Lâultima campanella dellâultimo giorno di scuola
quando il grembiule non era piĂš dâobbligo
e potevi mettere la tua maglia preferita a maniche corte
la mia era arancione con i cactus
LĂŹ iniziava lâEstate.
La sveglia presto e i viaggi in macchina
carichi
ma senza preoccuparsi di cercare parcheggio
ci pensavano i grandi
a noi bastava aver preso
camion
paletta
e secchiello
Il momento del gelato
dio quanto era bello
anche se poi erano infinite
le 3 ore da aspettare
-non 5 minuti di meno-
per fare il bagno di nuovo
La busta dei costumi
il profumo di quel tessuto
che non sentivi da un anno
quello sĂŹ che faceva estate
Gli occhialini
uno si appannava
ad uno entrava acqua
ad un altro era uscito lâelastico
Le cicale di giorno
i grilli di sera
quella specie di lampada blu
che neanche i neon da auto tamarri fanno quella luce
e il rumore delle zanzare che ci finivano dentro
cotte
I ventilatori
e parlarci dentro per sentire la voce metallica
I sandali di gomma
le infradito con la spugna multicolore
le espadrillas
che per me erano le âscarpe da ninjaâ
le zeppe della mamma
La paura dei granchi
camminando in acqua in punta di piedi
lo faccio ancora
Arrampicarsi sugli alberi
e sporcarsi di resina
me lo ricordo bene quellâodore
Le pigne e i pinoli
aprirli sul muretto di casa
dopo aver scelto il sasso piĂš adatto
mangiarseli
e da grande scopri che costano 30 ⏠al chilo
I pomeriggi col pallone
con il muro e gli amici
il piĂš scarso in porta
di solito mia sorella
Il âlibro delle vacanzeâ
-nome scorretto ed ingannevole-
mai finito.
non so ancora come ogni anno sia riuscita ad evitare le punizioni per non averlo completato
la scusa che i miei avessero un locale stagionale funzionava sempre
spesso funziona ancora
E poi di nuovo la campanella
quella di settembre
del primo giorno di scuola
che la notte non avevi chiuso occhio
un poâ per gli orari sballati
un poâ per lâemozione di rivedere gli amici di sempre
Anche lâestate dei grandi è magica
con le canzoni
le birre
le albe e le stelle
le persone e i brividi che si portano dietro
per ognuna che finisce
provo una certa nostalgia
Ma quelle che non smetteranno mai di mancarmi sono solo quelle tra una campanella e lâaltra.














