Web Design e teoria.
Oggi parliamo un po di organizzazione e spazi di lavoro. Parliamo sempre dei nostri cari amati HTML e CSS fermi alle loro ultimi versioni, rispettivamente 5 e 3. Per parlare di questo chiamiamo in causa 3 libri.
1- HTML & CSS Design and build website: uno dei manuali base per chiunque abbia voglia di entrare nel mondo del Web. Il libro ti accompagna passo passo dall’HTML 1.0 all’HTML5. Non sono lenzuolate di tsto incomprensibili e giustificate, ma il tutto viene “condito” da tabelle, layout ed immagini. Dopo aver parlato dell’HTML inizia a spiegare come funziona il CSS e come lo modifica. La parte finale del libro è dedicata esclusivamente ai vari tag dell’HTML5 e ai vari layout realizzabili a seconda della propria fantasia.
2- Don’t Make Me Think: in una parola? USABILITA’. Alla base di tutto il Web Design c’è questa parola, USABILITA’. Un sito deve approcciarsi bene con l’utente, non deve essere noioso, deve accompagnare l’utente a navigare all’interno dele varie pagine e non farlo stancare con colori troppo “flash”. La navigazione dev’essere facile e intuitiva.
3- Le leggi della semplicità: alla base della semplicità, secondo John Maeda ci sono 10 leggi: -RIDUCI: seguendo il metodo dello SHE, Shrink, Hide, Embody; -ORGANIZZA: seguendo il metodo SLIP, Sort, Label, Integrate, Prioritize; -TEMPO: risparmiando del tempo ciò che è complesso divanta molto più semplice; -IMPARA: seguendo il metodo BRAIN, che ti sprona a scrivere i principi base subito, a ripetere sempre quello che hai detto ed ispirandoti ad esempi; -DIFFERENZE: semplicità e complessità? due opposti, è vero ma l’una è imprescindibile dall’altra. D’altronde gli opposti si attragono; -CONTESTO: foglio bianco? non scoraggiarti, anzi devono far emergere tutte le informazioni e la creatività che possiedi; -EMOZIONE: le emozioni ci vogliono, meglio se sono in più, ci sarà sempre qualcuno che non vorrà il bianco ed il nero; -FIDUCIA: l’utente vuole la semplicità e noi gliela dobbiamo far avere, così conquisteremo la sua fiducia; -FALLIMENTO: non tutto si può semplificare, altrimenti la complessità non esisterebbe più(vedi regola DIFFERENZE); -L’UNICA: dobbiamo sottrarre tutto ciò che è ovvio alla semplicità ed aggiungere quello che per noi è il significato di quello che stiamo facendo.











