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Exie è eccitato nel mostrare il proprio luogo di provenienza a Haog. In qualche modo ha capito che non ha mai visto un posto diverso dal MondoSolo.
Haog, nonostante il freddo pungente e quasi insopportabile, era felice, i suoi occhioni divennero ancora più grandi e la sua bocca era bloccata un un sorriso quasi inquietante. Non aveva mai visto così tanto bianco in vita sua, non aveva toccato una cosa così soffice, tutto in questo pianeta era diverso, nuovo, fantastico!
Exie glia fa segno di seguirlo e si incamminano verso una grotta. Dentro era buio, ma si sentiva un rumore in lontananza, come quello della navicella di Exie. Dentro c’era tanti omini, tutti molto simili ad Exie, ma differenti: alcuni più alti. altri più grassi ed altri ancora di colore diverso. Tutti sembravano avere un ruolo ed erano concentrati nel farlo bene. il rumore che si sentiva in lontananza, in realtà non era una navicella, come pensava Haog, ma erano computer che lavoravano senza sosta e facevano chissà cosa.
In viaggio!
Dentro ci sono due posti. Entrano e Haog si siede dietro, mentre Exie si mette al posto del conducente. I motori si accendono, facendo un sacco di rumore, sollevando la polvere da terra e così la navicella comincia a lievitare. Il Vecchio-Albero diventa sempre più piccolo, circondato dal verdissimo prato del Mondo Solo. Ad un tratto tutto diventa scuro, Haog riusciva a vedere solo Exie di spalle, impegnato a premere tasti luminosi e a guardarsi attorno. Alza la testa e tutto quello che vede sono puntini luminosi di diversa intensità , di diverso colore e di diversa grandezza. Poi la navicella comincia ad andare ad una velocità supersonica e Haog rimane incollato al sedile per tutto il viaggio, il quale non dura molto. infatti si fermano dopo pochi minuti e di fronte a loro, come per magia, c'è una palla gigantesca e bianca. Solo in un secondo momento Haog capisce che non è una semplice palla, ma un pianeta, più grande del suo Mondo Solo. La navicella atterra dopo qualche minuto, ma Haog ha cominciato a tremare da molto più tempo. Exie se ne accorge e da sotto il sedile gli porge una coperta, apparentemente normale, ma la tatto è estremamente calda e morbida.
Pegni
Haog gli prende la mano e lo trascina fino al vecchio albero. Si agita, sbraccia ed emette altro strani suoni, evidentemente cerca di spiegare ed Exie cosa sta succedendo all’albero, ma Exie lo guarda confuso, senza capire. Haog, demoralizzato, volge lo sguardo a terra e vede una foglia del vecchio albero, così lo raccoglie da terra e lo porge ad Exie, che lo prende e lo guarda senza capire. D’un tratto cambia espressione e prende la mano ad Haog e lo porta verso la grande voragine che ha causato al suo arrivo. Fruga dentro l’astronave e prende qualcosa. È una roccia bianca e scintillante, ma quando Haog la prende capisce che è gelida e col calore delle sue mani piano, piano si scioglie. Exie prende di nuovo la mano di Haog e con l’altra gli mostra al navicella. Così si avvicinano lentamente ad essa che all’improvviso si illumina. Haog comincia ad avere paura ma è allo stesso tempo eccitato.