Sono partito da solo per questo viaggio di 5 giorni, senza alcun motivo in particolare. Sentivo il bisogno di fare un esperienza del genere da troppo tempo e da troppo tempo la rimandavo; ma alla fine, dopo una serie di ulteriori rimandi non dipesi da me, zaino in spalla e l'ho fatto. L’idea era di stare principalmente per conto mio, di incrociare magari qualche simpatico individuo tra una sosta e l’altra con cui farmi due risate e lamentarmi delle vesciche ai piedi. Alla fine invece, mi sono ritrovato a condividere buona parte del viaggio con un gruppetto fedelissimo di persone con cui s'è creato un forte legame, ma anche con gli altri viandanti incontrati lungo il cammino, chi più chi meno, s'è creato un qualcosa di bello e genuino. In un modo inaspettato, magico, tutte queste persone mi sono diventate familiari in pochissimo tempo, quasi come fossero amici di vecchia data. Mi sono nutrito, goduto, con ogni singola cellula dell'animale sociale quale sono, di contatto umano, ed è stato bellissimo. Una volta tornato dal viaggio, mi ci sono voluti diversi giorni per digerire tutto; perché non solo i piedi, ma anche la mia testa aveva camminato parecchio. La bellezza dei paesaggi non ha retto il confronto con gli incontri che ho fatto.
Se c’è una cosa che ho capito ancora meglio durante questo cammino, è l’importanza appunto di creare e coltivare legami. Attraverso l'altro capisci meglio chi sei, dove stai andando e dove vuoi arrivare. È pieno di bella gente questo mondo infame, basta solo guardare oltre il propio naso e essere aperti. You are my wanderwall <3











