Confidò quell’esperienza agli amici francesi. Ne furono stupefatti: «Ma allora tu non vuoi lottare contro l’occupazione del tuo paese?». Lei voleva dir loro che dietro il comunismo, dietro il fascismo, dietro tutte le occupazioni e tutte le invasioni si nasconde un male ancora più fondamentale e universale, e che l’immagine di quel male era per lei un corteo di gente che marcia levando il braccio e gridando all’unisono le stesse sillabe. Ma sapeva che non sarebbe riuscita a spiegarglielo. Imbarazzata, spostò la conversazione su un altro argomento.
L’insostenibile leggerezza dell’essere - Kundera













