Loris Cecchini (It. 1969)
Aeolian Landforms / Dahkla 137C (2020)
Polyester resin, enamel, nylon fibers on aluminium (201 x 156 cm)
seen from Israel

seen from Dominican Republic
seen from China
seen from Israel

seen from Singapore
seen from Germany

seen from United States
seen from United States
seen from United Kingdom
seen from Senegal
seen from United States
seen from Denmark
seen from Indonesia

seen from Australia
seen from China
seen from United States
seen from China
seen from China
seen from United States

seen from Dominican Republic
Loris Cecchini (It. 1969)
Aeolian Landforms / Dahkla 137C (2020)
Polyester resin, enamel, nylon fibers on aluminium (201 x 156 cm)

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Silvia C. Cecchini, D.D.S., M.S.
Sarajevo, tutto l'orrore e tutta la speranza del mondo
«Irina aveva 1 anno quando fu uccisa da un cecchino»: a Santo Spirito in tante e tanti per la serata dedicata al ricordo dell’assedio negli anni ’90 e del “safari umano” su cui ancora si indaga. Ecco le testimonianze di quell’orrore e il grido di pace di chi c’era Uomini che volevano sperimentare l’orrido piacere di sentirsi padroni della vita e della morte di innocenti, e rimandendo anonimi e…
View On WordPress
Cecchini per divertimento: i safari umani a Sarajevo
Il terribile racconto dei 500 uomini (di cui 230 italiani) che tra il 1992 e il 1996 approfittarono dell’assedio di Sarajevo per ammazzare bambini, donne e anziani, come fossero in un videogioco. A Ferrara il racconto di Ezio Gavazzeni, autore dell’inchiesta. E il 22 maggio il film a Santo Spirito di Andrea Musacci Cento milioni di lire per diventare un cecchino e sparare a un bambino, a una…
View On WordPress
ChatGPT ha detto:
“Safari umano” a Sarajevo (1992-1996): quando i boia vestono abiti civili
di Enzo Rispo
Introduzione
Durante l’assedio di Sarajevo, dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996, la capitale della Bosnia-Erzegovina visse uno dei periodi più drammatici della storia europea recente. la Repubblica+3Gente+3Radio Slobodna Evropa+3 In questo contesto di conflitto conclamato, è emersa una vicenda tanto inquietante quanto poco conosciuta al grande pubblico: quella del presunto “safari umano”, ossia l’organizzazione – da parte di milizie o appartenenti a gruppi paramilitari, ma anche con la complicità di stranieri – di veri e propri “turisti della guerra” che uccidevano civili ostaggi della situazione. Radio Slobodna Evropa+3ANSA.it+3Deutsche Welle+3 In questo articolo approfondiremo: (1) il contesto dell’assedio di Sarajevo; (2) i racconti e le fonti sull’“opera” dei cecchini paganti; (3) le implicazioni giuridiche e morali; (4) come questo evento si inserisce nella memoria e nei lavori documentaristici.
1. Contesto: l’assedio di Sarajevo
L’assedio di Sarajevo è considerato il più lungo di una capitale nella storia della guerra moderna (1 425 giorni) e fu caratterizzato da artiglieria, cecchini, attacchi a obiettivi civili e privazioni estreme. Radio Slobodna Evropa+2faustobiloslavo.eu+2 Durante quei giorni:
- Civili che vivevano nella città erano costantemente sotto il fuoco: granate, sniper, ecc. faustobiloslavo.eu+1 - Una testimonianza ricorda per la strada “Ulica Zmaja od Bosne” (che divenne nota come “Viale dei cecchini”) dove 1.030 persone furono ferite e 225 uccise in un solo tratto. Gente - Le condizioni di vita erano al limite: assenza di acqua, elettricità, servizi, bombardamenti continui. faustobiloslavo.eu+1
Questo scenario drammatico ha creato le condizioni — tra il reale e l’aberrante — perché potessero avvenire episodi di violenza estrema contro civili.
2. I “turisti-cecchini” e l’abito civile dei carnefici
Nel corso dell’assedio sono emerse accuse riguardo a stranieri — e in alcuni casi italiani — che avrebbero pagato per poter sparare su civili a Sarajevo. Non semplici militari, ma persone “in abiti civili” che partecipavano al conflitto come se fosse un gioco o un safari.
Le fonti - Il documentario Sarajevo Safari (2022), del regista sloveno Miran Zupanič, esplora proprio questa vicenda. bsf.si+2ANSA.it+2 - Secondo l’agenzia ANSA: “Stranieri — italiani inclusi — avrebbero pagato per avere l’opportunità di sparare da postazioni della VRS su civili inermi” durante l’assedio. ANSA.it - Articoli recenti raccontano che alcuni “turisti della guerra” partivano dall’Italia (Trieste, Lombardia) per fare un “weekend” di caccia all’uomo sopra Sarajevo. TGLA7+2ilGiornale.it+2 Alcuni dettagli inquietanti - I partecipanti vestivano abiti civili o semi-militari: “Indossavano abiti civili e militari, ma ciò che li distingueva davvero erano le armi”. Gente - Secondo fonti investigative, le tariffe erano differenziate: “i bambini costavano di più, le donne e gli anziani meno o gratuitamente”. ilGiornale.it+1 - Il fenomeno è stato oggetto di denuncia anche nel sistema giudiziario bosniaco: il Prosecutor’s Office of Bosnia and Herzegovina ha aperto un fascicolo dopo la denuncia della sindaca di Sarajevo Benjamina Karić, in relazione a “persone che seminavano morte” tramite il film. Radio Slobodna Evropa Perché “in abiti civili”?
L’uso di abiti civili è particolarmente significativo:
- In un conflitto convenzionale, i combattenti indossano uniformi. Qui invece “pseudo-civili” con armi da cecchino si inseriscono nel caos urbano, confondendosi con la popolazione civile. - Questo rende assai più difficile per le vittime, per la comunità internazionale e per i tribunali identificare gli autori e attribuire responsabilità precise. - L’abito civile contribuisce a “sfumare” la linea tra combattente e civile, amplificando la dimensione del crimine di guerra perché si tratta di attacchi deliberati su non combattenti. 3. Implicazioni legali, morali e politiche Aspetto legale
Se le accuse dovessero essere confermate, le azioni rientrerebbero nella categoria di crimini contro l’umanità o crimini di guerra, in quanto dirette contro civili inermi. In Italia è stata aperta un’inchiesta dalla Procura della Repubblica di Milano per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti. lumsanews.it+1 In Bosnia, come detto, è stato avviato un procedimento per verificare i fatti narrati dal documentario Sarajevo Safari. Radio Slobodna Evropa
Aspetto morale e politico - Il fenomeno mette in luce la dimensione più oscura della guerra: quando si trasforma in intrattenimento, quando la vita del nemico — che è spesso un civile — diventa un “bersaglio per sport”. - È un richiamo forte alla memoria: non soltanto delle vittime dirette, ma anche del contesto in cui la comunità internazionale, gli stati e le forze intervenute hanno gestito o dovuto gestire la protezione dei civili e la giustizia post-conflitto. - Per l’Italia pone interrogativi su come cittadini italiani possano essere coinvolti – direttamente o indirettamente – in scenari di guerra e non solo come osservatori o operatori umanitari, ma come partecipanti attivi. 4. Memoria, racconto, documentazione
Il tema del “safari umano” a Sarajevo è tuttora poco approfondito nei grandi libri di storia, ma assume progressiva rilevanza grazie a film, articoli e procedure giudiziarie.
- Il documentario Sarajevo Safari è un punto di riferimento utile per chi vuole comprendere questa vicenda in profondità. bsf.si+1 - Articoli recenti (2025) ne stanno riportando alla ribalta la portata, con nuove inchieste giornalistiche e giudiziarie. TGLA7+1 - Nel tuo blog (che immagino curi con attenzione con la rubrica “datasenti-acon” o simile) potrebbe essere utile collegare questa vicenda a temi più ampi: turismo di guerra, mercenarismo, responsabilità internazionale, memoria dei civili nei conflitti urbani.

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
MIASMA CHRONICLES I DISTRUTTORI NELLE MIENIERE
i social e facebook fanno shadowbanning? io ripubblico a manetta
petizione per il riconoscimento dello stato di palestina _ 4 febbraio, webinar di amnesty international sull’ultimo rapporto dedicato al genocidio a gaza _ call for artists: “viva palestina!” @ leoncavallo, milano, febbraio 2025 e link dal 20 gennaio a oggi (i più recenti in fondo): Continue reading i social e facebook fanno shadowbanning? io ripubblico a manetta
View On WordPress
celebrare il giorno della memoria della shoah anche per difenderla dai sionisti che ne tradiscono il senso
Un breve appunto solo per sottolineare quello che già il titolo di questo post suggerisce, anzi afferma frontalmente: mai come oggi è indispensabile celebrare la memoria della Shoah, del genocidio ai danni dei milioni di innocenti di fede (o semplice nascita) ebraica, sterminati dal nazismo e dai suoi volenterosi carnefici, così come dallo stalinismo; e mai come oggi questa celebrazione è…
View On WordPress