Ciao, so che siamo ancora al 21 ottobre, ma la mia mente pensa solo al 23. Non è semplice parlare di quella data, ma purtroppo devo, se voglio sfogarmi. Continuo a pensare che vorrei essere in Malesia, a Sepang. Forse, alcuni di Voi avranno già capito il motivo, ma devono essere dei veri appassionati di moto come me. Il 23 ottobre ci lasciò un ragazzo di ventiquattro anni, era italiano e viveva a Coriano con la sua bellissima famiglia. Quando salì per la prima volta su una minimoto aveva cinque anni, e sette anni, insieme all'amico (Mattia Pasini) e rivale (Andrea Dovizioso), quando fece le sue prime gare con le minimoto. Da lì, iniziò il suo amore per i motori, lo stesso amore che aveva, e che ha tuttora, suo "babbo". Quando passo alla MotoGP ritrovò il suo rivale, ma anche il suo Idolo, che poi divenne amico e fratello maggiore, Valentino Rossi. Fu proprio il Dottore ad aiutarlo a migliorare la sua guida, a capire quando stava esagerando o quando stava andando troppo piano. Vale fece da guida a Marco, infatti li permise di entrare nella mitica "Cava", e lui si sentì al settimo cielo, era contentissimo quanto il suo babbo. In MotoGP fece tante belle gare, ma credo che una sola rimase nel cuore di tutti, quella fatta sotto la pioggia al Mugello contro l'amico Mattia Pasini, alla fine ebbe la meglio il Paso. Ma se c'è una gara che è rimasta impressa nelle menti di tutti gli appassionati, quella è il 23 ottobre 2011, in Malesia, a Sepang. Quel giorno, alla curva undici del secondo giro, il Sic perse la vita in un bruttissimo incidente con Colin Edwards e, purtroppo, Valentino. La gara venne subito fermata con la bandiera rossa, e dopo cancellata. Tutti gli occhi erano puntati sul corpo senza vita di Marco Simoncelli, e Vale, intanto, cercava di spiegare cos'era successo, ovviamente non riuscendoci perché le lacrime persero il sopravvento. Quando l'ospedale comunicò ai giornalisti che, ormai era diventato un angelo, tutti scoppiarono a piangere. Io, quel giorno ero lì, volevo fare un regalo a mio padre, anch'egli amante delle moto, ma non fu un bel regalo quello che li feci. Sembrava bello all'inizio, prima di quell'incidente, prima che i nostri cuori si ruppero in mille pezzi, e le lacrime scorrevano come dei fiumi dai nostri occhi. Non ci potevamo credere, non ci sembrava vero, e tuttora non ci credo. Non riesco a farmene una ragione, ma so che ormai lui gareggia insieme ad altri grandi piloti come Lui. Manca tanto, troppo, ma non ci posso fare nulla.