Leggetela, vi prego. È bellissima. “In tutti questi anni trascorsi a occuparmi di animali ne ho viste tante, vi assicuro, ma una storia come quella di Rex e Geraldine non ho mai avuto la gioia di raccontarla. Almeno fino a pochi mesi fa. Io abito in Inghilterra e sono impegnata in un rifugio che accoglie cani, gatti, conigli, volatili e cavalli sofferenti, bisognosi di cure mediche, di cibo o di una casa. Qui giungono animali maltrattati, soli e spaventati, ai quali io e i volontari che collaborano con me prestiamo soccorso e diamo amore. E anche questa è una storia d’amore, come vedrete. Un innamoramento insolito, nato in questo luogo ridente, il Puriton Horse Rescue: un rifugio tra gli alberi, circondato da erba verde e prati, vicino a Bridgewater, nella regione del Somerset, a sud dell’Inghilterra. Il posto ideale, insomma, dove accogliere animali traumatizzati e in pericolo, per restituire loro gioia e libertà. Non lo nego, il lavoro spesso è arduo: trovare il cibo sufficiente per sfamarli tutti, o il denaro per provvedere alle cure mediche, mette a dura prova anche il carattere più tenace. Accanto a me c’è infatti mio figlio Luke, pieno di entusiasmo ed energie: è lui a occuparsi dei nostri innamorati Rex e Geraldine, ora. E loro sono due fidanzati davvero speciali. Rex è un pastore tedesco di quasi 11 anni, dal pelo folto e lo sguardo languido. Geraldine ha 8 mesi, invece, e piume bianche, collo lungo, vivaci occhi verdi, e un becco arancione, come quello dei disegni animati. Già, Geraldine è un’oca. Due specie di animali diversissimi, che oggi sono indivisibili. Rex era arrivato da noi circa 3 anni fa. Lo avevamo trovato spaventato, magrissimo, feroce. Era riuscito a sopravvivere alle angherie a cui era stato costretto, legato ad una catena di ferro e rinchiuso in un cantiere desolato. Nessuno che gli avesse mai parlato: mai una carezza, mai qualcuno che avesse accompagnato la sua misera ciotola di cibo con uno sguardo d’amore. Quando lo abbiamo portato qui siamo stati costretti ad isolarlo in un recinto. Rex camminava male, ringhiava, non si lasciava avvicinare. Anche il verdetto del veterinario era stato chiaro: andava abbattuto. Era malato e intrattabile, pericoloso. Con Luke, però, ci eravamo detti che avremmo tentato in ogni modo di salvarlo. Per avvicinarci alle sbarre del recinto, e dargli il cibo, dovevamo essere sempre in due, per non correre il rischio che uno da solo venisse azzannato. Mentre io facevo in modo di attirare la sua attenzione (sempre a distanza), chiamandolo e invitandolo a voltarsi verso di me, Luke con cautela gli posava alle spalle la ciotola di riso e carne. Poi entrambi ci allontanavamo. Di notte Rex abbaiava, tentava di distruggere le sbarre – chissà quante volte aveva provato a liberarsi da quella catena che lo imprigionava, quando era in cattività, mi dicevo – feriva e uccideva. Se un malcapitato coniglio selvatico si avvicinava al suo recinto, infatti, lui lo catturava e lo sbranava. Come un lupo. Dopo un anno è arrivata al rifugio Geraldine. Le oche, si sa, sono affettuose. E contrariamente a quanto si crede, sono animali intelligenti, di indole tranquilla, fedeli. Forse imprudenti, di certo coraggiosi. Geraldine lo è stata. La piccola oca ha iniziato quasi subito ad avvicinarsi al suo box. Zampettando mollemente, dopo il bagno giornaliero nel laghetto dietro alle scuderie, Geraldine si accostava alle sbarre e fissava Rex con i suoi occhi verdi. Poi gli parlava, modulando i suoi versi, torcendo il lungo collo. Lui chinava la testa di lato con aria interrogativa, fissandola in silenzio. Per la prima volta Rex pareva tranquillo, rappacificato. Ecco, potrei dire che è stata Geraldine la prima a innamorarsi, se vogliamo vederla così. Lei lo ha corteggiato, adescato, incuriosito, proprio come avrebbe fatto con un esemplare della sua specie, secondo quel rituale che vede le oche provocare il maschio guadandolo negli occhi, per poi fingere di nulla girando il capo dall’altra parte. Lei osservava Rex, poi ancheggiava sulle sue zampe palmate e si allontanava. E lui taceva, calmo, in attesa. La vicinanza di Geraldine era un toccasana, un’inspiegabile cura che pareva fargli bene. Ma cosa sarebbe accaduto se i due si fossero davvero avvicinati? Dopo qualche tempo abbiamo deciso di tentare, e di far uscire Rex dal suo recinto. Con il fiato sospeso, abbiamo aperto il cancelletto e lasciato che l’oca dagli occhi verdi facesse la sua danza d’amore. Mentre il pastore tedesco si sdraiava sul prato davanti al recinto, inerme, con la pancia all’aria, Geraldine gli camminava intorno in cerchio, avvicinando il becco alle sue orecchie, solleticandogli il muso, sbattendo le ali. Ad un tratto Rex si era alzato, scrollandosi sulle zampe severo e maestoso nel suo pelo fitto e lucido. Si era forse infastidito? Era diventato grande, robusto: le cure gli avevano giovato, e sarebbe bastata una zampata perché Geraldine … Ma Rex non voleva sbranarla. La voleva baciare. Con cautela, poi con dolce ingordigia, il pastore tedesco, che un tempo pareva un lupo, aveva preso a leccarla: sul becco, sulla piccola testa candida, sugli occhi. Una vera dichiarazione d’amore, un ringraziamento. Da quel momento i due sono diventati inseparabili. Rex ha imparato a vivere con gli altri animali – cavalli, gatti e cani come lui – e a non temere la presenza dell’uomo. C’è anche Vera, una cagnolona della sua razza, a fargli compagnia, ma Geraldine, da fidanzata gelosa, non gradisce. Se lei si avvicina a Rex per giocare, la becca infuriata. Così, noi dobbiamo di buon grado raddoppiare coccole e carezze alla cucciola, per risarcirla delle stizzose beccate dell’oca innamorata. Del resto, il legame tra Geraldine e Rex è talmente singolare che non si può fare altrimenti: mangiano insieme dalla stessa ciotola, lui le passa premurosamente il biscotto con i denti, e lei lo afferra nel becco. Di notte dormono nella stessa cuccia e Rex protegge la sua amata con la zampa: è struggente vedere Geraldine che si rifugia nascondendo la testolina nel suo pelo caldo, pronta al sonno. E al mattino è lui che la sveglia, leccandola vigorosamente per lavarla. Quindi, trotterellando l’uno di fianco all’altra – Rex scodinzolando e Geraldine aprendo le ali con visibile soddisfazione, per poi ancheggiare compiaciuta – se ne vanno a spasso verso il laghetto e il bosco. Come in una fiaba a lieto fine.”
storia vera di Sheila Brislin, raccolta da Valentina Ferri, che ho letto su “Confidenze” (via lezionidivoloperprincipianti)
Ah l’amor




















