VISIO Next Generation Moving Images
17 novembre - 20 dicembre 2015 Palazzo Strozzi, Firenze
E’ una mostra di opere video allestita a Palazzo Strozzi a Firenze. La visione della realtà, esattamente come espresso nel titolo della mostra, da parte di dodici artisti di diverse nazionalità.
Le opere oscillano tra la registrazione del reale e il linguaggio simbolico.
Alcuni artisti costruiscono teatrini con vari personaggi e una vera e propria storia da seguire, altri scelgono di raccontare all'infinito alcuni gesti ripetitivi e riprodotti in loop.
Si percepisce una differenza di linguaggio nella descrizione delle dissonanze della realtà in cui ci troviamo ad essere attori, e una diversa sensibilità tra artisti che hanno origini a Nord o Sud del mondo.
Hoël Duret
La Vie Heroique
Alienazione, massificazione, perdita di identità e incapacità di incontrare l'altro si ritrovano nelle opere di artisti nord europei. L’artista francese Emilie Pitoiset registra i gesti meccanici e cadenzati di un gruppo di impiegati di banca sul posto di lavoro, e inserisce la danza come elemento dissonante, per sottolineare come anche un comportamento potenzialmente eversivo come il ballo, con la sua non conformità all'ambiente di lavoro, sia in fondo inghiottito e annullato dal contesto fatto di abiti scuri e di movimenti ordinati .
Émilie Pitoiset
The third party
Impulso al confronto, al rispetto, alla coesione, al coinvolgimento diretto con l'altro si rilevano nei video e nelle installazioni degli artisti di origine camerunense o nigeriana come Luc Foster Diop e di Anike Joyce Sadiq.
Anike Joyce Sadiq
You Never Look At Me From The Place From Which I See You
L'esperienza di connessione, di timore del confronto, di vago disagio, e di senso di vicinanza forzato che lo spettatore vive come protagonista dell'opera You never look at me from the place from which I see you attraverso l'interazione con l'ombra dell’artista, è un punto di partenza per riconsiderare le proprie posizioni, nel rapporto anche obbligato con qualcosa che si conosce poco è che può apparire a tratti minaccioso. L'uso delle cuffie inoltre favorisce il coinvolgimento nella dimensione dell'opera e l’isolamento con l’esterno. Questa opera è una delle più interessanti della mostra.
Janis Rafa
A sign of prosperity to the dreamer
L'alfabeto universale della associazione simbolica si trova anche nello slow motion di Janis Rafa che affronta il tema della morte e di una certa spiritualità meccanica attraverso l'associazione tra movimento ascensionale di corpi inerti e suoni rituali.
Rebecca Digne
Kino Peinture
Celebrazione e recupero della tradizione delle arti visive si ritrova nel video di Rebecca Digne, che ricerca nella sua commemorazione i luoghi e i mezzi della pittura e della cinematografia: l'uso del girato su pellicola, la sala cinematografica come luogo fisico dell'esperienza e la citazione pittorica di Veermer nella figura della protagonista.
Ultimo interessante lavoro da segnalare alla mostra di Palazzo Strozzi, è la ricomposizione di Roberto Fassone di numerose immagini e porzioni di video ripresi dal web.
Roberto Fassone
Jeg er enorme jaevler
È' un'esperienza visiva frammentata, che tratteggia il profilo dell'uomo contemporaneo. Non descrive più storie con un principio e una fine, ma si limita ad ablazioni e prelievi. Testimonia dunque l' incapacità o l' impossibilità dell'utilizzatore della rete di seguire una storia sola e un'unica traccia. Quella di Roberto Fassone è un' esperienza di visione doppia o multipla generata dalla convivenza ininterrotta di online e offline o, se si preferisce, dalla duplice realtà, fisica- reale o visiva-iconica di smartphone e tablet.