Doing it with Betty è una serie di video in cui una vecchietta con un sottofondo allegro ti insegna a fabbricare un marchingegno per suicidarti con l’elio. Non è complicato, non più di qualsiasi altro lavoretto domestico. Immaginare il procedimento mi fa sorridere. Primo, bisogna ordinare una tanica di elio da Amazon, che inevitabilmente include cinquanta palloncini in regalo. Buon compleanno, Claudio, ti vogliamo tutti bene. Secondo, bisogna andare dal ferramenta e comprare un tubo della giusta misura, parlare al commesso nel diretto, antiletterario linguaggio della praticità. Poi serve uno di quei sacchetti per arrosti, che essendo vegetariano non ho mai usato per cuocere un arrosto. Così uno si mette in un luogo illuminato della casa, dove si vede bene, riguarda il video, controlla la guida, e costruisce l’aggeggio come l’avesse preso all’Ikea, mordendosi un po’ le labbra nella concentrazione. Più ci penso e più mi sembra il modo giusto. Sul fondo del lago prosciugato rimane, stolido come una pietra, un invincibile fastidio. L’odio decaduto in disgusto, la rabbia in noia, l’ingiustizia in inconvenienza. Sbattono contro la lampadina quei minimi grumi di schifo che sono tutti gli altri. Eppure, se ci pensi, in poche cose c’è meno dignità che nella morte, meno bellezza, scriveva Giovanni Giudici.














