SecondoĀ Pietro Grasso, presidente del Senato, il pentito mafiosoĀ Gaspare SpatuzzaĀ Ā«fu sinceroĀ»: lāha scritto in una Ā«prefazioneĀ» che evidentemente non poteva fare a meno di scrivere. Spatuzza in effetti confessò plurimi omicidi dei quali era accusato, ne rivelò altri, soprattutto si autoaccusò - fornendo prove - dāaver preso parte alla strage di via DāAmelio; Spatuzza hasbugiardato tre processiĀ nei tre rispettivi gradi di giudizio (comprensivi perciò di false accuse, falsi pentiti, falsi colpevoli) e ha sputtanato quei magistrati che per anni erano andati a farfalle. Il problema ĆØ che nellāarticolo che riporta la prefazione di Grasso, sulCorsera, lāespressione Ā«fu sinceroĀ» ĆØ associata a Ā«parlò di Berlusconi e la mafiaĀ», ossia a circostanze che di riscontri invece non ne hanno avuti. Dunque la seconda carica dello Stato, se proprio deve scrivere prefazioni, potrebbe essere più puntuale: potrebbe anche ricordarci, per esempio, che SpatuzzaĀ ha fatto sei stragi, che ha trucidato violentemente quaranta persone, che ha fatto fuori ancheĀ Don Puglisi, e che poi, un giorno, andò a prendere il piccoloĀ Giuseppe Di MatteoĀ (13 anni) al maneggio di Altofonte, poi gli disse che lāavrebbe portato dal suo papĆ che non vedeva da molto tempo (Ā«PapĆ mioĀ», disse il piccolo) ma poi il bambino fuĀ legato Ā«come un animaleĀ»(lāespressione ĆØ di Spatuzza) e fu imprigionato per due anni in un merdoso porcile siciliano, infine sciolto nellāacido. Però fu sincero, Spatuzza. Ā