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Cantharellus lutescens
Spalla d’agnello con purè di piselli, pistacchio e verdure confit
Mão de borrego com puré de ervilhas, pistachio e legumes confitados
Lamb shoulder with green pea mash, pistachio and vegetable confit
horse mackerel
fish and chips
crème brulée

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Uovo alla benedict con spinaci e shiitake
Spinach shiitake egg benedict
Risotto alla barbabietola e formaggio di capra.
Beetroot Risotto and goat cheese.
Pancia di porco con fagioli bianchi e cozze.
Barriga de porco com feijão branco e mexilhão
Pork belly with white beans and mussels
Fuck yeah Fungiculture!
Mushrooms sweet potato pomegranate and fresh cheese tart.
Branzino con pancotto di mais, arancia e coriandolo.
Robalo com açorda de broa de milho, laranja e coentros.
Sea bass with corn bread, orange and cilantro soup.

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Pulp.
Una volta avevo un arancio in cortile, Un arancio, un mandarino e un cotogno, per la precisione. Era quando ho vissuto in Portogallo per la prima volta. In Portogallo ce ne sono tanti di aranci e proprio nel mio cortile ce n’era uno dei più belli della città. Ricordo che di mattina scendevo le scale, staccavo un frutto dall’albero e mi mettevo lì, sui gradini, a fare colazione. Il mio arancio mi ha dato frutti per una stagione intera, era un arancio gentile.
Rientrato in italia ci pensavo spesso al mio arancio. Era una cosa che mi rendeva ridicolamente fiero. Quando parlavo di me trovavo sempre il modo di dirottare il discorso in maniera tale d’arrivare a quel punto, il punto in cui parlavo del mio arancio.
Mi è mancato tanto quell’arancio. Mi è mancato così tanto che forse è una delle principali ragioni per cui sono tornato qui in Portogallo. Ora posso andare a vedere quando voglio se il mio arancio sta bene, se è cresciuto, se fa ancora frutti. Purtroppo ancora non ne ho trovato il tempo, o forse semplicemente non volgio andare a vedere se è ancora lì. Forse, inconsciamente, ho paura di non trovarlo più. Forse mi scoccia pensare che qualcuno ne stia cogliendo i frutti al posto mio, o forse mi sono affezzionato così tanto al ricordo di quell’arancio, come entità, che sono convinto di trovare la stessa gentilezza in tutti gli aranci che incontro.
Risotto al pomodoro umami.
Quando ti si presentano gli amici dalla campagna con i secchi pieni di pomodori, ora che la stagione sta finendo, e ti sei riempito i propositi di crema di zucca e amaretti, fare passate e conserve non basta. La risposta è il concentrato. il concentrato di pomodoro, quel piccolo segreto di ogni casalinga che si rispetti.
Qui, il concentrato la fa da padrone perché è umami, ma ora fermiamoci un attimo. Ora parliamo un po' di glutammato.
L'acido glutammico è uno degli aminoacidi più abbondanti in natura, lo si può trovare in molti alimenti quali latte, pomodori, funghi, pesce e alghe. Il corpo umano lo produce e lo assimila e il latte materno ne è ricco, è quindi parte del primo alimento che ingurgitiamo e del primo sapore che percepiamo dopo la nostra nascita. L'acido glutammico stimola il sapore umami (quinto sapore fondamentale dopo dolce, salato, aspro e amaro) ed è in grado di rendere più intenso il sapore dei cibi. Esiste sulla lingua un recettore specifico per questa sostantza e per il sapore umami. La scoperta del sapore umami risale al 1908, mentre il chimico Kikunae Ikeda estraeva 30 g di acido glutammico da 40 grammi di alghe cercando di capire quale fosse il sapore fondamentale di un tipico brodo giapponese, il dashi. Il sale di sodio che viene estratto dall'acido glutammico si chiama glutammato monosodico (MSG). l'MSG è usato in cucina (sopratutto in quella orientale) e nell'industria alimentare come esaltatore di sapidità. A partire dagli anni 60, il glutammato è stato vittima della sindrome da ristornate cinese ed è stato adittato come una sostanza chimica nociva che provocava emicrania, reazioni allergiche e intolleranze. Studi successi sfatarono questo mito non trovando legami fra queste reazioni e il glutammato. Forse si dovrebbe valutare l'ipotesi che questa fobia sia solo il frutto di un pregiudizio culturale. Se ci si pensa bene, sale e zucchero sono esaltatori di sapidità e sono nocivi per l'organismo se assunti in quantità eccessiva, eppure sono parte integrante della nostra cucina. Non dimentichiamo poi il tanto amato e salubre formaggio Parmigiano al primo posto come alimento con il più alto contenuto di acido glutammico (1,2 grammi di glutammato libero per etto). pensate a tutte le riduzioni, alle salse concentrate di pomodoro, ai funghi secchi, al parmigiano grattato sulla pasta, alle acciuhe nel soffritto, alla pasta di acciuhe, ai brodi di carne e pesce, ai fondi bruni, alla crosta di parmigiano nelle minestre. Incosapevolmente usiamo acido glutammico da sempre, sempliceente non sapevamo che si chiamasse così.
il Pomodoro è uno dei vegetali a più alta concentrazione di acido glutammico libero, concentrazione che aumenta molto con la maturazione e con la cottura. Blumenthal è uno dei cuochi che si è dedicato maggiormente allo studio del pomodoro umami scoprendo che quella parte del pomodoro che spesso scartiamo (la polpa vicino ai semi), è proprio quella più ricca di acido glutammico. Alla luce degli studi dell'illustre Blumentahl, dalla necessità di rendere più famigliare un argomento così chimico e distante come il glutammato libero e dalla consapevolezza che latte materno, parmigiano e acciughe in conserva sono alimenti ricchi di acido glutammico, ho deciso di seguire qualche accorgimento ripetendo una ricetta classica che fa tanto casa e infanzia, la ricetta delle mamme e delle nonne, che si fa quando non si ha quasi nulla nel frigo, giusto qualche conserva in dispensa...il riso al pomodoro.
Ingredienti:
-1 kg di pomodoro ciliegino
-riso carnaroli
-parmigiano
-acciughe sottolio
-pomodori secchi
-cipolla
-basilico
-sale
-pepe
-zucchero
-olio evo
-burro
La pasta di pomodoro umami.
Si può fare con qualsiasi pomodoro maturo, ma con i pomodori grandi converrebbe usare solo la polpa attaccata ai semi filtrandola. Io ho ustao il ciliegino e mi sono limitato a spellarlo, dato che la carne esterna è molto più sottile rispetto ad un comune pomodoro ramato. Sciogliete una generosa quantità di filetti di acciughe (6 o 7) in olio caldo a temperatura moderata, aggiungete 300 g di pomodoro ciliegino spellato e frullato (opzionalmente potete filtrarlo se v'infastidiscono i semini) e 4 pomodori secchi frullati assieme al succo. Riducete fino a perdere quasi completamente l'acqua ed ottenendo una pasta molto ferma e cremosa. Annusate il concentrato caldo, ricorda vagamente il profumo pungente e intenso dell'insalata di alghe.
Con la parte restante dei pomodori fate una passata, riducetela, ma non eccessivamente, vi servirà come parte del brodo per il risotto, e aggiustatela di sale, pepe e zucchero se necessario.
Appassite la cipolla in olio evo e tostate leggermente il riso. Cuocete il risotto aggiungendo gradualmente acqua calda fino a metà cottura e per la seconda parte usate solo la passata di pomodoro. Per un sapore moto più intenso potete scegliere di fare un dashi con il parmigiano. portate a bollore dell'acqua e versatela su delle sfoglie di parmigiano. Lasciate riposare per un paio di ore e buttate la parte che resta a galla (sono le proteine, prive di sapore). Usate il brodo ottenuto per il risotto e la parte solida che si deposita sul fondo per mantecare (è il grasso del parmigiano)
A cottura terminata mantecate con un cucchiaio di concentrato umami, una noce di burro, il parmigiano e aggiungete a crudo del basilico spezzettato.
Sì, è un risotto al pomodoro, ma ora so perché è così buono.
Ceci n'est pas une ceviche.
Avrei voluto preparare una storia lunghissima per giustificarmi. Mi sarebbe piaciuto parlare dei viaggi, delle esperienze, della gente che conosci e con cui ti siedi a mangiare perché quelli con cui ti siedi a mangiare, in qalche modo, entrano a far parte del tuo racconto. Avrei voluto promuovere la sensibilità e delicatezza con cui ti avvicini ad una cultura, il modo in cui ne resti colpito, il rispetto che si dovrebbe avere rubandone gli stilemi culinari. Mi sarei difeso parlando dello stupro internazionale della pizza, ma poi ho pensato che questa cosa del "ridiamo la pizza agli italiani" è un frantumamento di coglioni, tutto sommato è un pezzo di pasta sulla quale ognuno può sentirsi libero di metterci quel cazzo che gli pare senza che gli altri debbano necessariamente massacrargli l'anima. Avrei voluto fare una ceviche, anche se non conosco peruviani, non sono mai stato in Perù e non mi ricordo qual è stata l'ultima volta che mangiai in un ristorante peruviano, forse qualche anno fa, a Milano, in viale Padova, del pollo arrosto. Quindi sì, amici peruviani, non prendetevela e concedetemi il privilegio del paradosso, questa non è una ceviche.
Ingredienti:
branzino, ovviamente fresco, possibilmente intero.
avocado maturo
basilico
lime
perperoncino fresco
cipolla rossa
sale
pepe
olio evo
Sfilettate il branzino e dividetelo in lombi. Tagliate i lombi a cubi di mezzo centimetro e marinateli per circa tre minuti con del succo di lime (circa mezzo lime per ogni porzione), sale, pepe, e perperoncino. Potete aggiungere la cipolla in un ultimo momento se decidete di farla riposare per mezz'ora/ un'ora in acqua e limone, altrimenti aggiungetela in marinatura, il sapore sarà leggermente più pungente, è una questione di gusti. Pestate l'avocado con succo di lime, olio evo, basilico, sale e pepe. Aggiungete un filo di olio evo al branzino e impiattate. Il pesce rilascerà succhi, preziosissimi succhi. non scartateli. potete servirla in un bicchiere se il succo vi turba l'estetica.
Lasciatela semplice.
Bistecca di Manzo al caffè.
Coffee beef steak.
La perfezione della cottura a bassissima temperatura, nonostante la sfortuna di non possedere i mezzi necessari per una cottura sottovuoto.
Basta seguire in modo corretto alcuni passaggi e sarà molto difficile sbagliare.
La Carne:
Scegliete un pezzo di carne di buona qualità, marmorizzata, cioè con quelle venature di grasso nel muscolo che la renderanno tenerissima e succosa. Inoltre date preferenza ad una bistecca alta, con una fetta spessa sarà molto più facile sviluppare una una crosta bruna e saporita senza rovinare o cuocere eccessivamnete la carne. Non vi preoccupate troppo del prezzo, non butterete via nulla e con questa tecnica avete la testa abbastanza fasciata.
La bruciatura:
Padella molto molto calda e bistecca fredda. So che alcuni dicono che è meglio partire con la carne a temperatura ambiente, ma non in questo caso. Se la vostra bistecca sarà fredda da frigo la crosta esterna si svilupperà meglio mantenendo l'interno intatto. Ungete la bistecca e non la padella, con oilo di semi, eviterete di bruciare olio in eccesso a temperature così alte. Girate la carne ogni 15 secondi (si, lo so, non è quello che vi hanno sempre detto), in questo modo il calore non penetrerà troppo la carne ma resterà in superficie e inoltre ora non v'interessa cuocere l'interno, ma imbrunire l'esterno.
Riposo:
Una volta sviluppata una bella crosta mettete la carne su un piatto freddo, per bloccare la cottura. Sarebbe meglio far riposare ora la carne, dopo una bruciatura così violenta, per redistribuire i succhi nelle fibre. Potete evitare questo step se siete di corsa, ma è probabile che perderete parte dei succhi se fate le cose troppo di fretta.
Cottura al cuore:
Preriscaldate il forno a 80° C. spennellate la bisecca con del burro al caffè (ricetta a fondo pagina) Inserite la bistecca (direttamente il piatto) e controllate la carne al cuore con un termometro digitale. Ci vorrà circa una mezz'ora. Raggiugnete una temperatura interna di 55° C per una cottura media, 50°C per una cottura al sangue, 60°C per una bistecca ben cotta.
Condimento e consumo:
Salate ora la bistecca. Con una cottura così lenta è meglio salare la carne alla fine o almeno prima d'inserirla nel forno, altrimenti perderete parte dei succhi. Spennellatela ulteriormente con il burro al caffè che sarà colato durante la cottura.
Servite la bistecca con spinaci saltati e peperoni agrodolci alla paprika affumicata. Irrorate con altro burro al caffè e lasciate perdere i sensi di colpa.
Per il burro al caffè:
500 g di Burro
250 g di chicchi di caffè
Sciogliete in un padellino, lasciate in infusione a 90°C per 2 ore e filtrate.
Ultimate Chilli con Carne
Finora la ricetta più figa del chilli com carne (grazie a Blumenthal). È un po' come il ragù, è più buono un paio di giorni dopo.
Ingredienti:
per il burro speziato
2 cucchiai di olio evo
1 c. cumino
1 c. peperoncino
1 c. paprika affumicata
1 c. ketchup
½ c. worchestershire
125 g burro
per i fagioli
500 ml di salamoia al 10 %
150 g fagioli kidney
500 g pomodorini ciliegino com il rametto
per il chilli
olio evo
450 g carne di manzo macinata
1 grossa cipolla
2 stelle di anice
1 carota
3 spicchi di aglio
1 peperoncino verde
30 g di concentrato di pomodoro
380 ml vino rosso
50 g burro speziato
3 pomodori
500 ml brodo di manzo
Pelate i pomodori scottanoli in acqua bollente.
Cuoceteli in pentola a pressione con un goccio di acqua e i rametti per 20 minuti e riducedete poi per metà togliendo i rami.
Aggingete i fagioli lasciati in ammollo tutta la notte nella salamoia e cuocete a pressione per altri 20 minuti.
In una pentola grande abbrustolite la carne e lasciatela da parte.
Dorate la cipolla con l'anice, aggiungete le carote, il peperoncino e l'aglio, cuocete fino a caramellizzare. Aggiungete il pomodoro a cubetti e il concentrato e cuocete fino ad avere un composto di colore scuro. Deglassate com il vino e riducete fino ad ottenere una salsa densa. Aggiungere la carne e una parte di burro speziato, coprite con il brodo e sobbollite per circa tre ore. Aggiungete i fagioli, mantecate col burro rimanente e aggiustate di sale se necesario.
Servite con muffin di mais (ricetta precedente dei cornbread muffin), panna acida e fette di lime.

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Cornbread Muffin
Il muffin di mais è ricco, morbido e fragrante.
È un abbraccio caldo quando vuoi, appena sveglio, nel primo pomeriggio, durante o dopo il pasto o, perché no, prima di andare a dormire.
Ingredienti:
400 g burro
900 g mais surgelato
165 g uova
160 g panna
90 g latte
245 g farina
160 g farina di mais rimacinata
90 g zucchero
10 g sale
4.5 g baking powder
2.5 g bicarbonato
La baking powder non è facile da trovare in Italia. è lievito chimico (non quello vanigliato e non il lievito di birra) incolore e insapore. Si può riprodurre tranquillamente a casa unendo due cucchiaini di bicarbonato, due cucchiaini di cremor tartaro (bitartrato di potassio), entrambi reperibili nel mercato italiano come prodotti da pasticceria. per conservarlo unite un cucchiaino di amido di mais per assorbire l’umidità.
Il mais surgelato è ideale per questa ricetta, appunto perché surgelato poco dopo essere stato colto, quindi pieno di sapore e aroma. Evitate quello precotto in scatola.
la preparazione è molto semplice, basta prestare attenzione alla cottura interna dei muffin. sfornateli una volta raggiunti i 90°C al cuore.
- cuocete il mais nel burro fuso fino a quando sarà dorato.
- frullate il composto aggiungendo latte e crema
- unite le uova sbattute e fullate fino ad ottenere un composto omogeneo e spumoso.
- mischiate gli ingredienti secchi e uniteli con una spatola al composto liquido.
- infornate a 190°C per circa 15 minuti.
Servitelo caldo, da solo, con burro, miele, panna acida o possibilmente affogato nel chilli con carne.
Il Filetto di maiale perfetto.
Perfect pork tenderloin (equilibrium brining).
Glassato allo sciroppo d'agave, con carote caramellate e insalata di fagiolini e nocciole tostate.
La tecnica del brining può essere tradizionale, con una salamoia fra il 5% e il 10%, o equilibrata. Equilibrata è quando l'ammontare totale di sale aggiunto nella salamoia è equivalente alla percentuale esatta di sale che desidero raggiungere all'interno della carne. Mentre con una salamoia tradizionale devo prestare molta attenzione ai tempi di immersione onde evitare un'eccessiva salatura del prodotto finale, con la salamoia equilibrata il margine d'errore si riduce drasticamente. È paragonabile alla precisione della cottura sottovuoto a temperatura controllata. I vantaggi della salamoia sono praticamente gli stessi, una proteina molto più succosa, texture e morbidezza ai limiti della perfezione. La percentuale di una salamoia equilibrata va da uno 0.5% di sale fino al 2%. Ovviamente adeguo questa percentuale a seconda della delicatezza del prodotto, che si tratti di pesce, carne, un taglio tenero o di seconda o terza scelta. In queto caso (con il filetto di maiale) la percentuale usata è dell'1.75%. È utile sapere che un pezzo di carne con una salatura interna eccessivamente superiore al 2% diventa praticamente immangiabile
Il procedimento è molto semplice. Copro la carne con acqua e aggiungo la percentuale di sale desiderata sul peso complessivo (carne + acqua). Per intendereci, se il peso complessivo del filetto più l'acqua aggiunta è di 500g aggiungero 8.75 g di sale. Per raggiungere l'equilibrio faccio riposare la carne immersa nella salamoia in frigo per 24 ore. I tempi e la quantità di acqua possono essere ridotti nel caso si utilizzi il sottovuoto, ma qui mi limito a trattare il procedimento meno costoso e casalingo.
Come dicevo, con l'equilibrium brining, non ci sono pericoli di salatura eccessiva in caso di prolungamento della salamoia. Ovviamente non tutti i batteri sopperiscono sotto salamoia e con tempi troppo polungati si rischia comunque l'ossidazione della proteina. Se provate questa ricetta attenetevi alle 24 ore, se volete sperimetare pezzi più grossi, grassi e con più collagene la tempistica si prolunga anche a più giorni.
La cottura.
Una volta terminato il processo di brining è tempo di cucinare il pezzo di carne. Potete certo scegliere la modalità che preferite. Io ho optato per una cottura a bassa temperatura per avere il risultato meno invasivo e più soddisfacente per un pezzo delicato come il filetto. Parto con la carne fredda da frigo. So che si dice spesso di far riposare la carne a temperatura ambiente almeno una mezz'ora prima, ma inquesto caso raggiungo la temperatura al cuore con una cottura lenta e controllata, quindi quello che m'interessa inizialmente è avere una crosta colorata e saporita intaccando il meno possibile la parte interna del filetto (è una tecnica che vale per praticamente tutti i pezzi teneri di carne e pesce).
Asciugate il pezzo di carne, ungetelo di olio, scaldate una padella a fuoco medio alto e cauterizzate la carne esteriormente, basteranno dai 3 ai 5 minuti, comunque a seconda del vostro gusto personale. Trasferite la carne su un piatto freddo per bloccare la cottura e trasferite il piatto (ovviamente resistente al calore) direttamente in forno preriscaldato fra i 70°C e i 110°C, dipende da quanta fretta avete. Non consiglio di andare oltre ai 110°, ridurrete il margine di controllo e rischierete di avere poi un prodotto finale troppo cotto. Controllate la temperatura al cuore con un termometro, io ho optato per 65°C. Togliete dal forno, fate riposare se avete cotto a temparature alte e servite.
Non serve salare, aggiungete aromi nella salamoia o prima d'infornare. Se glassate fatelo l'ultimo minuto di cottura in padella con sciroppo o miele.
Servite con carote caramellate e un'insalata di fagiolini sbollentati e nocciole tostate.
Impeccabile.