Avevo bisogno di scriverti, così magari passerà questa sensazione che mi ronza nello stomaco da stamattina e finalmente riuscirò a chiudere gli occhi senza nessun’ansia o preoccupazione.
Ho poche cose da dirti, credo.
Partiamo da ieri: ero in piazza, seduta a parlare di relazione amorose con una mia amica. Lei si è lasciata da poco con una persona, con la sua persona, e diceva che non l’avrebbe mai dimenticata e che se sarebbe tornata tra qualche mese, probabilmente l’avrebbe perdona dimenticando tutto.
Io l’ho guardata e le ho detto che ci vuole tempo perché l’amore si dissolva completamente, con te mi ci è voluto tanto… anni ed anni di sofferenze e stupide speranze. Le mie parole esatte sono state: “Ora ho la certezza di non amarlo più, ho la certezza di essere riuscita ad andare avanti!”. Le ultime parole famose, come si suol dire.
Stamattina mi sono svegliata alle 9.30. L’icona di whatsapp elencava nomi di persone, poi mi appare davanti il tuo. Lì per lì me ne sono fregata, era una domanda futile, di poca importanza. Ti ho risposto seccamente e ho continuato a dormire. Non mi importava nulla di quel messaggio, eppure questa sensazione sgradevole alla pancia, è incominciata piano piano.
Mi risveglio, la tua risposta. Ho deciso di ignorarti perché era la cosa migliore da fare; poi hai insistito e abbiamo iniziato a messaggiare durante la tua pausa pranzo. Mi difendevi, hai cominciato a dirmi parole dolci ed io già sospettavo quale fosse la vera ragione di quei messaggi. Di certo non sbagliavo, perché mi hai chiesto con molta discrezione e calma: “Ma quand’è che ci vediamo io e te?”. Il mio cuore ha mancato un colpo.
Questa domanda me la sono sentita dire tante di quelle volte ormai, che non dovrebbe più essere una sorpresa per me. Quel “io e te”.
Può nascondere molto una domanda corta e insignificante come questa.
Ho cercato di essere razionale stavolta, non volevo essere scortese ne arrabbiarmi quindi ho scelto la verità. Ti ho detto che non me la sento perché non ha più senso per me. Non è mai stato solo sesso per quanto mi riguarda e tu lo sai, anche se tenti sempre di sviare il discorso.
Ma stavolta no, stavolta sembra tu voglia affrontare la verità. Mi hai detto di vederci e parlare, perché forse hai capito anche tu che è arrivato il momento di farlo.
E io voglio parlare, davvero. Cercherò di mettere da parte la paura, l’emozione e l’ansia per parlare nel modo più sincero che io conosca, ma in cambio voglio che anche tu sia totalmente onesto con me.
Voglio guardarti e dirti tutto ciò che ho pensato e provato durante questi 5 anni vicini ma allo stesso tempo lontani.
Vorrei dirti che io ho creduto sin da subito in te, alle tue parole e alle tue inutili promesse. Ho creduto in te e in un ipotetico noi, anche se in cuor mio ho sempre saputo che niente di tutto ciò si sarebbe avverato. Forse l’unica cosa di cui mi pento è stata quella di non rendermene conto sin da subito, credendo a quella tua facciata che appariva perfetta.
Ti vedevo così, come la realizzazione di un sogno nel tuo gran sorriso e nei tuoi occhioni belli da far male.
E c’è voluto così poco per prendersi gioco di me e dei miei sentimenti, che probabilmente ci hai preso gusto e hai continuato e continuato.
Ma che colpa posso darti? Tutti si prendono gioco degli sciocchi e si sa, chi è innamorato è inevitabilmente sciocco.
Come tuo solito hai stravolto le mie giornate prendendone il controllo. Non ti odierò mai abbastanza per ciò che hai fatto di me.