Le ginestre invadono i prati e i bordi delle carreggiate, la natura verde delle loro carni vegetali se ne frega anche dell'asfalto e del sole che brucia la pelle della gente sconosciuta.
Tu una volta eri una ginestra mi ricordo di te, il tuo sorriso bianco era un gelsomino quando chiudesti lo sportello della macchina e ti girasti verso di me per dirmi ciao e da lì non fosti mai più una sconosciuta
Le ginestre non chiedono mai il permesso e non se ne vanno, hai provato mai a tagliare una ginestra? Non riesce a smettere di crescere e lo fa nei momenti in cui non te l'aspetti, tardi a settembre o presto a febbraio. La ginestra torna sempre
Tu una volta eri una ginestra, mi piaceva che la tua vita sbocciasse come una rosa tra le mie mani e che mi buttasse addosso lampi di luce verde nell'oscurità dei miei ripostigli, negli scaffali d'ansia e bruciore di stomaco
Le ginestre d'inverno sembrano dormire leggere, non perdono il colore, non si allontanano dalla terra in cui hanno costruito casa ma anzi ci affondano radici più forti e buttano in aria rami più convinti e vicini al cielo
Tu una volta eri una ginestra, lo eri ogni volta che mi dicevi bello oppure bravo io come un bambino facevo finta di crederci e poi di nascosto guardavo le tue pupille, castagne chiare come la verità infame delle cose più semplici, sembravano sincere
Le ginestre non scompaiono nel nulla nel vento di aprile, trascinate dalle nuvole speziate da fantasie e silicio. Non sanno fuggire tra le spalle di passanti sconosciuti che scrivono futuro con tutti, e sono tanti, i colori del grigio
Tu una volta sai cos'eri? Una ginestra L'unica coi fiori colorati dal pennarello di sole dei bambini. mi hai convinto a smettere di tagliare il prato, mi sono messo sotto la tua ombra a contare i giorni in cui ero felice e prima di allora il calendario non l'avevo mai comprato
Le ginestre mi hanno insegnato che la natura non si cura di noi e ci vuole cibo per la fame di un nuovo inizio fatto di lenzuola sudate, guance rosse in un letto straniero e scaltro e ogni nuovo inizio eccitato viene sempre dal finale accoltellato dell'inizio di qualcun altro
Tu eri una ginestra, ho provato con tutte le forze che avevo a tagliarle, estirparle, bruciarle, annaffiarle con l'acqua salata e carnivora degli occhi che bastava a ucciderne cento e l'unico morto per terra oggi, spento, sono io