Feat.Esserelà - Tuorl (2015, Joe Frassino Rec, Lizard Rec)
Tuorl by feat. EsserelÃ
"Che cos'è l'album? è quella cosa che insieme al Tuorl fa l'Uov" direbbe Cattivik. Non so sinceramente se i tre simpatici musicisti bolognesi hanno pensato al ladro nero dei fumetti per il titolo dell'album ma poco importa. A noi interessa solo ascoltare tre giocosi musicanti celati dietro il nome - assurdo, e vedrete i titoli dei pezzi poi - feat. Esserelà .
Un disco interamente strumentale, questo Tuorl, che si apre con Don't leave your dinosauri at home: una folle cavalcata prog fatta di organi, riff tagliati di chitarre, assoloni hard-rock, momenti funkeggianti e chi più ne ha, più ne metta. Anche cotoletta, il brano successivo, gioca le sue carte migliori su pirotecnici giri di piano e martellantemente ripetitivi riff di chitarra, così anche come Canguros de la ventana, poco più avanti, che però dimostra un animo più psichedelico.Quasi attaccata alla precedente, S.r.l.à , mantiene viva l'effettistica visionaria e rumorosa, bassa, ma esplode piano per poi scivolare in un finale pianistico che sconfina nella successiva No ( ): qui prende vita un riff di piano che, tra pennellate di chitarra, ci porta direttamente ad un certo prog di decine di anni fa. Alcune cose di questo disco fanno ritornare alla mente certe idee dei concittadini Confusional Quartet: Il nostro batterista ha un buco nella gamba è iperattiva allo stesso modo, con un organo messo davanti a trascinare e il resto della band a seguire. Continuando, vi chiedo: cosa vi verrebbe da pensare davanti ad un titolo come / ° \ \ ° / / ° \ \ ° / / ° \ \ ° /? Eh, niente, che volete pensare. Perdetevi ad ascoltare la chicca prog-funk schizofrenica che si nasconde dietro un titolo così assurdo, e cercate di sopravvivere alle monumentali distorsioni che affioreranno apparentemente senza motivo. E se vi piace il loro tocco funk schizofrenico, apprezzerete senza dubbio anche la successiva What a (tetra) pack. E poi (ri)prendete fiato - si fa per dire - con Un duettrè qqua: un brano che salta dalla fusion al jazz, da Bollani ad un Satriani a caso, senza mai dimenticare il funk tanto citato in precedenza. Sostituendo, poi, Bollani con i Deep Purple e tenendo sempre tutti gli elementi nominati pochi fa si arriva ad ascoltare Stichituffelpa rampa esserelà tum perugià : premio titolo assurdo duemilaquindici e con buona probabilità anche duemilasedici. Nella traccia finale, Loop o' pool, la band ci porta dal vivo, sul palco, per un'ultima, trascinante, esibizione fusion-prog prima di una traccia nascosta totalmente vocale.
vi consiglio l’ascolto di: / ° \ \ ° / / ° \ \ ° / / ° \ \ ° /.
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