Del dolore intestino guardando il TG
"Come può venire il giorno, se è preclusa la notte?"
[ Martin Heidegger; Essere e Tempo]
Ogni volta che a cena si accende la televisione per guardare "cosa succede nel mondo", indistintamente dal canale su cui ci si sintonizza, sento un moto di disgusto, che mi preannuncia che anche quella cena è rovinata. E quell'annuncio è sempre profezia che si realizza. Tuttavia non mi ero mai spiegato il perché di quella profonda insofferenza nel vedere ogni volta notizie che sembravano fatte con lo stampino: omicidi, naufragi, catastrofi, politici populisti, missioni umanitarie, sfilate di moda, "eventi". Ridatemi il tempo che mi state rubando, penso, tutto questo è inutile, anzi è dannoso. È sempre uguale. Ma qualcosa mi sfuggiva. Poi un'epifania. Ho distolto lo sguardo dal contenuto e ho fatto attenzione al tono. Al tono con cui le notizie erano dette, al tono con cui venivano commentate. E allora ho compreso quell'orrendo fastidio che mi rovina ogni pasto. È il fastidio di accorgersi che cose sempre uguali, sempre banali, vengono proposte ed enfatizzate ogni volta come nuove, come stra-ordinarie, come in-quietanti. E passato questo come l'inquietante, il vero inquietante, quello Sofocleo e Heideggeriano, quello che strappa dalla quotidianità, quello che apre gli occhi alla luce, la stessa che Edipo decise di guardare a costo di cavarsi poi gli occhi, quello tremendamente violento e doloroso, è precluso. Nel telegiornale, in un attimo, ho visto lo specchio di quello che siamo, lo specchio appannato del progresso. Un progresso che reitera continuamente la sua fine, la sera, che non vuole morire ma che è essenzialmente fondato sul nulla, e che cerca in questo modo di mascherare. E l'uomo, fissato saldamente nella sera, non ha accesso alla notte.














