anno fa, mi avresti detto
sono solo cazzate, hai fatto un lavoro splendido
non abbatterti
so quanto vali, più di tutti questi pagliacci
e io adesso invece voglio solo trovare un 24ore aperto
e comprarmi una bottiglia di qualcosa di forte
per far finta di dimenticare
Il cerchio non si chiude mai
mai abbastanza
tua nonna
forse non si è mai accorta che io non ero la tua ex storica
poco male
Stasera non mi devo truccare gli occhi
perchè già so che piangerò
Non è tanto la ferita di per sé
che fa male,
è vederla rimarginare stancamente
senza forza
scomparire
piano piano
sulla mia pelle
tra le altre cicatrici
A qualche km dall' impatto col reale
ci sentiamo domani non fa niente
ascolto gli offlaga disco pax la tua piccola pietroburgo in cui saprei, vorrei rinascere
e tu pure
e mi ricordo di te
vorrei volerti bene come tu ne vuoi a me senza sensi di colpa senza problemi ascoltare un giro di synth senza nessun significato particolare e non pensare a te a noi all'assenza di senso della mia vita in cui mi aggrappo in cui le tue parole mi sembrano avere pietà e capirmi nella mia stupidità nella mia non chiarezza
nel mio caos calmo vorrei che fossi qui e non mi amassi così tanto ma che per te fossi come un territorio da esplorare come la Kamkatcha senza troppi sentimenti solo amore puro quella cosa che scorre tra le fibre ottiche dei nostri si no forse quella cosa che dicono faccia volare e non è una droga pesante
ti scrivo scavando il foglio con la penna
qui, a qualche km dall'impatto col reale
e 7429.517 dalla salvezza
Giochi da ragazzi: omofobia, ponies e altre storie
A volte si dice "ah che bello essere bambini, ore ed ore a giocare, spensierati".
Certo, ma c'è anche da dire, come tutta la critica femminista e queer ha sottolineato negli ultimi 30 anni, che i giocattoli orientano i bambini verso una visione genderizzata del mondo, rigidamente divisa tra uomo e donna, in cui si riproducono clichè e stereotipi di genere (ai maschi macchinine, poliziotti, soldatini e palloni da calcio, alle femmine bambolotti di cui prendersi cura, mini cucine, mini scope e mini ferri da stiro, Barbie e Bratz dalle proporzioni innaturali, trucchi e belletti) , che di sicuro, se non supportati da una educazione non genderizzata e aperta, potrebbero portare a identificarsi in questi stereotipi e a viverli ovviamente quali che sono, ovvero oppressivi e assurdi. In realtà, io a mio modesto parere penso che, se supportati da insegnanti e genitori intelligenti e aperti, non esistano giocattoli sessisti o diseducativi, sempre se presentati in modo giusto. Mi spiego, per me sarebbe giusto che maschi e femmine potessero giocare indistintamente e indisturbatamente con i giochi da maschio, da femmina o "gender neutral" e nessuno dovrebbe avere il diritto di criticarli, coetanei compresi. Questo però può avvenire solo se gli adulti intorno smettono di essere omofobi e sessisti; se quando una bambina imbraccia un fucile giocattolo le si dice "non fare queste cose da maschiaccio" o se un bambino gioca con delle Barbie dargli della "femminuccia", e soprattutto SE ANCHE un* bambin* avesse un'identità di genere fluida, instillare in lui, o nei suoi coetanei, l'idea che sia sbagliata.
Adesso, i giocattoli oltre ad essere oggetti, sono anche in un certo qual modo oggetti di design, d'arte, di moda. Non sono pochi gli artisti, designers e stilisti che hanno lavorato a customizzare determinati tipi di giochi, poi venduti all'asta o commercializzati in serie limitate e collezionati. I My Little Pony sono un fenomeno pop e culturale di cui parlano i giornali, pare che sia il giocattolo più collezionato al mondo, con ben 100 milioni di pezzi venduti e centinaia di club e forum di brony, aficionados, in tutto il pianeta. Tra i collezionisti spiccano Lady Gaga, Kathy Perry, Kate Winslet, Rihanna, Robert Pattison della saga di Twilight, lo era Michael Jackson e tra loro c'è anche Bill Clinton, Shigeriu Miyamoto inventore di Super Mario, Johnny Depp, Bryan Adams e Steven Spielberg. Ora, purtroppo il machismo idiota nella nostra società fa sì che un brony uomo si vergogni sempre un pò a dichiararlo in pubblico, che le agenzie stampa si prodighino sempre tanto a dover sottolineare anche gli sport virili che fa il personaggio pubblico, o le sue ultime conquiste, nel caso che sia etero, come a sottolineare la sua estraneità al mondo gay. Al che sorgono spontanee due domande: uno) cosa vi fa credere che essere appassionati di My Little Pony voglia dire essere gay? ci sono delle statistiche? due) E SE ANCHE FOSSE, ci sarebbe un qualche problema di sorta?
Pochi giorni fa, in Nord Carolina, un bambino di 11 anni, brony convinto e vittima di bullismo omofobico proprio per via della sua passione per i piccoli ponies, fragile davanti alle prese in giro dei suoi coetanei, ha tentato il suicidio e adesso è ricoverato in coma, con possibili danni celebrali. Un solo commento: dove erano gli adulti davanti a tutto ciò?Si sa che i bambini sono anche portati ad essere cattivi, crudeli tra loro, ma tutto sta anche negli insegnamenti e nell'esempio che gli diamo. Solo un anno fa, un adolescente di Roma si suicidò con una sciarpa rosa, anche lui vittima di bullismo machista e omofobico. La cosa brutta sono i commenti a posteriori in cui i giornali, gli insegnanti e perfino i genitori della vittima si affrettano a certificare, che sì, "era un pò effeminato ma di sicuro non gay, era invaghito di una ragazza". Omofobici perfino post mortem.
Io sogno una società futura in cui ogni individuo potrà giocare con i giocattoli che vuole, vestirsi con i vestiti che vuole, fare i lavori che più l* aggradano, senza che nessuno venga a chiedergli conto del suo orientamento di genere, affettivo e sessuale.
Ora, se volete farmi un regalo, domani, i prossimi giorni, quando potete, recuperate, rispoverate un My Little Pony. Dalla soffitta, dai giochi di cugin*, amic*, amanti, parenti etc. Ve lo portate dietro in ufficio, a scuola, in biblioteca e lo mettete in bella mostra. E se qualcuno osa dire qualcosa di vagamente omofobo, nel caso siate un ragazzo eterosessuale, non rispondete con l'odioso "ma stai tranquillo, non mi piacciono i maschi eh!", ma "embè? se sono gay c'hai qualche problema? o è un problema coi My Little Pony?Secondo me è tutta invidia, che questo qua non ce l'hai nella collezione!!"
Rivoluzione gay in salsa pop
Qualcuno si ricorda ancora delle T.a.t.u.? Sì, intendo proprio quelle due ragazzine che grazie a una trovata commerciale ben studiata, fingevano di essere una coppia lesbica e cantavano di amori difficili da vivere in famiglia e in società. Se si va a vedere il loro disco (unico penso) "200 km/h in the wrong lane", che avevo all'epoca della loro uscita, è un concept album su loro due come coppia "fuorilegge", osteggiata dalla famiglia e da altre relazioni "schermo", che vede come epilogo finale una fuga disperata delle due con un camion rubato in modo rocambolesco, fuori dalla madre Russia, a 200km all'ora nella corsia sbagliata. Tutti i loro video e i testi ricreano ad arte questo clima di emarginazione (Clowns, Not gonna get us, All teh things she said, 30 minutes) con tanto di video con filo spinato e persone giudicanti, ma c'erano anche canzoni dedicate ai gay (Malchick gay). Successivamente nel 2005 uscì anche un altro album, in sordina, col singolo "All about us". Ora, c'è da dire che sì, cantavano da lesbiche e si sbaciucchiavano, ma non lo erano davvero. Giusto, era una trovata commerciale che spinse molto le ragazze nel mercato europeo e americano, più sensibile a questi temi. Certo, le due non avevano una relazione (o perlomeno, hanno sempre tenuto a smentirla) e tra l'altro pare si siano sposate e/o abbiano fatto dei figli. Lasciamo stare le scelte dei videomaker, non sempre felici, che a volte le ritraevano mezze nude in situazioni ammiccanti. Ma questo non cambia la realtà dei fatti: le T.a.t.u., sì proprio quelle due sbarbine nemmeno molto dotate a livello canoro, nel loro piccolo fecero una rivoluzione in quegli anni. Qualcosa dalla portata ampia, vorrei azzardare, delle Pussy Riot. Le T.a.t.u. hanno propagandato la cultura gay in Russia (e a dire il vero in tutti i paesi a influenza russa, come ad esempio l'Armenia, l'Uzbekistan etc dove mi è capitato di sentirle) 10/12 anni fa, sdoganando baci lesbici in pubblico, canzoni d'amore dedicate a una donna e sofferenze per un amore vissuto come "proibito". Sì potrete obiettare, ma era fatto a uso e consumo di uno sguardo maschile che vedeva nelle due giovinastre sbaciucchianti un intrattenimento soft-porno. Ok, ma mettiamola così, ora come ora, la situazione per i diritti umani e soprattutto glbt in Russia E' ESTREMAMENTE PESANTE. Abbiamo visto come a nulla sono servite le diverse dimostrazioni di attivisti per l'apertura delle olimpiadi di Sochi, e come, sebbene boicottate da alcuni paesi come gli Stati uniti, il nostro adorabile governo non ha esitato a presenziare accanto a Putin, nella terra in cui, ora come ora, tra i paesi del nord del mondo, è più pericoloso avere un orientamento sessuale non etero. Con pericoloso intendo pericolo di vita, pericolo fisico di venire pestati o aggrediti per strada, pericolo legale di essere incarcerati o di subire multe salatissime per esternazione di "propaganda omosessuale". Che va dal semplice bacio in pubblico a una manifestazione, un cineforum, un volantinaggio o qualsiasi altra cosa. La legge pseudo stalinista (che però più che al rigore dello statista baffuto strizza l'occhio alle lobby ultra ortodosse presenti nel paese) che vieta la propaganda omosessuale, creata in un crescendo di violenza e intolleranza verso i gay nel paese, è un vero e proprio obrobrio che dobbiamo vergognarci di sostenere, anche solo guardando le dirette dei giochi invernali.
Al loro posto, spariamoci qualche video delle T.a.t.u., che un pò di propaganda glbt in salsa pop non ha mai fatto male.
http://www.youtube.com/watch?v=8mGBaXPlri8
Come un abete ai Caraibi
In un luogo tropicale non c'è spazio per la malinconia. Non piove, non c'è nebbia, non c'è freddo, non ci sono maglioni larghi in cui raggomitolarsi. Anche la notte è scura, ma eccessivamente calda, e piena di musica e di gente che balla. Decisamente troppo. Nella mia testa è sempre segnato 19 gennaio di un calendario continentale, e non di un mese di carnevale in un'isola del centro america. Per cui ho in default ancora la depressione stagionale. E questo mi rende ancora più triste, e decisamente surreale. Provo quasi vergogna. Sì, vergogna. Perchè è facile dar la colpa al tempo di merda, facile dar la colpa agli esami, allo smog, al lavoro che non si trova, ai genitori scassaballe, a ex che ti tormentano e che hai paura di incontrare da qualche parte nella città, a un posto che è sempre lo stesso, con le solite persone, dove non accade mai nulla di bello. Ma più difficile, decisamente più difficile è sentirsi triste in un clima di euforia collettiva, con il clima migliore che potrebbe esserci (caldo ma non umido e ventilato), con spiagge e natura assolutamente affascinanti intorno, e gente sempre mezza nuda che cammina per strada.
Non posso crederci che sia successo davvero. Ho davvero la nostalgia di maglioni, cappotti, film da vedere con copertina e cane accanto, tè caldo, cieli grigi, serate al freddo in cui sputi sangue in bici per non rischiare l'assideramento, birre sempre troppo fredde che ti congelano le mani,e locali caldi ma troppo cari dove si beve e si balla per scaldarsi, non solo le mani, ma anche lo spirito.
E abbracci.
Stare abbracciati come se non ci fosse un domani, come se non ci fosse nessun altro modo al mondo per respirare. Stare abbracciati e non sudare, non sentire il calore del corpo dell'altro come un'espansione invasiva nel tuo spazio vitale, ma come un tepore che ti scalda l'anima, l'unico tepore possibile.
Non so che mi succede. Ma è assolutamente assurdo e mi sento fuori luogo.
Come le ciminiere della raffineria di San Nicolas che spuntano tra palme a Baby beach, con un nuvolone di pioggia minaccioso sullo sfondo.
Come chi mi mette il latte nel caffè a mia insaputa.
Come un abete cresciuto per caso le palme del Caribe.

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Perche' non sto con i Forconi
Innanzitutto voglio partire da un'analisi testuale del volantino-manifesto dei questi simpatici "militanti" per poi approfondire le origini del movimento e le sue radici storiche. Ma procediamo con ordine:
L'Italia si ferma: entrano in gioco i due concetti chiave, l'Italia e il lavoro
ci hanno ridotto alla fame: si parla alle "pance" delle persone, con una retorica che sa molto di primo dopoguerra
hanno distrutto l'identità di un paese: concetto chiave dell'identità=la lotta è tale in quanto lotta di Ita(g)liani in contrapposizione a altri stati europei e loro mercati, Stati uniti e loro mercati e soprattutto migranti che "rubano lavoro" agli italiani
hanno annientato il futuro di intere generazioni: lo scontro non è più tra classi (proletari vs borghesi) nè tantomeno più banalmente ricchi vs poveri, ma vecchie generazioni contro giovani, persone vs casta (ovvero l'apoteosi della visione antipolitica globale)
l'Italia che produce in qualsiasi settore: c'è da chiedersi il cognitario che posto ha in questa lotta? ovviamente nessuno. cognitari, professori, ricercatori, giornalisti e chiunque non produce beni in senso stretto è visto come un lavativo e parassita dello stato
(...)dei padri delle madri dei figli: diamo un bel risalto alla Famiglia tradizionale formata da un uomo e una donna, con figli legittimi e uniti magari in sacro vincolo di matrimonio (non è estranea al movimento una forte omofobia e misoginia)
(...)il far west della globalizzazione che ha sterminato il lavoro degli italiani: sì certo, degli italiani, ma non anche di tutti gli altri popoli soprattutto nel sud del mondo, grazie ai quali noi "galleggiamo" in questa economia ??
(...)= fino alla fine della frase tutti bellissimi concetti, sovranità popolare, democrazia, costituzione.....ma ho come l'impressione che siano concetti astratti scritti tanto per, perchè gli aderenti al movimento ne fanno carta straccia
citazione di Pertini: l'uso della forza e il riferimento a Pertini sono cliché della destra estrema
lato retro: in grassetto "I VERI ITALIANI" ribadiamo il concetto: noi siamo cittadini italiani e ce ne frega che ci mancano i 500 euro a fine mese per comprare l'iphone e il prosciutto di parma, ma dei migranti con permesso di soggiorno, dei bambini nati in italia ma senza ius soli, cittadini di serie "b" ma che pagano le tasse come tutti noi altri, non ce ne può fregar nulla. anzi pare che i loro diritti siano in contrapposizione a quelli degli italiani "veri". il fatto di usare solo il maschile e l'aggettivo "vero" sottolinea un forte machismo e celodurismo di matrice di destra/leghista.
gli antefatti:
Il movimento dei forconi ospita la suo interno le seguenti correnti politiche (infiltrazioni e basta?): (riporto da un articolo apparso ieri): Come rivendicato dalle stesse con i comunicati stampa o attraverso le foto dei blitz che, ad esempio, hanno portato al blocco della via Colombo e della via Tuscolana.
Forza Nuova Li hanno trovati mentre vagavano per il Raccordo in cerca del presidio dei forconi siciliani: cinque simpatizzanti di Forza Nuova sono stati fermati la scorsa notte dagli agenti della questura e della polizia stradale mentre camminavano tra il Gra e la bretella che collega all'uscita autostradale Roma-Sud. I militanti di estrema destra avevano appreso alcune notizie su possibili presidi dei 'forconi' attraverso internet. I cinque sono stati tutti identificati e multati per violazione dell'articolo 175 del codice della strada per attraversamento pedonale di area autostradale. Nel pomeriggio, un gruppo di Lotta Studentesca, formazione giovanile di Forza Nuova, si è unita al presidio di piazzale dei Partigiani. CasaPound A piazzale Ostiense si sono presentati in quaranta, poco dopo le dieci del mattino. Con le bandiere tricolori, come hanno fatto anche in altre città italiane, e lo slogan: «Alcuni italiani non si arrendono». Nessun simbolo ufficiale, ma solo qualche adesivo dedicato a Zippo, quell'Alberto Palladino finito in carcere per aver aggredito alcuni militanti del Pd nel novembre del 2011. In piazza c'erano anche loro, i Fascisti del Terzo Millennio di CasaPound, guidati dal loro vice-presidente, Simone di Stefano: «Sono qui in quanto italiano», si è limitato a dire. Una partecipazione che è stata poi ampiamente pubblicizzata sul profilo Facebook del movimento, che ha anche preso parte alle proteste a Forlì, Battipaglia, Lamezia Terme, Pordenone, Frosinone, Palermo, Porto D'Ascoli, Cagliari. «Saremo qui ogni giorno, fino a mercoledì, in almeno trenta-quaranta», hanno detto i dirigenti tartarughini ai rappresentanti dei forconi. Mse I militanti del movimento di estrema destra Mse hanno bloccato la Colombo, al grido di “Boia chi molla”, di fronte alla redazione di Repubblica, nella tarda mattinata, rivendicando l'azione con una nota: «Attraverso i blocchi dei punti nevralgici e simbolici del sistema – hanno spiegato - vogliamo porre sotto assedio i responsabili dell'attuale declino ed i loro lacchè: politici corrotti, banchieri usurai e media ruffiani». Sono anche state lanciate delle bombe carta. Successivamente, gli stessi paralizzato il traffico sulla via Tuscolana, all'altezza della Banca d'Italia. Dietro alla protesta c'è Giuliano Castellino, ex dirigente della Destra con un passato in Forza Nuova, Base Autonoma e CasaPound. Dodici militanti (tra i quali lo stesso Castellino) sono stati fermati e portati in commissariato per l'identificazione e, presumibilmente, per essere denunciati. inoltre, ecco qualche biografia degli ideologues del movimento:
Giorgio Bissoli, forse a sua insaputa, è il segretario di “Azione Rurale”, dipartimento “contadino” dell'area proveniente da Alleanza Nazionale.
Patrizia Badii, ex candidata sindaco a Verona, nel 2012, per la lista “Veneto Stato”, com'è chiaro “indipendentista”, ex leghista, uscita “a destra”.
Alessio Provaroni è - “casualmente”, sia chiaro - uno dei “costitutori” della Unione per il SOCIALISMO NAZIONALE – RSI (Raggruppamento Sociale Italiano)”, citando il loro stesso sito: “fondata il 28 Ottobre 2011 a SANSEPOLCRO – d’ora in avanti semplicemente SOCIALISMO NAZIONALE- che va ad integrare al suo interno il vissuto del Centro Studi Socialismo Nazionale (CSSN) – fin qui entità metapolitica – e che diviene CSP (Centro Studi Propaganda) quale ufficio propaganda funzionale alla realtà politicacostituita”. Il gruppo è costituito anche da Stelvio Dal Piaz, Maurizio Canosci, Fernando Volpi, Stefano Carboni, Riccardo Berti. Basta navigare un attimo per trovarvi iconografia e slogan del peggio “nazional-socialismo”.
Barbara De Propris è invece coordinatrice provinciale “Azione Donna Roma” (http://www.atuttadestra.net/?p=74966). Ma deve trattarsi di una semplice coincidenza.
Roberto Reginaldi invece è proprio consigliere comunale di Forza Nuova, di Sezze (Frosinone)
Salvatore Riggi: Ex “Popolo delle libertà” a Caltanissetta.
Claudio Marconi: Il giornali locali ne hanno resocontato la recente uscita da Forza Nuova, “rimasta nel tunnel del fascismo” - parole sue – ma ha anche voluto rassicurare i suoi camerati vecchie nuovi: “
"Questo non significa un mio disimpegno politico - rassicura Marconi -, continuerò la mia attività politica con il Circolo Culturale Clemente Graziani, che è aderente al Laboratorio Politico Forza Uomo,suffragato anche dall'appoggio di molti giovani che, usciti anche loro da Forza Nuova, hanno voluto intraprendere con noi questo cammino. Non più anticomunisti, non più antifascisti,ma uomini liberi per la costruzione del Laboratorio Politico Forza Uomo, per una azione politica liberata dalle ideologie, che abbiamo gettato una volta per tutte e per sempre nella pattumiera della storia, uniti per combattere il liberal capitalismo". (http://www.romagnaoggi.it/cronaca/forli-claudio-marconi-abbandona-forza-nuova.html)
Nel frattempo è una star su siti anti-demo-pluto comefrontediliberazionedaibanchieri.it/ e così via
Bruno Zoppi: candidato di La Destra - Fiamma Tricolore, con Santanché e Buontempo buonanima.
Tra i promotori dello sciopero, come Lega delle Terra e i Comitati riuniti agricoli. La prima viene definita come «un’associazione collaterale di Forza nuova». Basta analizzare anche i vertici: l’attuale presidente è Daniele Spairani,un ex coordinatore del partitino di Roberto Fiore a Pavia
Al raduno di Legnago, poi, parteciparono associazioni come Christus Rex, l’Associazione Evita Peron, Destra Futuro, Generazione Identitaria. Ma non solo. Su Osservatorio democratico si spiega come il piano per l’agricoltura elaborato dalla Lega della terra sia denominato “Piano Fenice”, dal simbolo de la Fenice, caro a tutti i neofascisti, utilizzato in passato anche dai colonnelli golpisti in Grecia nel 1967. Ma non c’è soltanto la Lega della Terra. Il già citato Danilo Calvani ha spiegato come tra i suoi obiettivi ci fosse il «blocco ad oltranza delle attività produttive e dei trasporti in tutta Italia, fino alle dimissioni dell’intero Parlamento e del Presidente della Repubblica». Aveva spiegato «Vi sarà un periodo transitorio in cui lo stato sarà guidato da una commissione retta dalle forze dell’ordine trascorso il quale si procederà a nuove votazioni». In pratica, auspicando i militari al potere., un colpo di stato alla sudamericana.
Bene, alla luce di tutto questo, giudicate voi.
SI' certo, in mezzo a questi loschi figuri ci sono anche tante persone "normali", non estremiste nè di destra, ma solo stanche della crisi come studenti, lavoratori precari ect... MA...
il mio personale pensiero è:
1. io c'ero a manifestare contro il governo Berlusconi, dal 2001 fino a quando è caduto, contro le sue sporche riforme del lavoro, della scuola, della sanità, dei migranti, contro la globalizzazione, contro la privatizzazione delle risorse e del welfare. c'ero a Firenze, a Parigi, c'ero con i no global a Roma.c'ero contro le cattive scelte del governo Prodi e c'ero in piazza contro la legge Gelmini, il pacchetto sicurezza ed un governo che ci affamava e toglieva il futuro. c'ero contro il governo Monti, nell'onda del 2010 e 2011. c'ero in val susa, a venezia contro le grandi navi. Io mi sarei anche rotta. Questi dov'erano costoro negli ultimi 12-13 anni? a pensare alla loro panza, al loro portafoglio, più grosso di oggi di sicuro. Ma senza nessuna prospettiva globale, collettiva, ambientale. Nessuna menzione a parole come: diritti civili, libertà, solidarietà, welfare, risorse, collettivizzazione. E le parole sono importanti.Insomma son bravi tutti a fare così.
2. questo movimento è assolutamente avverso ai "professoroni", giornalisti, cognitari e tutto il corpo "intellettuale" del paese visto come una classe di lavativi e parassiti. Non so se ho così voglia di sostenere un movimento che pare assolutamente estraneo alla cultura e all'educazione (basta leggere commenti e comunicati)
3. il fatto che sia un movimento che ha il suo cuore nel sud, soprattutto in sicilia, negli ambienti rurali, mi fa pensare a come il malcontento postbellico dei lavoratori della terra sia stato manipolato dai movimenti di estrema destra nel secolo scorso (nazismo, fascismo, franchismo etc)
4. il movimento sì è presentato in modo pacifico, peccato che molti commercianti hanno vissuto intimidazioni per chiudere i loro negozi, persone per strada sono state bloccate, aggredite se si ribellavano (http://agrigento.blogsicilia.it/forconi-sprangate-a-un-senegalese/74480/) e gli è stato estorto denaro.Il fatto che dei poliziotti si siano tolti il casco per solidarietà, cosa poi smentita dalla forze dell'ordine che hanno dichiarato che semplicemente era un ordine dall'alto perchè la situazione non era più pericolosa, comunque mi puzza che quando ci sono le manifestazioni di studenti, di autonomi, di no tav, di no global nessun poliziotto che si tolga un casco, ma anzi giù manganellate aggratis. Si sa che le forze dell'ordine sono sempre state colluse e che proteggono i militanti di destra.Io con un corpo sociale che è stato capace di uccide Carlo Giuliani, di episodi di violenze come quello della Diaz, che da sempre quando i fascisti attaccano i movimenti (vedi Roma nel 2008) non alzano un dito eccetera e che si sostiene a vicenda in queste bellissime cose non voglio lottare...no non la voglio la loro solidarietà. Con chi fino a ieri manteneva a suon di manganellate il potere e lo status quo, e che domani, con 200 euro di paga in più e una tassa in meno da pagare, continuerà a farlo, io non voglio avere a che fare.
5. in definitiva:
La mia lotta non ha nulla a che fare con la lotta di un autotrasportatore omofobo, razzista, specista, magari cattolico e clericale e pure misogino. Come non ha nulla a che fare con chi fino a ieri manganellava studenti e no global. Sarò io di vedute ristrette, mi dispiace.
Fatevi voi un'idea, che io mi son fatta la mia.
Me stessa, o un'altra.
Meno che mezzo vuoto (farnetico al Pigneto)
Aspetti di andare a vivere a Londra
a fare il disoccupato
per scoprire il senso della vita
nell’inganno della democrazia
dei “mi piace”
dei venditori di fiori
che allontani con nonchalanche da centrosinistra
Le dissertazioni complottiste
subculturali
in fila per il bagno degli uomini,
il materialismo non ti aiuta,
ma nel buio proletario, l’AIFON ti aiuta
Vorrei andare a lavorare
in fonderia
vedere cosa vuol dire
anelare allo sfogo artistico, intimo, autistico
nella mia stanza doppia
nel compiacimento sociale
di denaro e fatica
essere finalmente utile, porcoddio
Le belle donne hanno sempre
troppo rossetto o troppo poco
Gli alieni ci spiano e ci mandano messaggi
su whatsapp
e anche il mio fegato
mi manda messaggi
nell’ingoiare supino
di abbracci non desiderati
e dissertazioni possibilistiche
"questo pianeta è già così grande
che non basta una vita per conoscerlo”
"si danno troppe cose per scontate"
Infatti io vado a trovare il modo
di farmi offrire
un gin
e a ballare il sudore
del mio male di vivere
- La mia forma mentis
è un pò fuori forma –
La new wave
sputa sangue
sul pavimento dei vostri dj set.
La retorica piange
tra le pagine affannate dei vostri blog.
Le avanguardie si flagellano
nei vostri template.
Diane Arbus muore due volte
investita dai flash delle vostre reflex.
Gropius marcisce
nel frutto immaturo dei vostri autocad
E io sul palco dei miei sogni
più amari
vedo il baratro nero,
il fuoriscena,
della fine del copione
nei vostri discorsi avvizziti
nelle vostre correzioni automatiche
nelle vostre Polaroid ricomprate dagli zii d’Abruzzo
al quintuplo del loro prezzo originario
nei vostri epitaffi in cui si ricorda qualcuno
(e si consulta la pagina wikipedia)
solo quando è schiattato
"Progetti per un comodo pensiero
unidirezionale”
Business plan artisticamente deduttivi
rivoluzione 2.0
ovvero:
mettetevelo nettamente, gratuitamente nel culo
Del doman non v’è certezza
se non del vuoto cosmico
del mio bicchiere
e delle nostre anime.
A cosa serve la giovinezza
-Non so come, non so perchè, comunque, la vita mi sembra lontana,
sfocata. Anche le cose piacevoli
il cibo, il sesso, la musica, l'arte, le cose belle
...
-Eh lo so
-Tutto mi sembra distante e senza senso
-Lo so anche a me capita.
Passerà
-.....Perchè...
Perchè noi non moriamo?
-Sii zen.
Lascia fluire tutto.
Guarda il muro intanto
-Nella mia stanza i muri sono blu, tipo, vale lo stesso? …
Dico, perchè, se davvero stiamo così, non abbiamo il coraggio di tirarci
una pistolettata nella tempia. o di buttarci in un fiume?
-Sì ma la giovinezza?
-A che serve la giovinezza?
-Bah a darci qualcosa da rimpiangere in vecchiaia
-Ai baracchini che vendono mojito
alle compagnie telefoniche
a whatsapp
alla Eastpack
ai venditori di lettori mp3, di sneakers, di motorini, di preservativi,
di droghe sintetiche, di drum, di cartine
a chi fa le riforme universitarie
ai politici e a fomentare le loro rivoluzioni di parole
ai locali pieni di fumo birra scadente gruppi indie dj set interminabili
ai produttori di film "che tratteggiano il disagio delle giovani generazioni"
ai datori di lavoro nero, a progetto, cococo
all'industria dei gadget di film e fumetti
ai blogger attempati senza idee che vogliono rincorrere i tempi
a chi recluta stagisti
a chi fa serie televisive
agli scrittori quarantenni senza talento
ai designers di jeans e t-shirt stampate
al gruppo rivelazione dell'anno
ai kebabbari notturni
Ecco a cosa serve la giovinezza
...
Quando io non ci sarò più tu devi promettermi che pubblicherai le nostre
conversazioni sotto forma di libro
-Sai dovresti farlo tu.
Ora.
Ti lascio i diritti per 20 euro. Ma devi mantenere il mio anonimato.
L'ultimo matto/strafatto di turno
mi ha detto tempo fa
"Ascolta. E sarai sempre vivo"
-Prendo nota. Proverò. O forse no.
Istantanee (da un estate che finisce a un inverno che non mi accoglie)
Non ho fatto molte foto, a dire il vero, questa estate
non abbastanza
non ho la memoria abbastanza sviluppata da ritrarre volti, profumi, colori
-memory card mentale da una manciata di byte-
a volte ho paura di perdere tutto
come una tenaglia nello stomaco
tutto quello che ho visto, intendo,
come quando salvi un documento da qualche parte in un computer e
poi non riesci piu' a trovarlo
e rimane perso in un limbo informe di pixel e codici binari
Ho intasato i miei occhi di luci
di sguardi di lacrime di respiri felici di luccichi ubriachi
e adesso mi frugo nelle tasche
in cerca dei frammenti
poche cose, a dire il vero
le metto sul tavolo
le sfioro con cura come si farebbe con un tesoro impalpabile
un monile d'ali di libellula, per esempio
E viene a me la gioia, l'orgoglio
l'arcobaleno di folla intrecciato nelle rovine del Colosseo
lo sguardo profondo di occhi brasiliani, le sue mani
un dono di un solo giorno
l'alchimia impossibile, noi quattro come sogni distratti
i baci come farfalle di fiore in fiore
io, lei, l'amore del mio passato e quello del mio presente
e la nostra notte incompiuta
la notte della poesia
i violini, le luci riflesse sull'Arno, i battiti sincronici dei nostri tre cuori
i triangoli come il teatro del mondo
quando parlare di un manoscritto alchemico mai decifrato
e' come fare l'amore
la mia gelosia, il poliamore che va a farsi fottere,letteralmente
il volo d'Icaro da una finestra polacca
l'erba che mi accoglie, l'oblio dell'ospedale, il risveglio dei vestiti lacerati
le nostre tarantelle roteanti come medicina
il bacio, il rifiuto, noi due nella cucina dei sospiri
la pioggia martellante sui nostri occhi umidi tra le baracche di Auchswitz
una sorella ritrovata tra la pieghe del mondo
con cui parlo di falene, di me come falena
una lunga notte, quella del ritorno
in cui i tetti e le stelle sembrano vicini
tra le confidenze e i nostri corpi che non si toccano
mia madre in un letto d'ospedale
e una sconosciuta che prende il posto di figlia
la mia paura
la solita vecchia paura
il rumore degli zoccoli veloci sul terreno della piazza
i nostri corpi che si ritrovano
come pianeti nelle loro orbite millenarie
dopo mesi
dopo anni
il corpo mulatto, pungente di zenzero fresco
che mai riesco ad abbracciare
disperso tra piazze e giorni svagati
quello senza amore che invece cerca un'altra
in un sottoscala
le mie notti sul pavimento freddo dell'aeroporto
il sussulto colorato tra le vie di Madrid
gli occhi tristi di cerbiatto
di una ragazza colombiana
che mi dona il suo sogno di liberta' tra le vie di Atoacha
mentre finisco la notte ballando per le vie di Chuecha
pensando a chi per prima mi amato
seguendo i passi del mio ospite peruviano
il nostro mese immenso, difficile da raccontare
da cui posso solo tirare qualche filo colorato
guardare le stelle ubriache distesa all'incrocio della strada
gli abbracci robotici gli encantapajaros il sapore del cibo rubato in una dispensa
il cambio dei ruoli l'armata russa le confidenze
gli avvoltoi i finti i veri artisti
i discorsi fricchettoni senza patria e senza denaro
il sassolino che ognuno ha gettato nel mio lago
increspando di cerchi la mia anima
il villaggio deserto la natura come un quadro incompiuto
il silenzio buio nel rifugio la morte nel corpo dell'asino
il ritratto blu la fuga accennata il vino le bottiglie poetiche nel vento
la doppia gelosia il fuoco agognato e non acceso
l'amore rincorso mangiato taciuto sofferto
il conto del numero dei piatti le stanze senza porta le zecche
la paura e la voglia di futuro le mie confessioni alla fontana
il passato che non si cancella la notte in silenzio nella baracca dei gatti
i risvegli nei letti degli altri le erbacce i rovi
le scarpe rubate i discorsi contorti nel finire della notte
la valigia dei ricordi il cuore aperto di fili tesi
i baci come papaveri i dolci sfiduciati nel cuore della notte
gli addii lunghi e strascicati agli angoli delle stazioni
l'amore svelato nella citta' fantasma
la spiaggia dei sogni l'attesa eterna dell'aereo
l'ospitalita' per osmosi la pelle ustionata
il ritorno
E rivederlo al capo del binario
come una apparizione
di un dio che non conosco piu'
ritrovarci a volerci
come nient'altro al mondo
la nostra fuga di treni regionali
di birre guadagnate nella polvere
biscotti a prezzo stracciato
tra campi di mais musica giamaicana centri commerciali
i chilometri nelle mie scarpe distrutte
il bacio piu' lungo e piu' amaro forse
e poi a cercare ancora stracci d'emozione
trovarla alla stazione del luogo dove ho vissuto
parlare di magia su un prato mentre il mondo ci osserva
a luce spenta essere la sua prima verita'
nel gomitolo di un corpo simile, di una musica che non ascolto
Un altro treno preso al volo
dopo una settimana di nuovo i suoi sospiri di droide
soli nei boschi della sua infanzia
a cercare stelle
Un altro ritorno
la marea nera del caos
che dentro me ritorna
la gelosia che strappa i cardini della ragione
che strappa la pelle
la mia permanenza ininterrotta
nel tedio del non saper che fare
nel torrido di un agosto senza stelle
di un amore che stenta a morire
Poi la macchina stracolma
noi cinque stipati tra chitarre asciugamani risate calzini
la psicosi delle tende il cinghiale impazzito
il mare roccioso le meduse i suonatori di strada
la mente che si perde gli incendi piu' o meno dolosi
la strada smarrita il fuoco nascosto
i giudizi di valore, e l'amicizia, dopotutto
Arrivare di notte
come un'oasi trovare rifugio
tra ulivi e bambini scalzi
un'abbondanza di cibo degna della tavola di un re
loro tre, le loro canzoni, le loro tre energie sincronizzate
le nostre danze
io che vorrei essere la loro quarta stella ma non posso
le notti da sola sulla collina a vedere stelle cadenti
e chiedere una grazia a un dio qualunque
la rabbia inconsulta di una ragazzina che non sa neanche perche' mi odia
i discorsi tirati come fili da pesca
l'essere vegani come stile di vita o come missione
ancora non ho deciso quanto voglio essere rompiscatole
e quanto voglio vivere libera
si', voglio vivere libera
ho deciso
Una telefonata e sono sulla coda dell'arcobaleno
passo per un ultimo saluto
un'ultima bugia
un'ultima paura
tra le sue braccia
che sognano altro
e io che cosa dovrei farci, nel caso?
lascio le nostre vite scivolarci addosso,
come due gocce d'acqua gemelle, lacrime forse
che per strade diverse percorrono una superficie fino a cadere al suolo
Una telefonata, abbiamo detto
e un furgone al limite della sopravvivenza
la notte tra montagne piovose
e infine arriviamo, welcome home
la valle i teepee il fuoco come un porto sepolto
la luna piena e i miei riti arcani da sola davanti al torrente
le danze il sangue le energie
la tenda della meditazione l'uvetta la treccina con una pietra incastrata
ritornare al mattino nella nostra tenda,
nell'abbraccio assonnato delle loro quattro braccia
e poi il puzzle dei cuori
la sera accanto al fuoco abbracciati in quattro
loro due sono nati a un giorno di distanza
in anni diversi, in luoghi diversi
in vite diverse
e io mi sento di poterli amare entrambi
e anche lui, dall'aria amichevole e svagata
prima scelgo quello che danza tra i miei desideri
che mi avvolge con il suo corpo scolpito
con le sue piccole mani
quasi da ragazza
poi il rifiuto, la paura delle conseguenze, lo spettro di una ragazza
rifugiarsi nel calore di musiche che si rincorrono intorno a un fuoco
melodie anche sconosciute, il suo violoncello
simbiotiche intuizioni
la notte che scivola in carezze complici
ma incompiute
i soliti spettri
che svaniscono poi quando decide,
il ragazzo dalle piccole mani e gli occhi di farfalla
di dividere la notte nella mia tenda
ascoltando il rumore della pioggia, ridendo piano
vorrei portarmi dietro il sapore della sua pelle liscia,
dei lineamenti perfetti che non ho avuto davvero
che non ho avuto abbastanza
che non avro' mai
e le attenzioni che rimbalzano tra gli occhi di loro tre
democraticamente
razionalizzare affetto e addii
nel lungo travaglio del distacco rimandato per due giorni
troppe voci cuori legami difficili da tagliare
per tornare alla realta' di cemento
la felpa dimenticata e loro che partono senza aspettarmi
fermarmi ad ascoltare le mie lacrime in mezzo a rovi di more
capire che io sono il problema
che mai scelgo e mai so cosa volere
il dramma profondo condiviso in un cerchio di donne
e la dea Kali che mi protegge nel cammino verso il nuovo
la mia danza fuori dal cerchio
cercare di non dipendere da nessuno
vedere poi loro due mimare la cosa che sembrava nostra solo ieri
il posto gia' preso da un'acrobata mezza ebrea
dal nome quasi uguale al mio
impazzire quasi di furia gelosa
mentre qualcuno invade il mio spazio
e troppi canti sacri senza un perche' nell'aria
un passaggio preso all'improvviso
senza salutare nessuno
solo un abbraccio fugace nelle sue braccia da uccellino,
da scricciolo
Senza una ragione apparente siamo in nove in una monovolume
un miracolo di canti corpi intrecciati e bagagli di varia foggia
l'incrocio per Maribor e la pioggia battente
io che mi ripeto in un mantra ce la devo fare
due in un furgoncino, colgo il fiore che mi porge il destino
e salpo per Zagabria
arrivare sconsolata senza un divano dove dormire
E incontrare la fortuna a un angolo della strada
proprio come cinque anni fa a Belgrado
e li' era un semaforo e un ragazzo bosniaco di etnia serba
ma un bugiardo di sicuro
questa volta e' un gruppo di musicanti
e un invito a un concerto
si aprano le danze, e che siano straripanti e selvagge
di mille flauti irlandesi e di scalpiccio di piedi nudi
attraversiamo la notte con alcune facce sconosciute
e alcune birre in corpo
per poi trovarci a raccontarci verita' nude
nudi, mentre fuori piove
mentre fuori il mio futuro continua a scorrere senza avermi avvertito
scadenze date concorsi audizioni
il mondo che mi chiama dall'altra parte dello schermo
le nostre energie che si rincorrono
benedire il cibo
gli occhi che somigliano a quelli del mio migliore amico
il reiki le opere d'arte che lui non capisce
e tutto quello che io non capisco
che mi gira intorno
come la macchia nera della ragazza che lo amava
incontrata per caso davanti a dei falafel
con la sua fuga orgogliosa di riccioli biondi
Poi il ritorno con un’auto psichedelica
un musicista, figlio dell’arcobaleno, che mi riaccompagna in questa nuda Firenze
due giorni e di nuovo in viaggio
arrivare di notte in Val Trebbia
scovare nuovi fratelli e vecchi amici sotto un cielo inondato di luna
poi l’aereo verso nord (e una buona dose di surrealtà)
il mare estone, la città fantasma, il collegio prigione, il passato sovietico che pare presente
il mio non essere all’altezza, in un film mai scritto che potrebbe produrre Bunuel
me ne vorrei andare via nel mare
portarmi via il ricordo di te, torinese dall’aspetto mediorientale
delle nostre birre Bear e della cucina scarna e indecente
del ragazzo turco con cui sogno san Pietroburgo e della prima volta che siamo in tre
del regista cileno del suo passato sanguinante e dei ricordi che mi salvano la vita
tra labirinti di specchi, casinò luccicanti e rovine di un impero morto
Il ritorno nel ritorno, come una mise en abime
di nuovo nel bosco e stavolta incontro un cuore gitano
A casa poi divento natura
nel palco del caos dell’artista israeliano
e ritorna il musicista gitano che si annoda al mio destino
tra reiki e camminate sotto la luna, dove scopro la grande bellezza
E di nuovo fuggire, stavolta è quasi Asia
dal profondo della Turchia fredda e controvento
canto il mantra di madre Natura e parlo in tv
mentre suona il ragazzo dagli occhi di miele
a Istanbul un pomeriggio pensavo di morire di sole e di felicità
persa tra i gatti e gli aerei persi
il non voler tornare
restare abbracciata tra le tue braccia lisce, potenti
nel caldo di un letto di parole quasi italiane
nelle nostre mille promesse
Il ritorno di pioggia è meno provvisorio questa volta
è pesante come un addio a un binario della stazione centrale
o davanti alla fila del check in
Intanto quello che per me era il punto cardinale, sì quel pittore da strapazzo,
uccide il mio cuore tre volte di seguito
il suo silenzio, la mia negazione
non vorrebbe vedermi nemmeno se fossi morente
Come sempre mi ammalo di tristezza
in questa città odiosa intrisa di ricordi
soppeso le giornate come fossero granelli di sabbia,
d’una sabbia al piombo
mentre preparo lo spettacolo della riscossa,
di animali veri e mascherati
cerco l’arte tra galleristi babelici, nei loro discorsi mitteleuropei
di installazioni e di calze
rincorro i ricordi nel malessere dell’una di notte,
pedalando a ritroso i luoghi del delitto dei miei amori morti
Qualcuno sbuca dal mio passato
il sosia informatico e i suoi abbracci notturni
il ragazzo siciliano, con il suo calore orfano
nel buio dei giardini
quell'incontro in piazza ss. annunziata
dove non mi riconosci perchè sono troppo freak
qualcuno appare dal cappello magico del mio presente
con diari verdi e musiche composte appositamente per un panda
nelle nostre camminate notturne, platoniche
No, ora è il mio passato che mi parla
che si materializza nel primo amore
disperso tra gli anni di fisica quantistica e il freddo della Germania dell'est
come alfa e omega, come il karma
TUTTO RITORNA
e noi siamo adesso un triangolo scaleno
perché difforme, incerta è questa mia voglia d’amore
penso di amarti, penso di amarvi
voi persi in tre stati differenti, e lei qui, nella città delle sbarre
Perso è questo mio vagabondare per la capitale
tra concerti annunciati, hummous, letti altrui e ansia di futuro
le canzoni scambiate nel cuore della notte, il sogno francoprussiano di una notte e mezzo
la ragazza con quel nome breve e melodioso trovata intorno a un fuoco
sono troppi vostri visi, troppe le vostre voci
quasi una melodia indistinta
meravigliosa, dopotutto, indispensabile
Tutti si aspettano qualcosa da me, anche lei
che vorrebbero sposarmi, rapirmi, avermi come un’Elena stanca
quando io a malapena riesco ad avere me
e non so chi voglio essere, di chi voglio essere
vorrei sapervi ringraziare tutti,
amare finalmente con un cuore puro
e senza fretta, senza fuga
Quest’estate frastagliata
slabbrata, consumata
si è strascicata fino alle porte dell’inverno, sconfinando,sconfiggendo l’autunno
-troppo breve, troppo incerto per essere vero-
allungata come un mojito pieno di ghiaccio sciolto, nel caldo della sera
Quanto ancora dovrò scappare e dove
me lo chiedo mentre faccio l’ennesimo zaino
e aspetto un passaggio all’ entrata del grande raccordo anulare
non sapere assolutamente niente del mio futuro
solo una manciata di date
luoghi numeri di telefono
io seguo l'onda
quell’ onda di un domani
che lambisce le coste dell’ isla dei desideri
quella con un nome strambo di ricordi coloniali e artisti olandesi
da raggiungere con una nave cargo
dove rincorrere l’estate, ancora una volta
ancora una volta fuggire
Ma questo e' uno tsunami di vita
che mi travolge e mi sceglie volta per volta
macchiandomi il destino di colori inaspettati
mi travesto da un'altra me
faccio finta che sia quasi amore
aspetto un'altra onda
ps. Non aspettatevi molto da queste parole inconsulte.
Non e' una poesia, ne' vuole diventarlo
ne' cerca la fama
o la redenzione
confessione flusso di coscienza
o forse meglio preghiera
perche' non avvenga piu'
o succeda piu' spesso
perche' i pezzi del puzzle possano combaciare
nella loro incostanza
perdetevi, cercatevi, trovatevi in questo magma di parole
non chiedete loro un senso
forse, forse
solo un po’ d’amore
e nient’altro

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
ovunque, ma in nessun posto in particolare, come sempre.
Croazia, Polonia, Spagna, Estonia, Italia
Volver
A volte tornare a casa costa una fatica enorme
non per le pedalate, con le ruote sgonfie nel freddo della sera
ma per il peso.
-il peso di tutto-
Di tutti quei sogni abortiti, rattrappiti, infeltriti
come maglioni lavati a 90°
di tutti quegli abbracci sconfitti
che provi a darti da sola nel mezzo della notte con un vecchio cuscino
di cadaveri di relazioni
-amici, parenti, conoscenti, e, quella cosa stropicciata e senza senso come un
vecchio scontrino
conservato come una reliquia nel portafogli,
che a volte chiamano amore-
L'elenco infinito di tutti quelli che hai amato inutilmente
in fila neutra, maschera di bronzo
come pedine in una scacchiera
che mi affrontano.
Il peso degli anni
-degli anni sprecati a pensare a come vivere
a come scappare
aspettando la fine delle notti
in fondo al viale, in fondo al bicchiere
contando fallimenti e crepe nel muro-
Portarselo addosso,
scomodo, come delle scarpe ingombranti del numero sbagliato.
Scarpe del numero sbaglato, abbiamo detto.
Guardare il mondo da un buco di serratura e dire sì,
questo è esattamene il posto ideale
per vivere studiare lavorare uscire AMARE.
Il problema si intravede all'orrizzonte,
una sagoma bluastra come una macchia d'inchiostro
quel problema sono io
la persona sbagliata nel migliore posto del mondo,
nel migliore dei mondi possibili.
Finire le frasi ed accorgersi del tempo che si ritorce su sè stesso
come uno scorpione disgraziato condannato a infilzarsi il puniglione nella schiena,
di come tutto è sempre uguale,
mi sposto di una casella avanti ma rimango sempre nello stesso punto.
Prendere questo peso
come il famoso fardello dei viaggiatori
un fazzoletto ampio dove mettere tutto dentro
e poi, finalmente, improrogabilmente, partire.
Devo essere la reincarnazione di un qualche marinaio.
Adoro andarmene senza avere idea di quando tornerò.
Sventolare fazzoleti bianchi, io che non ne ho mai nella borsa.
Mi mancano i vostri nomi, i vostri occhi, le vostre voci.
Tutte chiuse dentro la radio nella mia testa
nelle frequenze autistiche dei miei ricordi a occhi aperti.
Forse non mi mancherete, forse non mi siete mai mancati.
Forse non sono già più qui.
I'm not in this movie, I'm not in this song.
Forse basterebbe pesarlo, questo fardello,
come in aeroporto
fare il check-in
capire che è normale, per tutti i passegeri,
avere qualche chilo in più in valigia e cercare di nasconderlo
con qualche escamotage
invece di trascinarlo a mani nude, duro come un macigno
che nell'acqua va a fondo
più giù
più giù
più giù
ora come un anno fa, come tre anni fa, come dieci anni fa,
ora come tutta la vita - la mia -
e cerchi che si propagano all'infinito a pelo dell'acqua