Ero lì in camera a sistemare l'armadio, era arrivato il momento, non ci si capiva più nulla lì dentro. Avevo quasi finito, mi mancava l'ultima mensola e sopra c'era uno scatolo giallo, l'avevo quasi rimosso, non avevo la minima idea di cosa potesse contenere e così l'ho aperto e ci ho trovato un foglio, piccolo con una calligrafia familiare, la tua:
"Che tu possa sempre immortalare I momenti, I luoghi, le persone, le gioie (se un giorno arriveranno) migliori della tua vita.
Con tutto l'affetto che ho da offrire."
Era il tuo regalo, quello di cui ti eri tanto preoccupata di procurarti l'anno scorso...
Quante cose che sono cambiate, eh?
Nel giro di un anno ci siamo persi, fu esattamente un anno fa, iniziammo a sdradicarci in quel luogo, in quella stanza, su quella spiaggia... Ora viviamo due vite completamente differenti, siamo diventati i secondari dell'uno e dell'altra, siamo diventati quelli che condividono lo stesso gruppo di amici e si ritrovano ancora a vedersi, siamo diventati il bianco e il nero che ormai non si intrecciano più.
Una cosa, però, mi piace pensare che ancora la condividiamo: i ricordi, i nostri. Quelli non svaniranno mai, resteranno l'unica cosa che ci strapperà un sorriso quando penseremo all'altro, ne sono sicuro.
Sei stata la migliore migliore amica che io potessi mai avere, ma penso che questo già lo sai.
Continuiamo a vivere, tu le tue gioie, io le mie, e che il mondo ci riservi il meglio, perché ce lo meritiamo entrambi.
Buona vita, mia vecchia ancora.