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Forse meglio un poliziottesco...
#salerno #errideluca #satira #vignetta #natangelo #netanyahu #israele #libano
[...] Nel 1935 il governatore Balbo ordinò che i commercianti ebrei dovessero restare aperti anche di sabato, cioè il giorno che gli ebrei osservanti dedicano al riposo. Nessuno di loro decise di aderire all’ordine di Balbo, che se la prese moltissimo. La domenica successiva Balbo fece arrestare tutti gli ebrei che avevano tenuto abbassate le serrande del proprio negozio, e decise che una decina di loro fossero frustati in pubblico. Come andò a finire l’ha raccontato Arthur Journo, un commerciante ebreo di nazionalità francese nato nella Libia italiana i cui diari sono stati pubblicati nel 2003 dalla casa editrice Le Lettere. «Si trattò di un macabro scenario, – scrive Journo, – delle automobili con altoparlanti giravano incessantemente per la città , pubblicizzando questa orribile azione nei confronti di dieci commercianti ebrei che avevano osato disubbidire a un ordine del governo italiano. […] I dieci ebrei che vennero scelti erano libici e, quindi, nessuno poté proteggerli». La fustigazione avvenne di pomeriggio in una piazza accanto al ghetto ebraico. «Il piazzale era gremito di gente fino all’inverosimile, – racconta Journo. – In mezzo alla piazza alcuni genieri dell’esercito avevano eretto un palco abbastanza alto proprio per dare la possibilità a tutto il popolino di godere dello spettacolo. Dopo una lunga attesa arrivò il cellulare con i dieci uomini ammanettati. Furono fatti salire sul palco con la forza. […] Non so dire quante frustate ogni condannato ricevette, tenni gli occhi chiusi e sentivo solo i lamenti ed i battiti delle mani della gente che gridava piena di odio». Le leggi razziali sarebbero state approvate soltanto qualche anno piú tardi. Il tentativo fascista di riempire la Libia di coloni italiani finà come era iniziato, in maniera improvvisa e senza grandi avvisaglie. Il 10 giugno 1940 l’Italia entrò nella Seconda guerra mondiale a fianco della Germania nazista, e il Nord Africa diventò immediatamente uno dei fronti piú attivi. All’inizio della guerra Mussolini, Balbo, Graziani e tutti i principali dirigenti fascisti erano convinti che l’alleanza con la Germania avrebbe permesso all’Italia non di vincere, ma di stravincere, e quindi di ampliare i propri domini coloniali. Mussolini, per esempio, sognava di conquistare l’Egitto e di sfilare per le vie del Cairo da vincitore: piú o meno come era successo a Ottaviano Augusto quando assediò e conquistò l’allora capitale del regno d’Egitto, Alessandria, nel 30 a.C. Il 18 giugno 1940 il regime si sentiva cosà sicuro delle sue possibilità che Balbo fece lanciare in territorio egiziano centinaia di volantini con un breve testo scritto da lui stesso: «Inglesi, egiziani e arabi del deserto occidentale, schiavi del governo criminale di Londra, gettate le armi perché chi resisterà non avrà tregua». Dieci giorni dopo lo stesso Balbo morà in un incidente aereo sopra Tobruk, nella Libia orientale: mentre stava tornando dalla linea del fronte, l’artiglieria italiana scambiò il suo aereo personale per un bombardiere inglese. Il suo fu il primo aereo abbattuto dall’Italia sul fronte nordafricano.
Da: Mare aperto, di Luca Misculin. - Einaudi

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Qui è tutto perfetto.
(Andrea Pazienza, Linus giugno 2018)

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The swimming banana
Bananadì
Buster Keaton in The Cook (1918)Â

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