Sabato 23 settembreĀ (ore 17.30 āĀ ingresso libero e puntuale con prenotazione obbligatoria 0832306194 āĀ 3209168440) nellāanfiteatro romano diĀ Rudiae, antico insediamento messapico alle porte diĀ Lecce,Ā ArchĆ© TeknisĀ prosegue con āCantico dei cantici per lingua madreā, un nuovo spettacoloĀ āsite-specificā diĀ AstrĆ gali Teatro. In scenaĀ Fabio Tolledi,Ā Roberta QuartaĀ eĀ Simonetta RotundoĀ della compagnia salentinaĀ e lāEnsemble Musica HumanaĀ composto da Kairi Kosk (mezzosoprano), Natalia Bonello (flauti), Maurizio Lillo (violino) e Luca Tarantino (tiorba e direzione). Il progettoĀ ArchĆ© Teknis, vincitore del bando regionale āIn Puglia 365ā, a cura di Arva ā Archeologia Ricerca e Valorizzazione (spin off dellāUniversitĆ del Salento), AstrĆ gali Teatro e Centro italiano dellāInternational Theatre Institute ā Unesco, intende promuovere con visite guidate e perfomance il sito archeologico di Rudiae, in particolare lāarea dellāAnfiteatro, valorizzando e sottolineando la bellezza, la dimensione identitaria e simbolica del luogo.Ā
Tra i testi dei testi più misteriosi e segreti della tradizione sapienziale, presente nella Bibbia ebraica e cristiana, incessante canto dāamore dellāamata verso il suo amato e dellāamato verso la sua amata, ācanto assoluto di amore e di conoscenzaā il Cantico, in ebraico Shir hashirim, in latino Canticum canticorum, giĆ nel nome dice il suo essere il più sublime di tutti i canti, il suo adagiarsi tra le nuvole. Un sublime che percorre, intatto, la riscrittura in neosalentino, centrata essenzialmente sulla forza sonora della lingua.āOgni annoā, dice Fabio Tolledi, drammaturgo e regista dello spettacolo, āscompaiono nel mondo oltre 20 lingue madri, una ogni due settimane. Di questo passo nellāarco di un secolo la metĆ delle 5mila lingue che si parlano oggi sulla terra saranno estinte. Le parole vivono e muoiono come gli esseri naturali e quando una lingua sparisce non si perdono solo i testi ma muore un modo di comprendere la natura, di ragionare, di percepire il mondo, di metterlo in parole, di dire lāamore. La traduzione del più grande poema dāamore mai scritto, il Cantico dei Cantici, in una lingua madre che abbiamo chiamato neo-salentino va esattamente nel senso opposto: ritrovare una lingua e, insieme, il mondo che in questa lingua dimorava. Diciamo lāamore, la morte, il desiderio, lāillusione, lo smarrimento, tutte figure presentissime nel Cantico, in una lingua arcaica e potente. Una lingua dove il suono ĆØ più forte e avvolgente del sensoā. Intrecciando il suono delle parole a quello degli strumenti, il Quartetto presenterĆ una selezione di musiche di Salomone Rossi e Girolamo Melcarne.Ā
ArchĆ© TeknisĀ ĆØ finanziato nellāambito del Programma operativo Regionale FESR-FSE 2014 ā 2020 āAttrattori culturali, naturali e turismoā (Asse VI ā Tutela dellāambiente e promozione delle risorse naturali e culturali ā Azione 6.8 Interventi per il riposizionamento competitivo delle destinazioni turistiche).