Come un abete ai Caraibi
 In un luogo tropicale non c'è spazio per la malinconia. Non piove, non c'è nebbia, non c'è freddo, non ci sono maglioni larghi in cui raggomitolarsi. Anche la notte è scura, ma eccessivamente calda, e piena di musica e di gente che balla. Decisamente troppo. Nella mia testa è sempre segnato 19 gennaio di un calendario continentale, e non di un mese di carnevale in un'isola del centro america. Per cui ho in default ancora la depressione stagionale. E questo mi rende ancora più triste, e decisamente surreale. Provo quasi vergogna. Sì, vergogna. Perchè è facile dar la colpa al tempo di merda, facile dar la colpa agli esami, allo smog, al lavoro che non si trova, ai genitori scassaballe, a ex che ti tormentano e che hai paura di incontrare da qualche parte nella città , a un posto che è sempre lo stesso, con le solite persone, dove non accade mai nulla di bello. Ma più difficile, decisamente più difficile è sentirsi triste in un clima di euforia collettiva, con il clima migliore che potrebbe esserci (caldo ma non umido e ventilato), con spiagge e natura assolutamente affascinanti intorno, e gente sempre mezza nuda che cammina per strada.
Non posso crederci che sia successo davvero. Ho davvero la nostalgia di maglioni, cappotti, film da vedere con copertina e cane accanto, tè caldo, cieli grigi, serate al freddo in cui sputi sangue in bici per non rischiare l'assideramento, birre sempre troppo fredde che ti congelano le mani,e locali caldi ma troppo cari dove si beve e si balla per scaldarsi, non solo le mani, ma anche lo spirito.
E abbracci.
Stare abbracciati come se non ci fosse un domani, come se non ci fosse nessun altro modo al mondo per respirare. Stare abbracciati e non sudare, non sentire il calore del corpo dell'altro come un'espansione invasiva nel tuo spazio vitale, ma come un tepore che ti scalda l'anima, l'unico tepore possibile.
Non so che mi succede. Ma è assolutamente assurdo e mi sento fuori luogo.
Come le ciminiere della raffineria di San Nicolas che spuntano tra palme a Baby beach, con un nuvolone di pioggia minaccioso sullo sfondo.
Come chi mi mette il latte nel caffè a mia insaputa.
Come un abete cresciuto per caso le palme del Caribe.











