Ci sentiamo diversi da tutti gli altri, spesso migliori, a volte peggiori, ma in qualche modo unici. Epperò. Però viviamo e ripetiamo tutti le stesse cose. Sicuramente In modi diversi e con diversi dettagli ma le geometrie che disegniamo sono davvero le stesse per tutti noi. E anche se crediamo di percorrere traiettorie uniche e le pensiamo decifrabili solo da noi stessi, queste in realtà non sono altro che semplici, visibili, e riconoscibili repliche di segni e movimenti già mille e mille volte visti e vissuti. Siamo tutti di facile lettura, ragazza mia, non serve illudersi del contrario. Serve tuttavia avere questa consapevolezza e serve moltissimo essere gentili. Serve sapere che possiamo sempre esserlo o almeno provarci, e che possiamo aggiustare le cose anche quando ci sembra che sia troppo tardi. Perché non è mai troppo tardi.
Fino a che non lo è.
Valter Buccino (immagine di Claudia Palmarucci













