Più passa il tempo meno sopporto la gente. In particolare i falsi santi martiri, quelli che a parole ti raccontano le loro fustigazioni fisiche mentali ed emotive e poi di santo non hanno proprio nulla. Quelli che, a parole: “ci penso io, faccio io, provvedo io” ma che ai fatti fanno di tutto (mentono, raggirano, intortano) per fare fondamentalmente il meno possibile. Quelli che : “poverino, ti capisco, hai ragione” e che al momento di dimostrarlo, ti piantano il classico coltello nella schiena, piazzano la classica mazzata fra capo e collo. E lo fanno con un bel sorriso pieno di compassione e comprensione, ma lo piantano lo stesso quel coltello, non appena credono di averti fregato. Come se le loro false ed ipocrite ed inutili parole bastassero a consolarti, mentre servono solo a lavarsi, ai propri stessi occhi, la loro sporca e vile coscienza. E intanto a pagare le conseguenze sei tu. Quelli che, davanti all’ ammissione di un tuo disagio, partono con la lista dei propri tantissimi e generosissimi sacrifici e poi scopri che è una menzogna. Che mentono. Mentono sempre. Auto immolandosi agli altri. A parole. Solo parole. Quelli che attaccano e stordiscono con la loro auto conclamata perfezione. Ignorando, forse ormai troppo convinti dalle proprie menzogne, che tu che stai ascoltandoli non sei l’ idiota che loro credono. Che vedi oltre la maschera. Oltre quell’ espressione di contrita sofferenza di chi è sempre e solo a disposizione degli altri. Che senti oltre le parole. Che conosci la verità. Odio fortemente queste persone, convinte di non concedere all’ interlocutore la possibilità di trovare delle smentite alle loro lamentose parole. Detesto soprattutto quando a pagare la conseguenza di questa loro immagine da “santi” sono le persone più deboli, impossibilitate a difendersi. E odio soprattutto non avere la possibilità di sputare in faccia a questa gente la verità. E il mio disprezzo. Falsi santi martiri. Falsi eroi. E la cosa peggiore è quando, per forza di cose, li devi frequentare. Quando arrivi al punto di non credere più a molte delle parole che pronunciano. Quando questo succede da così tanto tempo che ormai restare indifferente e mostrarsi comprensivo è diventato un esercizio quotidiano, sempre più difficile. Quando il controllo delle proprie emozioni e reazioni è diventato quasi ingestibile. Eppure resisti. O ci provi. E a volte il tuo volto sfugge al tuo controllo e tu devi avere sempre pronta una bella faccia da culo, ammettiamolo, per riuscire a districarti dagli imbarazzi. Un esercizio quotidiano.
E l’ odio cresce nel veleno.
-OcchiSottoPelle.














