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Semplicemente arriva un punto in cui al di là delle ferite, oltre le paure, trapassando la chiusura emotiva, squarciando il terrore che un dolore possa ripetersi o un torto essere subìto ancora, non c'è più nessuna domanda da farsi, nessuna misura da prendere, o ti butti o non ti butti. È si o no.
Un punto che ha un nome proprio.
A cosa serve la Carta del giorno? A comprendere quali energie sono più forti in quel momento ed a trarne così il massimo beneficio. Per esempio, se ho avuto una discussione con una persona e la Carta sottolinea l'energia del perdono, quello è il giorno migliore per agire. Chi invece sta facendo un percorso di crescita personale, capirà leggendola che viene tracciata una strada da percorrere, che certi periodi sono deputati ad un tipo di lavoro su di sé, per poi cambiare argomento, accompagnando la persona nel suo progredire. Vediamo oggi cosa ci suggerisce il Cavaliere di Pentacoli. Come tutti i Cavalieri, ci parla di azione e fare. Ha quindi un significato in progredire e nel suo caso particolare, esula un pò dall'essere legato esclusivamente ad un discorso economico come il suo seme, Pentacoli o Denari che dir si voglia, suggerisce. Quindi oggi siamo circondati da una energia che ci porta a fare progresso verso una meta ambita, che sia sentimentale, spirituale, economica o materiale. Una spinta in salita, che ci porta verso ciò a cui miriamo, senza in realtà ancora raggiungere la meta, ma con ottime possibilità di progressione. Concentra le tue energie in modo sano su ciò a cui tieni e farai progresso. Buon mercoledì #cavalieredipentacoli #versolameta #progredire #accrescimento #consigliodelgiorno #messaggiodelgiorno #cartadelgiorno #tarocchi #estarologiaevolutiva https://www.instagram.com/p/CISn4OtBiqe/?igshid=1xlaahghamlve

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Noi siamo qui per far progredire la specie
Oramai sono mesi che non scopo, e sto’ male. Quando mi sego la sera non riesco nemmeno più a focalizzare come sia fatto il corpo di una donna. Il mancato appagamento del desiderio di una donna porta ad una serie di comportamenti bestiali, come in primis la masturbazione sulle ex, o su donne che si conoscono e che si vorrebbe possedere. letteralmente, è una specie di rito apotropaico per riappropiarsi di una sorta di potere. Le donne devono potare avanti la specie e inconsciamente scelgono l’uomo che meglio incarna questo aspetto nel loro contesto culturale: può essere l’uomo pi ricco o quello più forte, non è importante, l’importante è che sia considerato affidabile per procreare. è una dittatura, se sei l’anello debole devi estinguerti, non puoi scopare, perché il tuo sperma genererebbe una razza debole e malata come la tua.
Progredire
“L’ospedale mi mette da sempre i brividi. Di sera, spersa fra edifici funerei, bestemmio. Nell sala d’attesa mia madre cerca di instaurare un dialogo. Fra le alte mura, i sedili spogli da manicomio, avverto la glaciale distanza che c’è fra me e lei e quel tentativo mal riuscito di cercare di far restare qualcosa unito. Mi sento in colpa ma non riesco a tendere la mano per afferrarlo. Mi si infossa l’anima per qualche attimo. Poi entro a fare la visita.”
La sua famiglia era composta principalmenmte da donne. Il padre era morto quando lei era una bambina. Sentiva la sua mancanza? Forse sì, forse no. Con gli anni tutto tende a sfumarsi e sparire. No, non è vero. Resta dentro conficcato nelle profondità della grotta dell’anima e continua a fare male. Solo che non te ne accorgi. Aveva sempre vissuto nell’ombra, costruito case immaginarie, giocato con i sassi, instaurato rapporti amorevoli con gli animali e gli anziani. Potenzialmente erano esseri dolci, esperti, saggi, creature che non volevano niente se non semplicemente esserci, per essere lì. Gli anziani e gli animali sanno quanto possano essere importanti i silenzi. Con loro partiva per i sentieri della montagna, giocava, raccontavano storie per stimolare la sua immaginazione. Quanto piangeva, fissando fuori dal finestrino della macchina i suoi nonni, quando la mamma ed il papà la riportavano alla sua casa. Quindi crebbe con la presenza del padre fino ai deici anni. L’unico che rideva alle sue battute e si curava delle sue distrazioni. Poi crebbe con gli anziani e gli animali, le mura di casa, la porta e qualche instabile visione. Gli amici. Una sera di tanti anni dopo, un ragazzo le domandò:” come è perdere l’unico uomo che ti avrebbe mai amata a prescindere da tutto? “. Si sentiva sola, molti anni dopo ancora, quella solitudine era divenuta come un’edera rampicante appiccicata alla sua schiena. Si convinse di non poter trovare nessun uomo. Ma non si abbattè. Trovava forza nella sua solitudine. Progredire. Comunque, progredire. Nessuno della sua famiglia si era mai curato davvero di quello che poteva fare, di come poteva sentire. Sempre in quegli anni ancora dopo, si era accorta di come la sua famiglia intera si reggesse su una serie di bugie. Progredire, anche questo? Tutti si basano su delle bugie, per avere qualcosa di stabile sotto i propri piedi. Perché si ha la sensazione che infangando un altro, inventando una qualche motivazione possibile da dire agli altri, si possa essere legittimati ad esistere. Lei aveva smesso di fare così. Quella sera si congedò per sempre anche da quell’amante. Non provava particolare dolore. Sua sorella arrivò parlando di quanto fossero belle le opere di un tale. E lei sprofondò dentro se stessa, avvertì quella cosa conficcata nella grotta dell’anima farle un male assurdo. Nessuno, nessuno di loro aveva mai visto chi fosse veramente. Nessuno si era mai domandato cosa provasse. Nessuno aveva mai creduto davvero in lei. Progredire.