È giunto il tempo della tua rivincita.

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È giunto il tempo della tua rivincita.

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Preconcetto
Non bisogna fare delle discussioni come quei tali che privi di spirituale educazione vogliono vincere ad ogni costo. Quando discutono di qualcosa non si preoccupano di arrivare alla verità, ma desiderano che ciò che essi affermano essere vero sembri tale anche agli spettatori.
il Fedone, Platone
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Ormai l’avrete capito. Non mi piacciono gli articoli “banali” e amo cercare di dare una certa trasversalità a quanto propongo, proprio per cercare di considerare il nostro mondo “cellulare” non solo dal consueto punto di vista. Oggi non sarò da meno, proponendovi una simpatica lettura della realtà, che spero possa aiutare chiunque vogliate a riconsiderare il proprio punto di vista. Prima di procedere con l’articolo, tuttavia, procederò a raccontarvi un piccolo antefatto.
Stamattina, poco dopo sveglio, ho visto il video unboxing del Lumia 950 XL, realizzato QUESTA NOTTE dal nostro Mariano (da oggi noto anche come il “senza risparmi”), il quale, dopo averlo acquistato, ha sùbito pensato di asciugarsi la smania dal viso e di parteciparvi le sue prime impressioni a caldo. Nell’articolo relativo, tra i commenti, ho risposto con una certa curiosità a quello di #Ludwig. Eccolo:
Da sottolineare la cosa di Outlook finalmente completo, era una delle cose fondamentali che mancavano e che veramente aspettavo (assieme all’excel ora utilizzabile per modificare seriamente i file, per esempio). Il tutto mentre un hater travestito da imparziale (perché le cose vanno dette) si mette in mostra trolleggiando su un seguitissimo (purtroppo) forum “generalista” chiamato mi pare hdsnob, vomitando deliri tipo “outlook è inutilizzabile, non si vedono le immagini, non scarica la posta”. E molti magari ci credono pure. Sono anche queste cose che mi hanno fatto diventare un “Lover”
Il concetto di “confondere le idee” per fini utilitarisici, molto in voga in tutti i settori della vita e - che ve lo dico a fare? – davvero dilagante nei blog (titoli acchiappaclick: mai visti in giro?) è uno sport internazionale che putroppo fa tornare sempre di moda la famosa frase “chi controlla i controllori?”. Cioè, per essere meno contorti, spesso è difficile capire sino a che punto un recensore, un blogger o figure simili, sappiano parlare con imparzialità e con assoluta terzietà di un prodotto, tenendo fuori dal loro pensiero esperienze personali, sponsorizzazioni, preconcetti e quant’altro possa inficiare il “pensiero” esternato agli utenti.
D’altro canto, gli utenti stessi sono affetti da una forma analoga di “filtro all’ascolto/alla lettura”, quando nelle parole del recensore leggono quello che “vogliono” e NON quello che normalmente dovrebbe essere percepito.
Questo articolo, se possiamo chiamarlo articolo e non “guida al modo di evitare di avere preconcetti for dummies“, è nato proprio per dimostrare a quanta più gente possibile che non solo le opinioni sono relative (è scontato, lo so. Ma molti lo dimenticano) ma anche che qualche volta i preconcetti divengono un filtro troppo forte per interpretare la realtà “pulita” dei fatti, per tutta una serie di motivi.
Dimostrazione empirica del preconcetto
Per dimostrarvi questo concetto, faccio a voi un gioco che mi sono permesso di proporre ai miei amici in redazione.
Se siete grandi appassionati di auto, lasciate stare. Non cadrete nel tranello. Per gli altri, la domanda è: conoscete quest’auto? Secondo voi di che marca è?
Ora, mi rendo conto che non tutti riconosceranno in quest’auto una Mercedes. Avete presente? Conosciamo tutti quanti il valore di queste automobili tedesche: solide, robuste, lussuose, performanti.
Costa 21.800 euro. Se si è già clienti, 13.000 euro. Così, di impulso: la comprereste? Memorizzate la vostra risposta.
Ora vi chiedo: il design vi convince? Trovate l’auto di vostro gradimento oppure no? Vi pare un modello sexy?
Se la risposta è stata sì (non barate), vi dico che cosa hanno detto alcuni dei miei amici in redazione: “è una Opel, ma la mascherina non è una Opel”; “bella! Quando le farà Fiat auto come queste?”; “Sembra una tedesca, ma non so quale”.
Ok. Ora guardatela intensamente. Ho oscurato il marchio ed i segni distintivi più evidenti. Cosa pensereste se vi dicessi che è una Jaguar? E se vi dicessi che è un’Audi?
Ora, per concludere, vi dico la verità: è una FIAT. Eh, già, avete letto bene. Fiat, ora FCA, cioè quelle auto che di solito un buon 50% di utenti della domenica bolla come “auto di m****” per – indovinate un po’ - PRECONCETTO. Costa, 12.500 euro (in promo).
Sì, già, ma è il modello base. Avete pensato questo, vero? Altro preconcetto! Andate a guardare cosa c’è nel modello base (non linko per non fare pubblicità). Poi ditemi voi.
Cosa ho voluto dimostrare? Semplice, che molte persone basano il proprio parere (sbagliando) tenendo conto di aspetti che non c’entrano nulla con il valore del prodotto, bensì lasciandosi influenzare da aspetti come il “sentito dire”, il retaggio colpevole di quel dato marchio [Fiat ha commesso molti errori in passato] ed esperienze personali che, spesso, sono inficiate da poca conoscenza di aspetti che reputano come “errori”, “mancanze”, “sviste”, quando magari sono evidenemente in errore.
Un esempio vi chiarirà le idee. La funzione “CORNERING” è un sistema intelligente che consente di accendere le luci del fendinebbia del lato verso cui l’auto sta girando alle basse velocità; cioè, se sterzo a destra, di notte o di giorno, il fendinebbia frontale dell’auto si accende per illuminare meglio gli angoli bassi (=corner, da cui “cornering”) della strada.
Ecco. Nel video di presentazione di questa auto – la Fiat TIPO, per la cronaca – un utente amante della auto tedesche (fanboy all’ennesima potenza), ha detto: “si vede che è una FIAT, la qualità fa pena: nel video si vede che mentre gira uno dei fendinebbia si accende e l’altro no: schifo!”.
Ora si comprende meglio il mio messaggio?
Potrei farvi mille e mille esempi, restando nel settore auto, perchè bene o male tutti avrete modo prima o poi di provare o vedere le cose di cui vi parlo. Purtroppo il mercato è saturo di persone/consumatori che sono talmente invasati da pubblicità e preconcetti, da non capire nemmeno più quale sia il proprio interesse e … di che cosa stiamo parlando. Per molti di loro è diventato anche inutile “ricontrollare” ciò che pensano, perchè “tanto è sempre la solita” o perchè “lo sanno tutti che…”.
Vi mostro l’ultimo esempio e poi procedo a concludere questo mio (vano?) discorso. Dove guarda la signora?
Già ponendo in questo modo la domanda, vi ho sviati. Perchè ho condizionato la vostra attenzione sullo sguardo della donna… e non sul fatto che questa immagine abbia un segreto.
Chissà quanti di voi avranno visto la giovane donna che ha lo sguardo puntato all’orizzonte e quanti, invece, l’anziana donna con il fazzoletto sul capo che guarda in basso. Se non riuscite a vedere una o l’altra, vi do una mano:
A sinistra la giovane donna, con un collarino al collo e lo sguardo puntato all’orizzonte. A destra l’anziana, con grosso naso e fazzoletto al collo, che guarda in basso.
Visto? Ogni realtà può essere raccontata in un modo o nell’altro. Come questa immagine. Il potere e le storture nelle notizie o nelle recensioni, stanno proprio nel potere della nostra mente di distorcere secondo il nostro preconcetto una realtà, mostrandocene un’altra. Un po’ come il coniglietto della copertina: chi dei due, dal LORO punto di vista, è il più fortunato? E dal nostro?
Conclusioni
Cosa ho voluto dire con questo articolo? Beh, anzitutto di prestare attenzione alle parole del vostro interlocutore. Pesate sempre a quello che vi viene detto, perchè ognuno racconta UNA realtà e non è detto sia quella che maggiormente risponde al vero.
Ci sono arrivate tante segnalazioni di utenti che, in vari centri commerciali, sono stati dissuasi dal comprare un Lumia perchè “non ci sono giochi e non è semplice come Android”. Certo, se si ha la fortuna di trovare l’angolino dove alcuni mettono 2 Windows Phone in croce, ovviamente (ciao Microsoft: ti ricordi che sei una multinazionale potente???).
In secondo luogo, e qui torno a rispondere all’amico #Ludwig, che altrove parlano di quello che gli pare. A proposito o a sproposito, ma sempre per “strategia”. Se quei blog “generalisti” dicono cose EVIDENTEMENTE inesatte, la motivazione può essere o una non conoscenza (errore del recensore) o un desiderio di trollare (errore etico/intellettuale), oppure … che forse la maggior parte della gente ha bisogno di sentirsi dire proprio che c’è qualcosa che non va (errore strategico) per tirare un po’ più acqua al comparto che va meglio.
Di converso, significa che gli untenti desiderano quel tipo di informazione “scoraggiante”. Mariano, che è il fan Microsoft più integralista della Terra, non ha esitato un istante a dire che il riconoscimento dell’iride non funziona (guardate il video!), nè ha tagliato il video per montarlo ad arte e mostrare solo che il suo acquisto è stato fighissimo. Domanda: c’è oggettività ed imparzialità in questo? Per me: sì. Questo porta ad avere meno utenti, perchè, come dicevo, forse la maggioranza gode solo quando può discutere di ciò che non va, per muovere critiche infarcite di preconcetti e di cattiveria gratutita un tot al kilo.
Prendete me: sono molto indispettito con Microsoft, non ho digerito il fatto di One Drive, di Windows 7.8, di Windows RT e chissà cos’altro. Eppure, non mi sognerei mai di parlare male di un prodotto Microsoft qualora meritasse, nè lo castigherei senza pietà se ravvisassi difetti. Ciò perchè scrivo per Windows Lover, e quindi mi sono imposto anche di mettere da parte le mie rimostranze personali e di raccontare ciò che vedo/provo/sento come se fossi un utente nuovo di pacca, scevro da preconcetti e da influenze esterne. Persino per le cose che “non capisco” come i selfie, pur raccontando che a me non piacciono. E SENZA usare lo strumento del pulpito per far passare il concetto stupido che i selfie sono per mentecatti. Non è vero e non sarò mai così ottenebrato da dirlo, specie perchè ciò che odio dei selfie è la moda di farli a casaccio ed il nome non italiano, non certo la cosa in sè di farsi autoscatti.
Da tutto questo si deduce che non ho una buona opinione di chi denigra facendo parallelismi che non stanno nè in cielo nè in terra, perchè sarebbe come confrontare bottiglia e bicchiere per il solo fatto che sono realizzati in vetro. D’altro canto, però, non denigro il lavoro altrui, perchè ognuno merita il destino che si prepara. Personalmente, non posso che cogliere con gioia i #Ludwig che, mi piace pensare anche grazie a noi, abbiano imparato a guardare le cose per come sono e non come QUALCUNO ha scelto di farle sembrare. A costo di restare un blog piccolo e “fazioso” (o blog di fanboy, come qualcuno nei commenti della nostra app ha avuto la brillante idea di apostrofarci).
Faziosità, la tua casa è il blog. E noi i tuoi megafoni. Amen.
Attenti ragazzi. Valutate sempre al meglio le vostre scelte e non basatevi solo e soltanto su quello che sentite dire. Persino da noi. Toccate, provate, informatevi da più fonti possibili e, se potete, andate alla ricerca di quello che non vi convince… Per verificare se è così. non per cercare sostegno ad una vostra tesi.
Non sono rari i casi in cui, anche tra i commenti, basta uno pseudo espertone per dire cose di questo tipo:
Continuum ancora e´ una feature “acerba”, in quanto sono compatibili solo le app di microsoft.
E ora, rendo l’idea? (per la cronaca, la frase riportata dice una cosa non vera. Le app compatibili con continuum non sono solo quelle MS, ma tutte quelle universal)
A cura di Windowslover.it
(non) Pararsi il culo
L’altra sera la mia fidanzata diceva cose trash su quanto fossero belle le mie tette, e il mio culo, e le mie cosce. In pubblico. A un suo amico. Io ero lì. Sentivo. E non sentivo quello che solitamente avrei sentito dentro. E non sentivo quello che sapevo avrei DOVUTO sentire. E meditavo.
Com’è successo che non mi sono sentita sminuita da una atteggiamento chiaramente machista della mia ragazza? Com’è successo che fino all’altro ieri, se un mio ragazzo avesse osato accennare una frase analoga ad un suo amico, fondamentalmente si sarebbe sognato di rivedermi? Perché se un uomo mi dice X io mi difendo e attacco, senza considerare le intenzioni, mentre se X viene da una donna le intenzioni giustificano tutto?
Quanto preconcetto c’è dentro di me? Quanto sono stata addestrata a pensare che in una relazione un uomo vorrà a un certo punto sempre e comunque sminuirmi, e lo farà soprattutto riducendomi a un bel corpicino sexy? Nessuno lo ha mai fatto con me. Nessuna esperienza traumatica. Solo figure maschili che mi hanno rispettata in ogni senso. Eppure sono così. Sono annegata nel preconcetto e non l’ho mai capito. E c’è poco da lamentarsi: finché continuerò e continueremo noi per prime a ragionare così le sovrastrutture non cambieranno mai. Ma infine, venendo al mio orticello: AIUTO. Perché il preconcetto all’incontrario, quello positivo, è più pericoloso di quello negativo. Potrò solo essere delusa, laddove il mio cervello nemmeno registra la possibilità di una delusione. Detto in parole povere: non mi sto parando il culo per la prima volta nella mia vita.