Olga, la commercialista
“Pronto tesoro, devo chiederti un grande favore personale, solo tu puoi aiutarmi.” La voce di Francesca vibra sempre quando sta per chiedermi qualcosa che sa non gradisco fare.
“Certo, Francesca, sai che per te farei di tutto.” Le rispondo, felice di sentirla, fra tutte, a parte Teresa, e con lei che mi piace davvero scopare.
“Grazie, tesoro, so che sei molto riservato, e dopo l’avventura con Lupita, lo sei ancora di più.” L’ascolto senza interromperla.
“Ieri sono stata dalla mia commercialista, una cara amica, e una bella donna…”
“Francesca sai che io…” dico pensando ad alta voce.
“Si, tesoro, lo so, scusami se ti chiedo questo, ma è molto importante per me, mi fido di lei, e mi dispiace vederla depressa, sai che per noi donne di una certa età sentirsi messe da parte è la più grande delle sofferenze?”
“Questo lo capisco, ma tu sai che non lo faccio per…”
“Amore mio, lo so, lo so bene che non l’ho fai per i soldi, che io e le altre siamo felici di regalarti. So anche che non ti vendi alla prima che arriva, ma vuoi conoscere la donna che ti cerca, per darle quello che desidera. Per questo, vorrei che venissi a cena da me stasera, solo a cena nient’altro. Cosi ti presento Olga, e poi…beh, poi sono cose vostre.” Prende un gran sospiro e aggiunge,” Ma sarei davvero contenta se riuscirai a far tornare il sorriso sul suo volto, è davvero bella quando è felice.”
Ho ascoltato tutta la parte finale senza interromperla, e dal tono della voce ho capito che per lei è davvero importante.
“Va bene! Farò del mio meglio. Per te!!” le rispondo senza neanche aver visto mai la sua amica depressa.
“Grazie, tesoro, non dimenticare che il mese prossimo sei con me, per due settimane.”
“Ho mai dimenticato qualcosa?”
“No, mai. Ma noi vecchiette siamo un po' apprensive, sai?”
“Apprensiva si, vecchietta non direi, scopi meglio tu che una verginella di 20 anni.”
Una sincera risata risuona nelle mie orecchie.
“Sei sempre un grande adulatore, riesci a far sentire bene una donna, solo con le parole, e con il tuo cazzo sai portarla in paradiso.”
“Ora chi è l’adulatrice??”
“hahaha, hai ragione, e che tengo molto a te, e non solo come amante, ma anche come amico.”
“Francesca, questo è il bel complimento che potessi farmi, grazie! Vedrai che saranno due settimane da non dimenticare.”
“Sono sicura che sarà così. Ti aspetto stasera a casa mia alle 20:00. Un bacio tesoro!”
Sono appena le 16:10, c’è tutto il tempo per fare un pisolino e prepararmi. Arrivo alle 19:55 davanti il cancello, sul sedile del passeggero una bottiglia di “Annamaria Clemente Brut, Franciacorta 2016 Magnum Cà del bosco”, una bottiglia da 250€, per la sua amica e un mazzo di rose per lei.
“Ben arrivato tesoro, entra pure. Ti presento la mia amica Olga. Olga lui è il mio…” si ferma un attimo, poi “il mio amante!” dice dandomi un bacio sulle labbra.
“Questi sono per te, e questa per noi, spero che sia di gradimento alla tua amica.”
“Gradisce di sicuro, ottima scelta la tua!” mi dice prendendo la bottiglia e i fiori per mettere la prima nel freezer e i secondi in un vaso.
“Anche la tua!” le dico sulla schiena. Sono sicuro che sta sorridendo, nel vedere il viso della sua amica colorarsi di rosa.
Olga è una bella donna di circa 60 anni, un fisico massiccio, delle tette morbide che riempiono abbondantemente un reggiseno taglia 4, capelli biondi ben curati, qualche chilo di troppo sui fianchi, a causa del suo lavoro sedentario, un viso segnato dal tempo, dal quale traspira una bellezza appannata dalla solitudine e dalla mancanza di un uomo, che la faccia sentire, non bella, quello lo è, ma viva.
La cena è ottima, la compagnia deliziosa, e il Franciacorta abbassa le difese e fa scivolare il discorso sul sesso.
“Quindi tu saresti l’amante della mia amica?”
“Lei, dice così!”
“Non è vero?”
“Cosa fa un amante?”
“Scopa la sua amata!” dice convinta Olga, evidentemente non ha mai avuto un amante.
“Amica mia, si certo lui mi scopa, e mi fa godere, questo è vero. Ma non è solo per questo che cerco di averlo il più a lungo possibile accanto a me.”
Olga mi guarda, poi si volta verso Francesca.
“E’ davvero cosi bravo!! Ti fa godere, e lui gode?”
“Certo, dovresti vedere con quanta passione mi succhia il clitoride, e come spinge quel suo bellissimo cazzo nel mio culo.” Risponde Francesca che quando si sente attaccata, contrattacca a testa bassa, senza tenersi nulla dentro.
“Scusa, Francesca, non volevo dire…”
“Amica mia, ti ho invitata qui stasera, per farti conoscere questo ragazzo, che sono sicura può aiutarti a sorridere ancora alla vita. Ma non osare deridermi, perché io lo amo, e mi costa moltissimo rinunciarci, anche solo per una notte.”
Olga la guarda sconvolta, immobile, la bocca semiaperta, senza dire nulla, poi scoppia a piangere come una bambina coprendosi il viso con le mani. Francesca le va vicino e l’abbraccia.
“Piangi, amica piangi, non vergognarti di farti vedere debole, Lui non è come tutti gli altri, Lui sa capire, consolare, e amare.”
“Scus… scusami, sono una vecchia sciocca, scus…”
“Non sei né vecchia, né sciocca, sei solo una donna che vuole ancora vivere, e… fidati di lui.”
Poi si rivolge a me, che sono rimasto a guardare lo sgretolamento dei muri di una donna trascurata dall’amore.
“Tesoro, accompagni la mia amica a casa, e per favore…”
“Certo Francesca, stai tranquilla, mi occupo io di lei.”
Mi alzo e sfioro con la mano la spalla di Olga, che si volta con il rimmel che le cola sul viso, e mi abbraccia continuando a singhiozzare sulla mia spalla.
La stringo a me, il suo abbondante seno si schiaccia sul mio petto, trasmettendomi vibrazioni ad ogni sussulto fino a quando, lentamente, si calma. In auto, il silenzio e l’imbarazzo sono densi e si possono toccare con la mano. Olga ha ripreso il controllo di sé stessa, e adesso, si vergogna di essersi mostrata debole e senza difese, di fronte ad un uomo sconosciuto.
“Sei amica di Francesca, e sicuramente conoscevi Teresa…” il suo sguardo allucinato mi risponde prima che le sue labbra dicano qualcosa.
“ti sembrerà strano, ma l’amavo veramente, sono stato con lei fino all’ultimo respiro, l’ho vista appassirsi come un fiore, e ho sofferto per lei ogni minuto di ogni giorno, lei…”
“Zitto, non dire altro, Francesca mi ha parlato tanto di te, del sentimento che ti univa a Teresa, e del suo amore per te. anche lei ti ama…”
“io non…” provo a dire, ma lei riprende.
“So anche questo, so che fai sesso con lei, e che tra le donne che ti cercano è quella a cui sei più legato, e so anche che il tuo amore per Teresa era, anzi è, sincero e intenso.”
Adesso sono io che la guardo sconvolto.
“Si, tu ami ancora Teresa, il ricordo di Lei è ancora vivo dentro di te, e forse non sparirà mai. Qualunque donna darebbe tutto quello che possiede per vivere un solo giorno d’amore come quelli che ha vissuto Teresa, per tutto il tempo che siete stati insieme. Quando mi ha detto che voleva lasciarti tutto il suo patrimonio, ho pensato che era stata raggirata da qualche giovanotto in cerca di soldi facili. Ma, adesso… adesso che ti ho visto, so che non è stato cosi, il vostro era un vero amore, un grande amore…” e i suoi occhi si riempiono di acqua, acqua che si suicida dalle ciglia, scorre sulle guance e inumidisce le sue labbra.
Il rosso di un semaforo, mi dà il tempo di avvicinarmi e darle un bacio sulle labbra bagnate di rugiada.
Olga mi guarda sconvolta, capendo che il mio non è un bacio sessuale, ma un bacio che è servito a me per conoscere il sapore delle sue lacrime, e a lei di sentirsi viva e compresa.
Fermo la macchina davanti al 43 di Via Carducci, dove Olga abita da sempre, spengo il motore e aspetto.
Come se si fosse risvegliata da un sogno, guarda l’ingresso di casa sua, poi si volta verso di me.
“Non voglio stare da sola.” Dice aprendo la portiera.
Scendo e la seguo, le sue mani tremano mentre cerca nella borsa le chiavi…
“faccio io.” Le dico in sussurro prendendo le chiavi dalle sue mani tremanti, apro la porta e poggio la mano sulla sua schiena invitandola a superare quel confine, che non è mai riuscita a superare prima.
Casa sua ci accoglie silenziosa, cerco l’interruttore, ma…
“No, ti prego, mi vergogno…” dice in un sibilo.
Questa sua debolezza, questa sua paura, mi fa sciogliere, nella semi oscurità vedo una donna che ha paura d’amare, che ha paura della solitudine, e terrore dell’amore.
Senza dire nulla, mi siedo sul grande divano grigio al centro della stanza e aspetto che Olga trovi il coraggio e la forza di fare il primo passo. Non ho mai obbligato nessuna delle donne che frequento, a fare nulla, mai. Aspetto solo che sia lei a decidere se farlo, come farlo, e quando farlo.
Olga mi guarda seduto tranquillo sul suo divano, che la guardo senza forzarla o intimidirla, se solo volesse andrei via senza sfiorarla, ma non vuole.
Si gira lentamente di spalle, e si toglie il soprabito, mostrandomi un fondoschiena non eccessivo, non cadente, dalla forma rotonda e seducente. Senza voltarsi si sbottona il davanti del suo vestito e poi lascia che scivoli dalle sue spalle lungo le braccia e poi lungo i fianchi, fino ad addormentarsi raggomitolato ai suoi piedi. Francesca ha ragione, è una bella donna! Le sue gambe inguainate in calze cosi sottili e trasparenti che se non fossero rifinite con una grande fascia scura e sorrette da un semplice ma seducente reggicalze nero, non si noterebbero. Il suo combinato intimo è bello quanto il fantastico culo che avvolge, mentre lentamente si avvicina indietreggiando fino a sedersi sulle mie gambe con la schiena sul mio petto.
“Ti prego, non farmi male!” mi sussurra spingendosi contro di me.
Capisco che le sue parole non si riferiscono a un dolore fisico, ma a un male psicologico, chissà quanti uomini hanno pugnalato questa calda schiena, quanti hanno approfittato della sua solitudine per strapparle una notte di sesso senza darle niente in cambio.
Respiro il suo odore di femmina che traspare dalla pelle delicata del suo collo, stringo il suo seno tra le mani che si plasma e si adatta all’abbraccio ancora costretto nell’angusto spazio del suo reggiseno. Olga ansima e getta indietro la testa, le sue labbra socchiuse sono un invito al quale non posso e non voglio rinunciare.
Le sue labbra sono morbide, la sua lingua succosa, e il dolce sapore della sua saliva mi inebria le papille, trasmettendo scariche al mio cazzo che cresce e pressa nei miei pantaloni e sul suo culo. Olga sente la mia eccitazione, e geme di desiderio. Slaccio il suo indumento di costrizione e libero le sue tette, che danzano felici tra le mie mani, mentre succhio la sua lingua e lecco il lobo del suo orecchio, eccitandola ed eccitandomi per i movimenti del suo corpo che si struscia sul mio.
La sollevo per sfilarle le eleganti mutandine nere con arabeschi rosa antico, e con mio grande stupore, vedo un luccicante piercing che le trapassa il clitoride, ricordo evidente di una spiccata sessualità. Non resisto e bacio quel vezzoso ninnolo che orna una figa che da sola è già un capolavoro della natura.
“Ti piace!” mi chiede in un gemito.
“È bellissima!” rispondo, facendo finta di non cogliere la sua allusione al gioiello che indossa. Olga si abbassa scivolando con le labbra sul mio corpo, e quando raggiunge la meta del suo viaggio, dopo un ansimo di apprezzamento, prende il mio cazzo in bocca e mi dà un saggio della sua maestria nei rapporti orali. Lo succhia intensamente tenendolo fermo con la mano alla sua base, lo lecca a tutta lingua lasciando una scia di saliva su tutta la sua lunghezza, coccola con la mano il mio scroto e gioca con le noci all’interno, strappandomi un grugnito di piacere che fa crescere la sua autostima e la sua libido di femmina.
Olga è ormai dentro quel vortice di libidine e passione da cui si esce in solo modo, GODENDO!
E’ lei stessa che si mette carponi sul divano e allarga le natiche per mostrarmi anche l’interno umido e accogliente della sua vagina, e quello mostra a un solo spettatore, è un vero spettacolo, apprezzato anche dal mio cazzo che si ingrossa e si tende allo spasimo.
La sensazione che provo quando il mio pene scivola dentro di lei, è stupenda! La sua carne si adatta e mi avvolge stringendomi in un intenso abbraccio, i suoi muscoli pelvici si contraggono massaggiandomi, e un’intensa sensazione di unione prende il sopravvento su di me. Olga ansima e spinge il culo verso di me, anche per lei la sensazione di possesso deve essere intensa, con il viso sul divano, geme e ondula il sedere per sentire il mio cazzo toccare quei punti sensibili, dentro di sé, che cambiano in ogni donna.
Poi distende le gambe sul divano, la seguo nel movimento senza uscire dal suo corpo, e mi ritrovo disteso dietro di lei, con il cazzo che danza fra le sue cosce , che data la posizione, un paio di volte scivola fuori dall’abbraccio del suo sesso, e ogni volta un sospiro di delusione le sfugge dalle labbra, seguito da uno di piacere quando la punta del mio pene, in cerca dell’entrata si struscia sul ninnolo clitorideo che le provoca scariche di puro piacere, amplificato dall’acciaio chirurgico che le attraversa i sensori interni del suo centro sensoriale.
Teresa amava terminare il rapporto sessuale con me che godevo nella sua figa, Francesca preferisce che goda nella sua bocca, e Olga?
Mi chiedo come desideri concludere questo incontro carnale, la risposta arriva da sola, quando il suo orgasmo pressa dentro di lei con forza crescente.
“Scopami, e non ti fermare, anche se urlo, non ti fermare, per favore godi dentro di me!”
La sua figa aperta e boccheggiante mi invita, sposto con le mani le succose labbra e scivolo tra i suoi carnosi petali di carne. Olga mi viene incontro ad ogni spinta, ansima e trema, iniziando a godere. Sento distintamente i suoi muscoli interni contrarsi e il calore interno aumentare, ad ogni affondo scivolo più facilmente dentro il canale fradicio della sua vagina, schizzi di succo femminino si schiantano sulle sue e sulle mie cosce, è un delirio di fremiti, ansimi, e scariche di piacere. Il mio orgasmo è pronto, il suo è già in atto, quando spingo in fondo il cazzo fermandomi nel profondo del suo sesso, Olga urla e tutto il suo corpo e scosso da tremori scomposti, devo tenerla per i fianchi per evitare che il mio cazzo sgusci fuori dalla sua figa, prima di aver scaricato tutto il mio carico di sperma dentro di lei.
I tremori scemano e le gambe di Olga si distendono, seguo la sua discesa con il cazzo incastrato nel suo corpo, e l’abbraccio stretta impadronendomi delle sue tette e respirando il suo piacere dal sudore della sua pelle.
Dopo alcune ore mi sveglio con il corpo di Olga stretto a me, dorme serena ed è bellissima!














