Pentangle, 1969
#iwtv#interview with the vampire#amc tvl#sam reid#jacob anderson
seen from Trinidad & Tobago
seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from Egypt

seen from United States

seen from United States

seen from Poland
seen from Japan
seen from China

seen from Australia

seen from Germany
seen from China
seen from Switzerland
seen from China
seen from China
seen from Romania

seen from United States
seen from Malaysia
seen from China
Pentangle, 1969

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Another favorite video of the stunning group Pentangle. From 1970, this includes several amazing songs including "Sally Go Round The Roses", and "Light Flight".
I've seen this one on the tubes before but it was just released on the official channel 2 weeks ago.
I illustrated this for a friend's new zine project called Asteroid. She told me the text was dark so the first thing that came to my mind was The Cruel Sister, a gruesome, bone-chilling folk song about jealousy and revenge. I missed illustrating folk songs.
The zine was printed in pink and black risograph and is available for purchase in Tel Aviv and Haifa :)
1969.
A Mod Mod Episode of The Today Show.
The Pentangle

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
I was tagged by @quantumabyss6 to list 10 favorite debut albums. 😉Here goes:
1. Emerson Lake and Palmer by Emerson Lake and Palmer
2. In The Court of the Crimson King by King Crimson
3. Fresh Cream by Cream
4. Look Sharp by Joe Jackson
5. Santana by Santana
6. The Thoughts of Emerlist Davjack by The Nice
7. Atomic Rooster by Atomic Rooster
8. The Allman Brothers Band by The Allman Brothers
9. The Pentangle by Pentangle
10. Volume 1: Sound Magic by Afro-Celt Sound System
I tag anyone who is interested, particularly @alexlifesonofficial @musicacuantica @occasionally-music @steveh0we
Storia di Musica #134 - The Pentangle, Sweet Child, 1968
La musica folk britannica della fine degli anni ‘60 non è solo uno degli momenti musicali che amo di più, ma è a mio parere uno dei più alti picchi qualitativi della musica popolare del ‘900 europeo. Il folk britannico fu riacceso comunque dalla spinta di quello che Dylan in primis, insieme ad altri, aveva fatto per il folk americano: gruppi di musicisti favolosi iniziarono a scavare nel pozzo infinito delle ballad tradizionali britanniche, e non solo, riarrangiando, includendo momenti moderni, in un mix davvero favoloso. Verso la fine degli anni ‘60 due gruppi si contendevano lo scettro di band regina del folk: i Fairport Convention e i Pentangle. I primi virarono all'elettrificazione del folk, con risultati leggendari; oggi parlerò dei secondi, che rimasero fedeli alla natura acustica della loro musica, ma con risultati altrettanto straordinari. The Pentangle era il simbolo sullo scudo di Sir Gawain nell’epopea di Sir Gawain e il Cavaliere Verde (importante poema cavalleresco del XIV secolo con protagonista Galvano, un cavaliere della Tavola Rotonda di Re Artù). Questo simbolo affascinò molto John Renbourn, mago della chitarra acustica e del fingerpicking, che mise su una band di musicisti spettacolari nel 1967: Bert Jansch all’altra chitarra, che per fare un paragone sportivo è come quando Magic Johnson giocava nel Dream Team di basket con Michael Jordan, due giganti dello strumento, poi Terry Cox alla batteria e alle percussioni, Danny Thompson al contrabbasso e la voce splendida e magica di Jacqui McShee. Il pentangolo del nome valeva anche come idea di base della loro musica: ogni strumento e componente valeva per la stessa parte sul totale, con interscambi di voci e canti, con l’abilità strumentale altissima dei singoli elementi, per quello stile musicale che viene spesso chiamato folk baroque dato il mix tra elementi tradizionali e jazz, blues, momenti strumentali quasi proto-progressive. L’esordio è già magico: The Pentangle esce nel maggio del 1968 ed è un grande successo commerciale, trascinato da canzoni come Hear My Call (cover di una hit delle Staple Sisters), le proprie Bells e la spettacolare Pentangling, strumentali, e le prime riprese dalla tradizione folk. Nello stesso anno arriva il primo capolavoro, votato dalla BBC uno dei dischi inglesi più belli di sempre. Sweet Child ha in copertina una stella a cinque punte quasi psichedelica, opera di quel Sir Peter Blake che l’anno prima aveva creato la copertina mitica di Sgt. Pepper’s And Lonely Hearts Club Band dei Beatles. Il disco era originariamente un doppio LP, un disco dal vivo al Royal Festival Hall e uno in studio registrato agli IBC Studios di Londra. La versione che ho io aggiunge un altro disco di brani dal vivo e una di bonus track, per un totale di 33 brani, tutti gioiellini. La parte dal vivo è fantasmagorica: si parte con Market Song, scritta dal quintetto, per poi passare ad una prima serie di cover: il traditional No More My Lord, con un canto magistrale della McShee diviene un loro cavallo di battaglia, una cover di Turn On Your Money Green di Furry Lewis è il trampolino per contaminare di blues la loro musica, poi due riprese da Charles Mingus, Haitian Flight Song e la leggendaria Goodbye Porkpie Hat (con assolo di contrabbasso di Thompson) sono inframezzate da A Woman Like You, struggente canzone di Jansch cantata da Renbourn. Poi un autentico gemma: Three Dances racchiude tre ballate rinascimentali: Brentzel Gay del compositore francese Claude Gervaise, un madrigale italiano del titolo La Rotta e The Earle of Salisbury del famoso compositore inglese William Byrd. Da ricordare lo stupendo strumentale No Exit, una sfida tra le chitarre di Jansch e Renbourn, la ripresa del classico di Anne Briggs The Time Has Come e la leggendaria Bruton Town, traditional murder ballad che racconta l’omicidio commesso da due fratelli del servo che corteggiava la loro nobile sorella. Nel bonus disc, la ripresa di Hear My Call, Bells e la stupenda Let No Man Steal Your Thyme, altro traditional della tradizione anglo-irlandese, un’allegoria della natura contro i falsi amori giovanili. Nel disco in studio, la meravigliosa Sweet Child che dà il titolo al disco, con il rincorrersi delle voci di Renbourn e della McShee, una delle loro canzoni più belle, Three Part Thing, In Your Mind, I’ve Got A Feeling (tutte loro composizioni) a cui si aggiungono altre due gemme della tradizione folk: Sovay, che è la storia di una giovane donna che si veste e si arma da bandito per mettere alla prova il suo corteggiatore. Sotto mentite spoglie deruba il suo corteggiatore di quasi tutti i suoi beni, ma anche sotto la minaccia di morte si rifiuta di rinunciare all'anello d'oro donato da Sovay, dimostrando così la sua devozione. Sovay successivamente confessa lo stratagemma al suo amante e restituisce i suoi vari beni, ammonendolo solo che se avesse davvero rinunciato all'anello, lei lo avrebbe ucciso (Sovay probabilmente è una variante di Sophie); The Trees They Grow So High, una delle traditional ballad più famose ancora adesso nei paesi anglofoni. Il disco capolavoro ha un seguito, di ancora miglior successo: Basket Of Light del 1969 è un altro disco suonato, cantato e prodotto con la classe più alta, e un brano, Light Flight, diviene famosissimo perchè era sigla del primo sceneggiato a colori della BBC, Take Three Girls. Da segnalare nel periodo d’oro anche la colonna sonora di un film particolarissimo, Tam Lin (1970), film di horror folk (sic) diretto da Roddy McDowall, famoso e prolifico attore inglese. Una band formidabile da riscoprire assolutamente.