Guerra.... give peace a chance
Viva la, viva la, Viva la guerra! Santa la, santa la, Santa la guerra. "Viva la Guerra" Edoardo Bennato "La torre di babele" 1976
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Viva la, viva la, Viva la guerra! Santa la, santa la, Santa la guerra. "Viva la Guerra" Edoardo Bennato "La torre di babele" 1976

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Esiste un lavoro per cui si viene pagati leggendo per gli altri? Tipo nelle biblioteche quando leggono i libri ai bimbi (io però voglio leggere libri che piacciono a me, chiaro).
No dai, l'altro giorno ho chiesto ad una amica se aveva qualche nonno che mi pagasse per leggergli il giornale
Non vedo l'ora che vada di moda rimanere a casa in pigiama e non dover uscire e incontrare nessuno. Sarebbe un sogno.
Sputnik 1 [1094 × 896] Visit http://spaceviewsandbeyond.blogspot.com/2017/03/sputnik-1-1094-896.html for more space pics

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uno sguardo,più di mille parole
(di ritorno dalla Ss.Messa, davanti al portone incontriamo le due studentesse di ritorno dal Jogging ancora zompettanti con tanto di cuffiette e leggings) -buongiorno! -Ma buongiorno!!!!! -sei patetico -lo so -e anche ridicolo……. -anche? -fare il cascamorto con due ragazzine -lo so…. -ma te ne rendi conto? -si….hai rag…. -potrebbero essere tue figlie!!!! -e no! al massimo una, l'altra non mi somiglia nemmeno un po’.
Inquietudine
Che fine fanno i personaggi dei cartoni animati dopo che, questi ultimi, finiscono?
La sintropia a cui ti riferisci nel tuo irl riguarda l'uomo o il cosmo? Oppure entrambi? Ho letto alcune cose recentemente riguardo all'entropia e a quanto essa governi l'universo.. volevo sapere perché tu avessi scelto proprio la sintropia e che significato avesse per te; spero tu possa perdonarmi nel caso avessi già risposto a domande simili
Riguarda sia l'uomo che il cosmo. Certo, l'entropia è univocamente accettata dalla scienza, certo, l'entropia governa il mondo, ma lo governa solo nei limiti delle leggi fisiche conosciute. La sintropia implica la rinascita dell'universo dopo la sua morte termica per entropia. Ma è metafisica, è oltre la fisica, capisci? È come l'eterno ritorno dell'uguale nietzschiano, o come la ciclicità del tempo degli stoici. La sintropia è dei sognatori, o di quelli che hanno visto infrangersi davanti ai loro occhi altre leggi fisiche. E poi c'è Penrose, un fisico, matematico, cosmologo e filosofo, a sostenere che alla morte dell'universo l'infinitamente piccolo equivarrà all'infinitamente grande, e l'universo apparentemente gelido e morto del Big Freeze potrebbe dare origine, per effetto dell'annullamento delle leggi fisiche precedenti, ad un nuovo Big Bang, dal momento che le condizioni sarebbero le stesse della nascita del primo universo. E così via, eternamente.
A p e i r o n
THE HATER
Odio i post in cui elogiate vostra nonna, le foto insieme a lei mentre vi abbracciate. Odio i vostri cani che dite siano meglio delle persone solo perché sapete di essere voi stessi persone. Odio i vostri compleanni mentre festeggiate l'essere invecchiati e odio quando parlate male dietro di chi vi parla male dietro. Odio i vostri aerei fotografati prima di partire per una vacanza che credete di meritare, odio i vostri ritorni carichi di esperienze che non voglio ascoltare. Odio i vostri percorsi su runtastic che ostentate ai miei occhi già allenati a sopportare le vostre facce. Sono un hater di categoria. Lasciate ogni abitudine o voi che m'incontrate.
Come disse tanto tempo fa un piccolo ometto blu durante la più meravigliosissima puff-puntatona di sempre dei Puffi: "IO ODIO..."
....Ma andiamo con ordine: succede che i Puffi, vedendo sembre imbronciato Puffo Brontolone, decidono di far lui una bellissima festa a sorpresa.
Nel mentre qualche Puffo lo tiene distratto, tutti gli altri si danno ai preparativi, musica, dolci, coccarde, regali ecc ecc ecc...
Arriva il momento di svelar la sorpresa al più musone dei Puffi, e lui esordisce così:
"Io odio le sorprese!!!"
Ok, tutto normale, è Brontolone che vi aspettate? Così arriva Golosone con una bella torta di puffragole tutta per il nostro eroe, e lui? Beh lui:
"Io odio le torte!!!"
Si, si certo... pazientate, prima o poi si scioglierà. Arrivano uno dopo l'altro Vanitoso, Stonato, Contadino, e Brontolone non rinuncia alla sua indole:
"Io odio gli specchi" "Io odio le canzoni" "Io odio le puffragole!"
Ci provano anche Sarto, Burlone e Pittore, Ma lui:
"Io odio i vestiti nuovi!" "Io odio gli scherzi!!" "Io odio i ritratti!!!"
Insomma nulla da fare... Tutti i Puffi si beccano la loro dose di odio, nonostante cerchino di rendere felice il misantropo Brontolone. Ma non tutto è perduto! Arriva Puffetta! Bella come non mai! Eccola li! Si fa strada in mezzo agli altri Puffi che la guardano sognanti.. Ah che meraviglia! Con la gonnellina bianca, le snelle cosce blu, gli occhi grandi le ciglia all'in su, i fluenti capelli oro, e quella bocca rossa tutta da mangiare come la più deliziosa delle puffragole! Tutti i Puffi le sbavano dietro, ma lei va dritta verso Brontolone, Lo guarda, gli prende una mano, poi con un gesto di una dolcezza infinita, avvicina il suo volto al suo e... SMAK! Gli pianta in bocca il più sensuale e mieloso dei puffbaci! ...WOW...
I Puffi rimangono di stucco. Occhi sgranati sulla reazione di Brontolone. Lui, in un primo momento lascia scivolare la mano, che Puffetta teneva stretta, come se fosse privo di vita, poi riprendendo contegno, incrocia le braccia a X nella sua solita postura e dice:
"Io odio i baci!!!"
A quel punto putiferio! Nemmeno la delizia delle delizie è riuscita a smuovere l'odio puffodioso di Puffo Brontolone! Echeccazzo! Enocosìnonvauncazzobene!!! Un coro belluino si alza dalla folla di Puffi:
"Mavaaffanculoooo!!!"
Così tutti, lanciando improperi indicibili nei confronti del Puffo più odioso e odiato di sempre, vanno via, lasciandolo solo col suo livore. Manco fosse stato Gargamella. E poi?
...E qui viene il bello.
Solo, nella solitudine più sola che un Puffo solitario abbia mai provato, Brontolone con un broncio, non più odioso ma tanto melanconico, sicuro che nessuno lo senta, sussurra al suo cuore ❤️:
"Io odio odiare!"
Tutti pazzi
Nelle strade, nelle piazze, nei palazzi i bambini, madri a casa, operai tanti soldi, una casa, un lavoro tutti pazzi, tutti pazzi, tutti pazzi! Non e` questa la mia vita, tutto questo non fa per me Una guerra, una morte, grande corsa verso la morte tutti felici, tutti contenti, state morendo tutti pazzi, tutti pazzi, tutti morti. 1985 Negazione

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Carl Sagan & Ann Druyan wrote a letter to Chuck Berry on his 60th birthday letting him know that his song Johnny B. Goode is on the spacecraft voyager (at that point 2 billion miles from Earth). This time capsule inside voyager should last at least a billion years.
What legends.
R.I.P. Chuck Berry; 1926-2017
Il rock e le stelle, Sagan e Chuck Berry, navicelle spaziali e musica.. wow che meraviglia.
Poesia di Guido Catalano
Tipo che ormai Per far poesia usi lo spazio Del foglio Senza rime E vai accapo senza punteggiatura Che Tipo
Caso o Necessità?
Occupiamo uno spazio, nel tempo, o meglio ancora: occupiamo, stirandola e deformandola, una maglia della complessa rete, somma delle suddette dimensioni, in un involucro di sostanza barionica, che in quella rete è intrappolata facendone contemporaneamente parte. Ci spostiamo, come un peso sopra un sensibilissimo tappeto elastico 3D, in un moto che è: casuale o necessario? ._Lo spazio e il tempo si deformano in noi in quella necessaria, deterministica appendice, perché così è e deve essere. Oppure ._Lo spazio e il tempo si deformano e si determinano in noi "per caso", concedendoci la libertà proprio col caso. ? ? ? Questo mi chiedo spesso, quando tra un duplo e un bueno scelgo il primo, quando prendo in mano P.K.Dick piuttosto che Bradbury, quando mi sfoltisco le basette invece di lasciarle selvagge, quando mi sdraio al sole e vorrei andare a correre, quando piango e non rido, quando rido e non urlo di terrore, quando sbaglio e so che sto sbagliando, quando faccio la cosa giusta ma vorrei tanto sbagliare, quando scrivo fesserie e me ne compiaccio, quando ogni scelta, ogni singola decisione, dovrebbe rendermi unico, ma unico non sono. Non sono. Non siamo. Pensate, pensate, Pensate quando siete davanti ad una scelta, Siete liberi? Cosa significa esserlo? Pensate, Pensate un po', quando siete davanti ad un bivio, quando state per compiere un gesto impulsivo, ed evitate di agire, pensate. Pensate se quella azione mancata, è frutto del vostro libero arbitrio. Oppure no. Mica l'ho capita. Pensate, e spiegatemi qualcosa. Perché sono confuso. Eppure in quella rete spazio temporale, in entrambi i casi, che sia libero o meno, mi sento ammagliato, pronto da salpare, smagliare, squamare, sfilettare, condire con olio sale limone e pepe bianco, ed infine perfetto da assaporare e digerire, inglobato, assimilato, annullato, incluso, stritolato, disanimato, polverizzato, da quel mistero Infinito che osiamo chiamare Universo.
Il calcio è un divertimento, e quello che non si può perdonare agli hater della Juve è che ne hanno fatto una cosa seria. Perché quando si parla di Juve, siamo alle fake news. Perfino una persona magnifica come Paolino Baldini nostro (leggetevi le sue CineBussole sulla Digital edition del Corriere:...
Virtute duce comite fortuna.
I bambini in Siria sono soggetti a “torture raccapriccianti, incarcerazioni e rapimenti”: lo denuncia un rapporto di Save the Children, che chiede queste “atrocità” siano meglio documentate dagli organismi dell’Onu. Ciascuno dei bambini intervistato ha assistito all’uccisione di “almeno un familiare”. “Ho visto un bimbo di sei anni. Era quello che torturavano di più. Non gli hanno dato da mangiare e bere per tre giorni. Poi è morto, hanno trattato il cadavere come fosse quello di un cane”, racconta Wael di 16 anni. ANSA / US SAVE THE CHILDREN +++ NO SALES +++ EDITORIAL USE ONLY +++
Hanno conosciuto solo la guerra. Hanno 6 anni e non hanno vissuto altro. Niente infanzia, niente, spensieratezza, niente sicurezza né protezione. E sono 3,7 milioni. Sono i bambini della Siria nati negli ultimi 6 anni, ovvero da quando è iniziato il conflitto che sta devastando il Paese. Secondo l’allarme lanciato dalla organizzazione umanitaria Save the Children, sono 5,8 milioni i bambini che vivono ancora sotto i bombardamenti e hanno bisogno di aiuti. Di questi, un bimbo su quattro rischia conseguenze devastanti sulla salute mentale. Le vittime sono oltre 470.000, 6,3 milioni sono gli sfollati all’interno del Paese, e 4,9 milioni i rifugiati che lo hanno dovuto abbandonare. Tra cui 2,3 milioni di bambini.
Nel suo rapporto Ferite invisibili (Invisible wounds), l’organizzazione ha indagato l’impatto psicologico che la guerra ha e avrà sui bambini, e il quadro che ne emerge è – prevedibilmente – terribile.
L’aumento dell’aggressività nei confronti di familiari e amici è il tratto minimo e praticamente comune a quasi tutti i bambini (l’81 per cento), al quale si aggiungono incubi notturni, autolesionismo e tentativi di suicidio. Sono bambini, e tentano la fuga dalla vita. Molti di loro hanno il terrore di addormentarsi per la paura di non svegliarsi più. «La mancanza di sonno e di riposo è estremamente pericolosa per la salute fisica e mentale dei bambini e può portare a gravi conseguenze di natura psichiatrica nonché a malattie a volte mortali», si legge nel rapporto. Mentre «la metà degli adulti intervistati denuncia che i bambini non riescono più a parlare», spiegano i ricercatori. Alcuni ormai sanno solo gridare. Fanno fatica a respirare e soffrono di paralisi temporanee degli arti. Inoltre, «sono tantissimi i bambini che soffrono di minzione involontaria e di frequente enuresi notturna (lo riferisce il 71% degli adulti)». Basta un colpo di vento che fa sbattere una porta a generare razioni di panico.
Il terrore principale dei bimbi, com’è comprensibile, è di perdere la loro famiglia, di esserne strappati con la violenza. Due bambini su tre dicono di aver perso uno dei loro cari, e molti hanno visto uccidere i propri genitori, familiari, amici. Altri semplicemente sparire nel nulla. Nelle 13 aree assediate sono moltissimi i bambini rimasti soli. Ed è proprio qui che al dramma della solitudine e della guerra, si aggiunge quello dell’assedio: essere irraggiungibili a qualsiasi tipo di aiuto. Niente fame, medicine, e carburante per il riscaldamento.
E ancora: gli adolescenti ormai fanno uso di droghe per affrontare lo stress sono almeno uno su due; le violenze domestiche sono aumentate e il 59% degli intervistati conosce bambini e ragazzi reclutati nei gruppi armati, alcuni anche sotto i 7 anni.
La fine dell’infanzia Oltre a tutto questo, c’è la necessità di diventare presto adulti, nel solo senso di riuscire a procacciarsi da vivere. Niente scuola, niente riferimenti, e ancora: niente protezione. E’ così che molti piccoli siriani diventano venditori ambulanti nella migliore delle ipotesi. Come sguatteri dei soldati, o reclutati nei gruppi armati, nel peggiore. In violazione delle leggi internazionali sui diritti umani. «La guerra è un business e spesso i gruppi armati sono gli unici che hanno il denaro per pagare», ha spiegato un ragazzino intervistato nel dossier. Mentre le bambine sono spesso costrette a matrimoni forzati con famiglie ricche dai genitori, che sperano così di offrire loro una via di fuga o sopravvivenza e preservarle da abusi e violenze sessuali. Generando invece spesso tentativi di suicidio.
La perdita del “senso di futuro” Dall’inizio del conflitto sono oltre 4000 le scuole bombardate, circa due al giorno. Mentre quelle lasciate in piedi sono obiettivi futuri quindi i bambini non possono frequentarle. E sono 150.000 gli insegnanti che hanno lasciato il Paese. Non andare a scuola crea problemi di socializzazione, oltre che di apprendimento: «Ci sono bambini come mio fratello che hanno dimenticato tutto quello che avevano imparato a scuola. Lui non sa più fare neanche due più due. Tanti non sanno riconoscere più neanche le lettere dell’alfabeto. Non vado più a scuola da due anni e ho paura del mio futuro», racconta Zainab, 11 anni, da un campo di sfollati interno alla Siria.
«Questa ricerca dimostra che le conseguenze del conflitto sui bambini siriani sono devastanti», denuncia Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia. «Bambini che sognano di morire per poter andare in Paradiso e avere così un posto dove poter mangiare e stare al caldo o che sperano di essere colpiti dai cecchini per arrivare in ospedale e magari poter scappare dalle città assediate. Genitori che preferiscono dare in spose le proprie figlie ancora bambine perché non possono occuparsi di loro, generandone la disperazione che in alcuni casi le porta addirittura al suicidio. Bambini lasciati orfani della guerra che pur di avere qualcosa da mangiare si uniscono ai gruppi armati». Una situazione insostenibile, e soprattutto intollerabile, per Neri: «Non possiamo rimanere a guardare mentre si consuma questa tragedia sulla pelle dei bambini. Devono immediatamente smettere i bombardamenti sui civili e gli aiuti devono raggiungere le popolazioni con particolare attenzione al sostegno psicologico per i più piccoli e vulnerabili».
Fa fatica leggerlo fino alla fine.

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Un filmato simpatico e istruttivo.
Direi che è perfettamente in linea con la filosofia del Cerchio Firenze 77.