Nel Basso Medioevo, non era raro imbattersi in una donna accusata di stregoneria. Succedeva per i più svariati motivi: magari era troppo bella, mentalmente libera, oppure in là con gli anni e senza un marito, forse amava le arti o aveva i capelli rossi, a volte semplicemente sapeva librarsi in volo. E così, molte donne venivano strappate dalle loro case da fabbri impazziti, spogliate di ogni diritto, chiuse in agghiaccianti prigioni arrugginite e lasciate consumare nell’attesa di un farsesco processo dal giudizio già definito. Poi, dopo lunghi giorni di garrota e ordalia, coi capelli rasati e i seni strappati venivano portate in piazza per essere arse vive. Solo in qualche raro caso l’inquisitore, prima di dar fuoco alla pira, puntava il dito contro poveretta dandole un’estrema possibilità di salvezza: “Se vuoi essere risparmiata, devi recitare a memoria l’intera Messa in latino senza impappinarti!”. E così la sventurata, comprensibilmente, gli replicava: “MADONNA CHE ANSIA!!!” E’ passato più di un millennio da quei tempi oscuri e, se ti guardi intorno, oggi i casi sono due: o la gente sono tutti cintura nera di negromanzia oppure non lo so. Oggi, se ti azzardi a definire qualcosa di minimamente logistico con una donna moderna, ti senti rispondere in automatico “MADONNA CHE ANSIA!!!”. Tanto per far sapere al mondo, con tre semplici parole, che te sei noioso come un pitale Foppa Pedretti mentre loro hanno un mondo interiore flautato e iridescente. Al telefono: “Per sabato cerchiamo di essere puntuali, che se no incasiniamo gli altri” “MADONNA CHE ANSIA!!!” Fuori dal cinema: “Insomma si entra o si fa altro? Fra 27 secondi inizierebbe…” “MADONNA CHE ANSIA!!!” A Monopoli: “Tocca a te tirare” “MADONNA CHE ANSIA!!!” Sui binari: “Scusa Letizia, potresti tirarmi via la carrozzella che sta arrivando il treno?” “MADONNA CHE ANSIA!!!” Ma va beh, c’è da capirle. Loro non sono come noi. Noi tutti tesi, rincagnati, arcigni, col pene a lumachino e il caffè liofilizzato, a pretendere robe di mero artigianato come affidabilità e tenuta di strada, solo perché è la nostra triste moneta, l’unica concessaci. Loro no. Artiste sui navigli mentali, libere ed eternamente rilassate, amiche di personaggi stranissimi oh mio dio, amanti delle cose belle (eh beh), sempre con la sigaretta da finire o da rollare, nude a far l’amore in mansarda mentre fuori scoppia la rivoluzione, insufflatrici di vita in malinconici prepuzi e poi bellissime, mollemente adagiate sopra talami ocra di consumate trasgressioni all’astice e portatrici sane di esistenze al massimo in una quattro giorni in Marocco col cognato e la bimba non s’è pagato nemmeno tanto. Donne che, se fossero le tue radiologhe, si sentirebbero libere di attivare la macchina delle radiazioni mentre te devi ancora schermarti perché sì, gli prendeva bene così, lo trovavano arty. E hanno ragione. Come puoi pensare di ingrigire e contenere questi cieli in tempesta? E basta poco per rovinare tutto, è sufficiente anche solo attendersi qualcosa, qualunque cosa. Esse debbono solo esistere e tanto basta. Angeli del focolare, ballerine di renoir, figurine affusolate di madreperla polinesiano schiantato per terra. E allora chiedi a loro di esistere. E allora di’ loro esisti amore mio e non ti preoccupare d’altro. Esisti, bimba. La burocrazia me la sbrigo io, tu devi solo rilassarti, occuparti della tua felicità ed esistere. E loro: “MADONNA CHE ANSIA!!!”