ho deciso di incontrare un ragazzo che mi ha corteggiata per qualche giorno su instagram. si complimentava per la mia bellezza, voleva sapere dei miei film preferiti, voleva parlare. per fortuna ha proposto subito di vedersi. un appuntamento al parco, c’era il sole e faceva caldissimo. sto cambiando modo in cui scrivo, cerco di romanzare meno, di vedere con più chiarezza quello che accade. il mio diario è una lista noiosa di fatti. ma a volte ho bisogno di capire, perché i miei sentimenti mi offuscano quasi sempre. proprio per questo ho deciso di uscirci. per capire come si sarebbero comportate le mie emozioni davanti a questo grande risveglio della primavera, dopo almeno tre anni che non incontravo uomini sconosciuti e un anno di totale mancanza di sesso in ogni sua forma. decido di buttarmi. sarebbe stato un test. beviamo una birra al parco, ha 23 anni, è molto più alto di me. è bello, capelli scuri, molto magro. ha una faccia che cambia forma spesso. prima di salutarci gli ho detto “la tua faccia ora è ancora diversa” lui ha risposto “perché stai cominciando a conoscermi”. questo mi fa sentire piuttosto stupida nell’aver trasformato un casualissimo incontro privo di aspettative in un film romantico. rieccoci. la mia solita fame d’amore che al momento mi preclude qualsiasi gioco o superficialità. non so prendermi cura del mio piacere, non so sfruttare un uomo per soddisfarmi. spero sempre che sia lui in un qualche modo a farmi sentire più donna, a farmi sentire più amata. e per quanta era la curiosità di vederlo nudo nel mio letto, altrettanta era la voglia di averlo già nel cuore. ho riconosciuto questi volumi sballati, e ho cominciato a pensare. la giornata è stata molto tranquilla, io ero piuttosto connessa a me stessa. poi, dopo qualche drink, ci siamo stretti, mi ha baciata, mi ha detto di voler fare sesso. i discorsi, da erotici, hanno cominciato a presentare battute sempre più sconce - “ho una gran minchia” - eccoci di nuovo. mi bacia e mi saluta dicendo “ciao bellina”. poco prima, l’immagine che si era inventato di me era quella di una ragazza pronta a scopare con lui. dopo i miei baci sulla guancia e i miei sguardi dolci invece, ha cominciato a dirmi che ero timida e abbiamo parlato d’amore e connessione. avrà cambiato discorso per sintonizzarsi sulla mia fame d’amore, ho pensato. se ne va con le sue gambe lunghe, arriva a casa e mi scrive che è stato bene con me. “ci vediamo venerdì sera come ci siamo detti allora?” gli scrivo io. forse gli era più comodo sabato, ma a questo messaggio non ho mai ricevuto risposta. e sono passate più di 24 h. non gli sono piaciuta? il rifiuto vuol dire che non sono bella abbastanza, o peggio, donna abbastanza? in realtà non sono problemi miei, ma mi ha ferita. quello che mi ferisce, è come io possa investire sentimenti profondissimi non appena un uomo ha il coraggio di oltrepassare la mia soglia di protezione. sono sfinita e senza difese. vorrei essere più fredda e distaccata, poter fare sesso e conquistarli con il corpo come fanno le mie amiche. ma sono diversa, questo è ciò che sono: una mendicante d’amore