Dicono che se ti fa stare male non è amore, e io per te, sono stata da schifo. Già da quel primo giorno sotto la pioggia, sapevo solo il tuo nome ma non volevo tornare a casa, non volevo andare via da te. Poi abbiamo iniziato a scriverci e nonostante sapevo che non sarebbe finita bene, ero felice. Avrei fatto qualsiasi cosa per te, lo vedevano tutti. Quante finte passeggiate fatte casualmente nei posti dove sapevo di trovarti, quanti incontri all'apparenza casuali ma che di casuali non avevano niente. Mi bastava vederti di spalle da lontano per riconoscerti, per iniziare ad arrossire e a sentirmi il cuore uscire dal petto. Mi bastava un tuo messaggio per sentire le farfalle nello stomaco e perdere l'appetito. Chiunque mi ripeteva di lasciarti perdere, che quello non era amore, ma ossessione. Sapevo che avevano ragione, e poi comunque tu non volevi quello che volevo io. Così ho provato ad andare avanti, ogni volta che ci riuscivo, tu però, con un semplice messaggio, tornavi dopo mesi di silenzio e io ci cascavo di nuovo. La svolta è stata quando tu hai trovato “la persona giusta” e per due anni, giuro che sono stata bene. Non mi passavi per la mente, quasi mai comunque. Sono andata avanti, ho fatto altre conoscenze. Ma dopo due anni, rieccoti. Mi dici di esserti lasciato, che vuoi vedermi. E davvero, se ascoltassi il cuore correrei, anzi volerei tra le tue braccia. Ma devo pensare al mio star bene, e quindi no. Stavolta penso a me. Stavolta, la svolta, sono io.