Roma
Noi non ci ameremo mai, ma lo abbiamo già fatto ormai più volte. Attraverso quei film guardati nel silenzio della nostra casa pensando ‘dovrebbe vederlo’, attraverso parole confuse di un libro letto distrattamente che dicevano solo ‘questo parla di te’; vedendo le nostre figure incarnarsi in quelle di un viso estraneo, riconoscere linguaggi simili, gesti sfuggenti, costruendo il resto dell'altro che non conosciamo sugli sconosciuti, sulle persone alla tv, sulle canzoni sentite quasi per sbaglio alla radio alle quali tendiamo l'orecchio per istinto, cercando i tasselli dell'altro come una caccia disinteressata ma inevitabile. Ci siamo amati attraverso le cose che non sappiamo, attraverso una vita che ancora ci aspetta e che ci ha regalato qualche giorno di sospensione in un mondo che non ci appartiene ma che è stato la nostra casa, per un po’. Ci siamo amati attraverso ogni voce che ci ha ricordato l'altro, attraverso ogni tramonto rubato ad un'immaginazione un po’ svilita, ci siamo amati ogni volta che abbiamo detto “io non lo conosco”. Ci siamo amati perché non ci siamo mai conosciuti sul serio, perché per sempre saprò di te solo quello che non serve, e tu di me quello che non cambia.
















