“Vivi, lascia vivere ma soprattutto… nun te fa pijà per culo!!”
(Gigi Proietti)

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“Vivi, lascia vivere ma soprattutto… nun te fa pijà per culo!!”
(Gigi Proietti)

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Gigi Proietti 02/11/1940 - 02/11/2020 💔
Per me resterai sempre il Conte Duval 🎩
Uhà, Proietti...
No, Gigi, no, ne me quitte pas...
Proietti era l'essenza istintiva e colta del teatro d'attore.
Nonostante la sua scuola, non vedo eredi. Soprattutto tra gli attori maschi.
Where’s Monica Lamitraille

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Il lonfo non vaterca, né gluisce.
E molto raramente barigatta.
Ma quando soffia il bego
a bisce bisce sdilenca in poco
e gnagio s'archipatta.
È frusco il lonfo!
È pieno di lupigna.
Arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e t'arrupigna,
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio lonfo ammargelluto,
che bete, zugghia e fonca nei trombazzi,
fa lègica busìa e fa gisbuto.
E quasi quasi, in segno di sberdazzi,
gli affarferesti un gniffo.
Ma lui, zuto, t'alloppa, ti sbernecchia;
e tu... L'accazzi
“Però ‘n se fa così, tutto de botto.
Svejasse e nun trovatte, esse de colpo a lutto.
Sentì drento a la panza strignese come un nodo
Sape’ che è la mancanza e nun avecce er modo
de ditte grazie a voce pe' quello che c’hai dato
pe' quello che sei stato, perché te sei inventato
un modo che non c’era de racconta' la vita
e ce l’hai regalato così un po’ all’impunita,
facendo crede a tutti che in fondo eri normale,
si ce facevi ride de quello che fa male,
si ce tenevi appesi quando facevi tutto,
Parla’, balla’, canta’, pure si stavi zitto.
Te se guardava Gi’, te se guardava e basta
come se guarda er cielo, senza vole’ risposta.
All’angeli là sopra faje fa du risate,
ai cherubini imparaje che so’ le stornellate,
Salutece San Pietro, stavolta quello vero,
tanto gia’ ce lo sanno chi è er Cavaliere Nero.”
- Pierfrancesco Favino, dedicato al Maestro Gigi Proietti.
A Stefania e a me il Pinocchio di Garrone è piaciuto molto. E in sala tutti sembravano contenti.
Un bel film, scritto e diretto con perizia, attento ad ogni dettaglio e ben recitato. Su tutti, mi hanno convinto ed emozionato Proietti e Ceccherini, ma tutti gli attori erano credibili e ben calati nelle loro parti, cosa fondamentale nella resa cinematografica di una favola. Benigni, grazie al cielo, ha evitato di scivolare nel suo "benignao".
Stefania, all'uscita dalla sala ha detto che era un film bellissimo, ma non fedele all'originale. Poi mi sono reso conto che per lei l'originale era l'infedelissimo Pinocchio Disney. Dovrò farle leggere al più presto Collodi.
Le musiche di Dario Marinelli mi pare che citassero sapientemente il capolavoro di Fiorenzo Carpi. Per il resto, pochi tributi al classico di Comencini, e non ho rimpianto nemmeno il gatto e la volpe di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, e di certo nemmeno l'opulenta Fata Turchina della Lollo.
Il gran teatro di Mangiafuoco, la casa decadente della Fata Turchina e il paese dei balocchi erano incantevoli. I costumi e la scenografia, meravigliosi. Ma su questo non avevo dubbi. Dimitri Capuani ha fatto un ottimo lavoro, da par suo. Gran parte della riuscita del film è nelle luci e in quelle scene così realistiche, così italiane e, al tempo stesso, così magiche e favolose!
Cosa aspettate? Correte a vederlo! È il film di Natale perfetto. Adatto a tutta la famiglia e con il bimbo monello che diventa buono anche in una società dove i giudici mettono in carcere gli innocenti e lasciano liberi quelli che si macchiano delle colpe più efferate. L'Italia di sempre, con i suoi lucignoli, i suoi maestri, i suoi imbroglioni, i suoi umili omini, i medici con diagnosi opposte, i grilli parlanti e i carabinieri; ma anche con le sue fate turchine e l'ostinata tendenza a perdonare le colpe dei propri figli e offrire sempre un'altra possibilità.