È un'altra di quelle notti
È un'altra di quelle notti in cui senza un motivo, o forse per troppi motivi, la disperazione mi assale e non riesco a dormire. Ho pianto per almeno un'ora, nel mentre ho giocato a qualcosa sul cellulare nella speranza di distrarmi ma non ha funzionato. Ho passato un'ora a piangere e a giocare, incapace di calmarmi. Alla fine stremata mi sono alzata dal letto per prendere un sonnifero, nulla di importante, una soluzione erboristica a base di valeriana, passiflora e un'altra cosa che non ricordo, uno di quei rimedi da banco senza prescrizione. Adesso sono sdraiata nel letto in preda all'ansia, mi si attorciglia lo stomaco, la gastrite nervosa non si è fatta attendere troppo e il mio ritmo sonno veglia si sta sballando di nuovo, cosa che non posso permettermi ora che finalmente ho trovato un lavoro. Mi formicola il corpo, ho preso 30 gocce in una tazzina da caffè d'acqua. Mi si offusca la vista, il dolore si sposta alla pancia, forse devo andare in bagno, non lo so. Sono una cattiva persona? Ho sempre cercato di comportarmi nel modo più giusto e leale con chiunque, mi hanno insegnato che l'onestà è un pregio e ho sempre reputato molto importante questo insegnamento, perché allora sono così sola? La cosa che mi pesa non è tanto che sono sola quanto che non sono nè apprezzata ne accettata, possono sembrare la stessa cosa ma non lo sono. Mi si stanno riempiendo gli occhi di lacrime. Posso sopportare la realtà della mia solitudine, quello che non comprendo e che sembra tormentarmi è il mio essere sempre inadeguata, indesiderata, diversa, fuori luogo. Lo leggo negli occhi Delle persone, anche in quelli Delle persone più accomodanti riesco a leggere la stranezza che vedono in me. Non sono perfetta, lo so, ma non lo sono neanche loro e questo per me non è mai stato un problema a patto che ci fosse sempre un accordo di reciproca tolleranza e di reciproche scuse in caso di offese. È la vita, è normale tal volta farsi torti a vicenda, quello che conta è la volontà di rimediare, o no? Invece sono sola perché nessuno vuole stare con me, da un lato li capisco perché ormai nemmeno io spesso voglio stare con me. Sono diventata insofferente e sempre sulla difensiva, sicuramente avermi intorno è stressante. Qualcuno mi ha detto che sono troppo pungente, e lo so che ha ragione, ma non riesco più a controllarmi. La rabbia, l'invidia, la paura, la disperazione mi hanno plasmata e mi hanno reso qualcosa che io giuro che in fondo non sono. Ma perché mi hanno lasciata tutti sola? Perché a nessuno sembra importare di me? Sono invisibile, dimenticabile, non ha alcuna importanza. Certe volte penso che se morissi nessuno se ne accorgerebbe, ma ho detto a troppa gente quanto sto male per sperare che la mia morte non causi sensi di colpa irreparabili. Inoltre il mio ragazzo non se lo merita, ma non merita nemmeno di stare con me. Gli sto rovinando la vita con la mia ansia e la mia paranoia, i miei scatti d'ira che lo investono quando lui in realtà non c'entra niente e mi guarda con quello sguardo che sembra volermi dire "ma io non ti ho fatto niente di male, perché te la prendi con me?"
Sono diventata un mostro, provo odio e disgusto verso me stessa, vorrei potermi buttare in un cesso per ricominciare una nuova me stessa e fare delle scelte migliori anche se non so quali dovrebbero essere. Avere una nuova occasione, poter avviare una nuova partita sarebbe meraviglioso ma so che é impossibile. O gioco questa o è game over, ma mi sembra di aver perso anche se il gioco non è ancora finito.
Il mio migliore amico una volta mi ha detto che quando sto così devo pensare alla meraviglia, a ciò che c'è di meraviglioso nel mondo, allo stupore di una nuova scoperta che ti ricorda quanto immensa e importante è la vita. Non credo di riuscirci più, ormai.
Riesco di nuovo a mettere a fuoco, se è come l'ultima volta ora l'ansia dovrebbe aumentare. Lo so perché è la seconda volta che provo a prendere questo sonnifero e anche la prima volta mi aveva causato ansia, intorpidimento e nuovamente ansia. Forse non avrei dovuto provarci di nuovo ma non sapevo cos altro fare, sono stanca di stare così, mi sembrava valesse la pena di fare almeno un tentativo. Alla fine il sonno arriva, non è che non arriva, ma non è sano, non è riposante ed è sempre costellato da incubi che mi tormentano tutto il giorno dopo essermi svegliata. Sto solo parzialmente rimandando a dopo la tortura di adesso, sto procrastinando persino il dolore.
So che dovrei andare da un medico ma non ci riesco, costa troppo per me e anche se riuscissi a trovare i soldi non riuscirei a giustificare con me stessa la spesa. Un mese fa ci ho provato, sono andata da una psicoterapeuta trovata sul sito del comune, mi sembra. Uscita da lì stavo peggio di prima. Sono malata e anche molto ingenua ma so bene cosa non voglio, non voglio una terapeuta che parli senza lasciarmi nemmeno finire una frase, non voglio una terapeuta che alzi gli occhi al cielo quando cerco di spiegare qualcosa, non voglio una terapeuta che passi tutta la seduta conoscitiva a chiedermi dove troverò i soldi per pagarla mentre mi fissa un nuovo appuntamento facendomi sentire in trappola e ancora una volta sbagliata. Forse dovrei rincuorarmi di aver ancora abbastanza amor proprio da non lasciarmi maltrattare passivamente dal primo terapista che passa, ma poi una voce mi dice che sono io che sto sempre a pretendere chissà che cosa, che sono io che sono una malfidata, che sono io che mi racconto solo balle per non farmi aiutare. Mi viene da vomitare, questa è nuova, l'altra volta non era successo, ma effettivamente l'altra volta non avevo pianto e non avevo pianto così tanto.
Le persone intorno a me dicono che sono pigra, che mi arrendo subito, che i problemi della vita sono altri, che c'è chi sta peggio ma non si lamenta, dicono tante tante cose e mai nessuna che sia positiva nei miei confronti. Come la guardi la guardi la colpa è mia che voglio la pappa pronta. Vorrei vivessero solo per 24 ore la mia vita, non per punirli ma per fargli capire che quando dico che sono stanca non lo dico per pigrizia, per fargli capire quando è brutto non riuscire ad alzarsi come se il proprio corpo fosse fatto di piombo e quanto sia mortificante avere problemi anche a gestire una basilare conversazione con un commesso, quanto sia spaventoso rendersi conto di aver paura di uscire di casa, e non paura che possa succedermi chissà quale incidente, ma proprio aver paura di affrontare il mondo.
Ho aspettato troppo per farmi aiutare e adesso, ancora una volta, pago. Non ho niente per pagare se non quello che la biologia mi ha dato quando ha composto la mia mente e il mio carattere, non ho niente se non la forza che genero come chiunque altro eppure mi sembra di dover pagare molto più di tanta altra gente. Sono con le spalle al muro, sconfitta ma ancora ingaggiata e tutto quello che riesco a fare è incassare, sono quasi 20 anni che incasso e fa male, fa davvero male, stordisce, spaventa, ogni colpo è una domanda, ogni colpo è una colpa, ogni colpo è un'accusa, e le poche persone che ti amano ti guardano morire senza poter fare niente ed è davvero terribile guardare chi ami guardarti morire, sentire il tuo ragazzo dirti che ha paura che un giorno tornando da lavoro potrebbe non trovarti, o trovarti nella doccia con le vene tagliate.
Ma questo non interessa a nessuno, continuo a logorarmi dentro giorno dopo giorno, momento dopo momento, e chi mi sta intorno si volta e va via invece di tendermi la mano, quella mano che io non ha mai negato a nessuno neanche quando sono così debole che striscio come un verme.
So che ci sono tanti motivi per vivere, la vita è meravigliosa, non c'è niente di più bello al mondo, lo so perfettamente. Ci sono milioni di cose che amo della vita, miliardi di cose che ancora non conosco che vale la pena vivere per scoprire, lo so... Non sono io che non voglio la vita, è la vita che non vuole me.






