
Discoholic 🪩
wallacepolsom
Sweet Seals For You, Always
taylor price
DEAR READER

Kiana Khansmith
Today's Document

tannertan36
Jules of Nature
I'd rather be in outer space 🛸
Misplaced Lens Cap

if i look back, i am lost
Keni
noise dept.
TVSTRANGERTHINGS
Claire Keane

⁂

★

ellievsbear

seen from Singapore

seen from Türkiye

seen from Iraq

seen from Iraq
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States

seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from India
@dipingersi

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Vi racconto questa cosa, sembra quasi una pagina di un libro ma è accaduta davvero. Quando sono andata a fare il vaccino, in fila c'era un ragazzo con una divisa da basket di Westbrook. A dir la verità, una volta che ho pensato a quanto fosse carino,ho scacciato subito via il pensiero.
Di solito faccio così quando penso che magari possa essere troppo per me. Però me lo sono un po’ adocchiato, aveva il braccio tatuato. Mi sembrava un drago, sì forse era un drago. Sono andata avanti con la fila, l'ho perso di vista, poi mi sono seduta per aspettare il mio turno con i fogli in mano. Arriva lui e si siede accanto a me. Notavo che con la coda nell'occhio,un po’, ci guardavamo. Ma la noia comunque ci dà dentro, si gira un po’ a guardarmi perché non sa che fare, pensavo. Folata di vento. Da imbranata quale sono mi cadono i fogli proprio dalla parte sua, lui subito li raccoglie, in men che non si dica. C'era scritto il mio nome ma per educazione probabilmente, nel mentre che gli dico grazie lui me li mette a posto perché la pagina si era girata, e mi dice prego guardando me, e non i fogli. Guardando me, e non il nome. Ha anche la voce carina,pensavo. Sembrava una di quelle voci candide, da ragazzo timido e riservato. Come piacciono a me. E che quel tatuaggio enorme sul braccio fosse il suo scudo da questo mondo infame. Non ci siamo più detti una parola. La timidezza è una fottuta bestia. Anzi, probabilmente io avrei detto anche qualcos'altro,ma davvero non mi usciva nulla che non sia stato considerato fuori luogo. E quindi nulla, è arrivato subito il mio turno e mi alzo. Poi,dopo il vaccino,come se non bastasse sbaglio strada e praticamente aspetto i 15 minuti in un altro posto in cui lui non c'era. E quindi, da povera sfigata,nemmeno ho avuto la fortuna di ascoltare il suo nome, quando lo avrebbero chiamato per consegnargli il foglio. Ancora mi ci mordo le labbra, dal nervoso. Lo incontrerò la prossima volta,pensavo. E fu così. Lo rivedo, alla seconda dose di vaccino. Come non riconoscerlo: aveva la stessa divisa di quel giocatore, ma questa volta non blu, ma bianca. Era lì, con questo ciuffo moro che giocava con i suoi occhi, così timorosi. Si vedevano solo quelli da sopra la mascherina, erano scuri ma profondi. Continuavo a pensare che fosse timido e fragile. Si avvicina dalla parte delle sedie per aspettare il suo turno, ma si siede davanti e i nostri sguardi non si incrociano. Per una volta che mi ero promessa che l'avrei salutato se ci fossimo incastrati con gli occhi. Per una volta che mi ero detta di essere più istintiva, fu proprio quella volta che invece si siede davanti e posso solo guardarlo da dietro. I capelli curati, neri e con la sfumatura come piace a me. Non riesco a capire il tatuaggio, ma mi pare ora un volto di una donna, con orecchini graziosi, una gitana probabilmente. Certo che confondere un drago con una gitana ce ne vuole. Sorridevo sotto la mascherina,ho scattato una foto ricordo della sua figura da dietro e ora mi rimane solo quella. Noto che ha altri tatuaggi, ma proprio non riesco a capire cosa raffigurassero. Poi si alza, perché gli dicono che doveva sedersi in ordine di fila. Allora mi alzo, mi avvicino vicino a lui e lui scala. Mi stava lasciando il posto. Tutto questo senza guardarci, e tutto questo in una frazione di secondo che per me è scandita in mente in slowmotion.
Io li amo,i dettagli. Mi ci perdo e la dimostrazione che ricordo ogni cosa può sembrare alquanto spaventoso,ma non lo è affatto. È il mio modo di fotografare la vita. Ho l'occhio attento alle fragilità che si nascondono negli istanti di quotidianità. A volte uno sguardo di un secondo ti catapulta una sensazione in gola. Magari mi faccio anche idee sbagliate, ma pensare che un ragazzo sconosciuto mi abbia fatto ricredere che possano esistere persone silenziose e pure come lui, è sempre bello. Almeno pensare che ci sia un ragazzo che come me preferisce stare in silenzio e scovare dettagli nella gente, mi fa tirare un sospiro di sollievo. Perché ormai io non ne vedo più, così.
Vedo solo gente che parla, che ostenta tante cose, e vuol farsi vedere più bella, più ricca, più. Sempre più. Sempre a dimostrare.
Comunque,ritornando a noi.
Stavamo per sederci vicini, e invece un ragazzo mi dice di andare avanti, perché c'ero prima io. Dannazione. Mi siedo, ma mi giro diverse volte. Voglio che lui mi riconosce, voglio che mi guarda negli occhi almeno. Ed io voglio che la mia mente fissi il suo viso come un post-it da ricordare. È il mio turno. Mi vaccino e non lo vedo nella sala d'aspetto. E mi ero promessa che l'avrei fatto sedere accanto a me,dato che c'era una sedia vuota.
Mi ero anche immaginata la conversazione.
“Ei ciao, dovevo pur ricambiare sul favore dell'altra volta. Eh sì,sono quella a cui erano caduti i fogli dal vento!”
E invece nulla. Mi accorgo che era già seduto,intento a leggere un libro azzurro.
Vorrei saperne il titolo. Vorrei almeno leggere qualche riga e scoprire una briciola della sua personalità.
I 15 minuti sono scaduti sia per me che per lui, e appena si alza, mi alzo anche io. Ormai non aveva più senso rimanere. Non sono riuscita a vedere in che direzione andasse. Dannazione. Mi rimane il suo ricordo da ragazzo riservato e limpido. Chissà se mai lo rivedrò. Chissà se è del mio quartiere e sul più bello,un giorno, me lo incontrerò davanti.
Mi rimane un libro dalla copertina azzurra difficile da trovare, quella divisa di Westbrook che ad ogni modo non mi porterà da te. Perché ho provato anche a cercarti tra i suoi followers. E se sei tu e stai leggendo questo, non pensare che sono pazza. È che per come ti ho visto io, siamo molto simili. Ed è raro trovare qualcuno di simile in questo mondo.
Figurarsi se mi aspettavo di trovarlo davanti ad una fila per un vaccino anti-covid.
Sorrido va, che magari ti rincontro.
Se è destino, sarà.
una frase che farebbe cambiare l'animo triste di una persona?
dovremmo pensare almeno una volta al giorno alle cose belle che abbiamo. dovremmo fregarcene dei falsi sorrisi, delle promesse non mantenute, delle certezze che si potrebbero tramutare in dubbi, delle mancanze che si fanno sentire forte, come la campanella di inizio lezione. dovremmo smettere di guardarci allo specchio e odiarci, di criticare il nostro sorriso abituato ad essere finto di fronte alla gente. smettere di giudicare il nostro fisico o come ci vestiamo. dovremmo tutti smettere di pensare a quell'amore andato in frantumi, o a quell'amore che non abbiamo mai incontrato ma che tanto vogliamo. dovremmo concederci un bagno caldo e cantare con quella calma che ti fa ricordare il mare, e poi sempre più forte, fino a gridare, a soffocare le grida, a stonare perchè tanto non ce ne importa. dovremmo asciugarci i capelli e pronunciare davanti allo specchio quelle parole che non avremmo mai il coraggio di dire a chi ci ama, alla nostra famiglia, ai nostri amici, che ci salvano così, senza nemmeno averlo chiesto. dovremmo mettere la musica a palla e ballare, e fregarcene per una volta, se non sappiamo mettere su due passi insieme. come quei film che hai sempre visto come un “magari farlo”, scatenarsi fin quandoun sorriso sorgerà, e sarà vero, per la prima volta. E poi, uscire e mangiare con le tue amiche, e non aver paura della dieta, che ammettiamolo, non l'abbiamo mai iniziata. entrare nei negozi e comprare il jeans dei nostri sogni, citofonare agli sconosciuti e scappare ridendo, prendere l'autobus e andare al punto più alto della città, e stare bene davanti ad un tramonto e affianco a chi ami davvero. e sorridere. sempre. perchè è vero che non si può tornare indietro, è vero che il passato ti ha cucito addosso tagli e ferite, ma ti ha donato anche le persone giuste per medicarle. E guai a dire che non abbiamo nessuno, perchè avendo un passato unico dagli altri, siamo semplicemente unici. E abbiamo avuto piccole gioie che sottovalutiamo sempre, e ci attacchiamo al dolore perchè è più facile desiderare altro, invece che apprezzare ciò che ci resta.
Questa domanda è sempre attuale, e la risposta lo è ancor di più.
Chissà cosa pensi veramente di me. Io, mi son fatta troppi pensieri. Me lo riprovero spesso. Amo vivere attraverso di essi. Mi costruisco castelli di sabbia, stupendi, come dei film. Mi sento libera di fare quel che vorrei fare, di prendere quella bocca con le mani e stropicciarla come si fa con i bambini, di ridere a crepapelle e di guardarci negli occhi, intensamente. Mi immagino che nel bel mezzo di un discorso complicato in cui gesticolo con le mani per farmi capire, tu ti ci perdi in quei miei movimenti, e mi fissi a guardare quei miei occhi marroni e verdi. Io vivo di poesia, lo sai. Ma ai miei occhi tu sei qualcosa di grande. E con te non userei mai il visualizzato senza risposta, l'orgoglio in prima fila, con te non attaccherei al telefono solo perché mi hai fatto arrabbiare. Però sai, l'ho dovuto fare. Probabile che sia perché hai fatto un passo indietro, o semplicemente perché ne ho fatti io fin troppi in avanti.
Ma non riesco ad immaginarti come amico, se quando ci dobbiamo vedere mi preoccupo così tanto di essere intrigante, di essere me stessa. E se quando ti guardo vorrei darti quel bacio che mi immagino tutte le notti.
Ecco, vedi. Ricomincio a sognare.
“Leggimi con la stessa attenzione che dedichi al tuo libro preferito. Trova tra le sfumature dei miei occhi, le frasi che hai sottolineato con cura. Riattacca i pezzi che il mio cuore non ha più, come quelle pagine che hai strappato via per il dolore. E per favore, entra nella mia vita e cambia il finale della storia, che io vivo una favola, se tu sei con me.”
— @dipingersi (via dipingersi)

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
una frase che farebbe cambiare l'animo triste di una persona?
dovremmo pensare almeno una volta al giorno alle cose belle che abbiamo. dovremmo fregarcene dei falsi sorrisi, delle promesse non mantenute, delle certezze che si potrebbero tramutare in dubbi, delle mancanze che si fanno sentire forte, come la campanella di inizio lezione. dovremmo smettere di guardarci allo specchio e odiarci, di criticare il nostro sorriso abituato ad essere finto di fronte alla gente. smettere di giudicare il nostro fisico o come ci vestiamo. dovremmo tutti smettere di pensare a quell'amore andato in frantumi, o a quell'amore che non abbiamo mai incontrato ma che tanto vogliamo. dovremmo concederci un bagno caldo e cantare con quella calma che ti fa ricordare il mare, e poi sempre più forte, fino a gridare, a soffocare le grida, a stonare perchè tanto non ce ne importa. dovremmo asciugarci i capelli e pronunciare davanti allo specchio quelle parole che non avremmo mai il coraggio di dire a chi ci ama, alla nostra famiglia, ai nostri amici, che ci salvano così, senza nemmeno averlo chiesto. dovremmo mettere la musica a palla e ballare, e fregarcene per una volta, se non sappiamo mettere su due passi insieme. come quei film che hai sempre visto come un “magari farlo”, scatenarsi fin quandoun sorriso sorgerà, e sarà vero, per la prima volta. E poi, uscire e mangiare con le tue amiche, e non aver paura della dieta, che ammettiamolo, non l'abbiamo mai iniziata. entrare nei negozi e comprare il jeans dei nostri sogni, citofonare agli sconosciuti e scappare ridendo, prendere l'autobus e andare al punto più alto della città, e stare bene davanti ad un tramonto e affianco a chi ami davvero. e sorridere. sempre. perchè è vero che non si può tornare indietro, è vero che il passato ti ha cucito addosso tagli e ferite, ma ti ha donato anche le persone giuste per medicarle. E guai a dire che non abbiamo nessuno, perchè avendo un passato unico dagli altri, siamo semplicemente unici. E abbiamo avuto piccole gioie che sottovalutiamo sempre, e ci attacchiamo al dolore perchè è più facile desiderare altro, invece che apprezzare ciò che ci resta.
chissà cosa significa avere la mente libera da ogni tuo limite
Io farei tornare di moda le lettere scritte a mano, e tutto l’amore che c’è dentro la scrittura.

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Vi racconto questa cosa, sembra quasi una pagina di un libro ma è accaduta davvero. Quando sono andata a fare il vaccino, in fila c'era un ragazzo con una divisa da basket di Westbrook. A dir la verità, una volta che ho pensato a quanto fosse carino,ho scacciato subito via il pensiero.
Di solito faccio così quando penso che magari possa essere troppo per me. Però me lo sono un po' adocchiato, aveva il braccio tatuato. Mi sembrava un drago, sì forse era un drago. Sono andata avanti con la fila, l'ho perso di vista, poi mi sono seduta per aspettare il mio turno con i fogli in mano. Arriva lui e si siede accanto a me. Notavo che con la coda nell'occhio,un po', ci guardavamo. Ma la noia comunque ci dà dentro, si gira un po' a guardarmi perché non sa che fare, pensavo. Folata di vento. Da imbranata quale sono mi cadono i fogli proprio dalla parte sua, lui subito li raccoglie, in men che non si dica. C'era scritto il mio nome ma per educazione probabilmente, nel mentre che gli dico grazie lui me li mette a posto perché la pagina si era girata, e mi dice prego guardando me, e non i fogli. Guardando me, e non il nome. Ha anche la voce carina,pensavo. Sembrava una di quelle voci candide, da ragazzo timido e riservato. Come piacciono a me. E che quel tatuaggio enorme sul braccio fosse il suo scudo da questo mondo infame. Non ci siamo più detti una parola. La timidezza è una fottuta bestia. Anzi, probabilmente io avrei detto anche qualcos'altro,ma davvero non mi usciva nulla che non sia stato considerato fuori luogo. E quindi nulla, è arrivato subito il mio turno e mi alzo. Poi,dopo il vaccino,come se non bastasse sbaglio strada e praticamente aspetto i 15 minuti in un altro posto in cui lui non c'era. E quindi, da povera sfigata,nemmeno ho avuto la fortuna di ascoltare il suo nome, quando lo avrebbero chiamato per consegnargli il foglio. Ancora mi ci mordo le labbra, dal nervoso. Lo incontrerò la prossima volta,pensavo. E fu così. Lo rivedo, alla seconda dose di vaccino. Come non riconoscerlo: aveva la stessa divisa di quel giocatore, ma questa volta non blu, ma bianca. Era lì, con questo ciuffo moro che giocava con i suoi occhi, così timorosi. Si vedevano solo quelli da sopra la mascherina, erano scuri ma profondi. Continuavo a pensare che fosse timido e fragile. Si avvicina dalla parte delle sedie per aspettare il suo turno, ma si siede davanti e i nostri sguardi non si incrociano. Per una volta che mi ero promessa che l'avrei salutato se ci fossimo incastrati con gli occhi. Per una volta che mi ero detta di essere più istintiva, fu proprio quella volta che invece si siede davanti e posso solo guardarlo da dietro. I capelli curati, neri e con la sfumatura come piace a me. Non riesco a capire il tatuaggio, ma mi pare ora un volto di una donna, con orecchini graziosi, una gitana probabilmente. Certo che confondere un drago con una gitana ce ne vuole. Sorridevo sotto la mascherina,ho scattato una foto ricordo della sua figura da dietro e ora mi rimane solo quella. Noto che ha altri tatuaggi, ma proprio non riesco a capire cosa raffigurassero. Poi si alza, perché gli dicono che doveva sedersi in ordine di fila. Allora mi alzo, mi avvicino vicino a lui e lui scala. Mi stava lasciando il posto. Tutto questo senza guardarci, e tutto questo in una frazione di secondo che per me è scandita in mente in slowmotion.
Io li amo,i dettagli. Mi ci perdo e la dimostrazione che ricordo ogni cosa può sembrare alquanto spaventoso,ma non lo è affatto. È il mio modo di fotografare la vita. Ho l'occhio attento alle fragilità che si nascondono negli istanti di quotidianità. A volte uno sguardo di un secondo ti catapulta una sensazione in gola. Magari mi faccio anche idee sbagliate, ma pensare che un ragazzo sconosciuto mi abbia fatto ricredere che possano esistere persone silenziose e pure come lui, è sempre bello. Almeno pensare che ci sia un ragazzo che come me preferisce stare in silenzio e scovare dettagli nella gente, mi fa tirare un sospiro di sollievo. Perché ormai io non ne vedo più, così.
Vedo solo gente che parla, che ostenta tante cose, e vuol farsi vedere più bella, più ricca, più. Sempre più. Sempre a dimostrare.
Comunque,ritornando a noi.
Stavamo per sederci vicini, e invece un ragazzo mi dice di andare avanti, perché c'ero prima io. Dannazione. Mi siedo, ma mi giro diverse volte. Voglio che lui mi riconosce, voglio che mi guarda negli occhi almeno. Ed io voglio che la mia mente fissi il suo viso come un post-it da ricordare. È il mio turno. Mi vaccino e non lo vedo nella sala d'aspetto. E mi ero promessa che l'avrei fatto sedere accanto a me,dato che c'era una sedia vuota.
Mi ero anche immaginata la conversazione.
“Ei ciao, dovevo pur ricambiare sul favore dell'altra volta. Eh sì,sono quella a cui erano caduti i fogli dal vento!”
E invece nulla. Mi accorgo che era già seduto,intento a leggere un libro azzurro.
Vorrei saperne il titolo. Vorrei almeno leggere qualche riga e scoprire una briciola della sua personalità.
I 15 minuti sono scaduti sia per me che per lui, e appena si alza, mi alzo anche io. Ormai non aveva più senso rimanere. Non sono riuscita a vedere in che direzione andasse. Dannazione. Mi rimane il suo ricordo da ragazzo riservato e limpido. Chissà se mai lo rivedrò. Chissà se è del mio quartiere e sul più bello,un giorno, me lo incontrerò davanti.
Mi rimane un libro dalla copertina azzurra difficile da trovare, quella divisa di Westbrook che ad ogni modo non mi porterà da te. Perché ho provato anche a cercarti tra i suoi followers. E se sei tu e stai leggendo questo, non pensare che sono pazza. È che per come ti ho visto io, siamo molto simili. Ed è raro trovare qualcuno di simile in questo mondo.
Figurarsi se mi aspettavo di trovarlo davanti ad una fila per un vaccino anti-covid.
Sorrido va, che magari ti rincontro.
Se è destino, sarà.
Te lo ricordi? Ha il sapore dei miei occhi
e ora c'è tanta gente intorno
chissà se ci sei anche tu.
E se per caso mi dovessi svegliare
Colpito da un proiettile al cuore
Inseguito da strane cose,
Mi basterebbe abbracciarti
Sotto le coperte o sul divano
Toccarti la mano e sentirti il respiro
Per restare bene e tornare a dormire
E ritornare a sognare.

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Scorci di Roma.
Gabbia di ricordi, fumo di pensieri.
Model: Marco Lanzi