calma suprema
Pensò, fra l'altre cose, che nei suoi stati epilettici c'era una fase che precedeva quasi immediatamente l'attacco (se l'attacco lo coglieva nella veglia) e in cui, frammezzo alla tristezza, al buio dell'anima, all'oppressione, il suo cervello pareva a tratti infiammarsi e tutte le sue forze vitali si tendevano di colpo con impeto eccezionale. Il senso della vita, dell'autocoscienza si decuplicava quasi in quegli istanti, rapidi come lampi. La mente e il cuore s'illuminavano di una luce straordinaria: tutte le ansie, tutte le inquietudini, tutti i dubbi sembravano placarsi all'improvviso e risolversi in una calma suprema, piena di limpida, armoniosa gioia e speranza, piena d'intelligenza e pregna di finalità . Ma questi momenti, questi sprazzi di luce non erano che il preannuncio di quel definitivo minuto secondo (mai più di un minuto secondo) con cui s'iniziava l'attacco. E questo secondo, naturalmente, era intollerabile. da F. Dostoevskij, L'idiota












