Sei uno dei miei ricordi belli, credi che esista una cosa più stupida da ammettere di questa? Ci credi che ti ricordo come se tutto fosse ancora di fronte ai miei occhi? E non se ne va. Ogni giorno passo davanti al tuo ufficio e spero di vederti, forse, almeno tu sei andato avanti, avanti con qualcun altro. Vorrei saperti felice, non è questo l'amore? Vorrei parlarti di nuovo, per un'ultima volta, per dirti che non sono ancora riuscita a non trovarti in quello che faccio, vorrei dirti che ho vissuto altri amori, sani, come quello che avevamo noi, ma non è così. Tu non ci hai mai creduto ma eravamo noi, l'amore sano, certe volte avresti potuto risparmiarmi quel dolore riducendomi in polvere, avremmo potuto risparmiarci tutti gli sguardi pieni di rabbia, ma non abbiamo potuto rinunciare a provare ad essere qualcosa insieme, quella rabbia non durava mai più di tre minuti. Volevo credere che poteva durare, era quello che desideravo, perché certe cose non accadono tutti i giorni, non è una storia da buttare, ma sei intrappolato dentro e davvero, credevo non volessi e potessi uscire più. Mai più. Intanto io ho provato anche a non scrivere di te, a non ricordarti troppo spesso, a mettermi al primo posto quando invece nella mia testa c'eri sempre prima tu, e non volevo vedere che cosa stava succedendo intorno a me, non ci volevo credere. Certe cose le ho dimenticate, e non sto male, provavo soltanto a ricordarti con la malinconia che metto ovunque, ma non riesco a non sorridere ad alcuni dei nostri ricordi, perché mi hai fatto bene e le persone come te non si scordano mai. Non sarà l'ultima volta che scriverò di te, di me, di questo bene che mi hai dato. Non potrei mai, perché sei il punto da cui voglio ripartire.
Alice Giaquinta (via comefiorialvento)





















