Voi tutti sapete per esperienza, cari amici, quanto sia fallace questa pretesa libertà politica che non si basa sull’eguaglianza economica e sociale. Ad esempio, in uno Stato molto democratico, tutti gli uomini che hanno raggiunto la maggiore età e che non sono stati colpiti da una condanna per reato comune hanno il diritto e, meglio, hanno il dovere di esercitare tutti i loro diritti politici e di occupare tutte le cariche alle quali potrebbe chiamarli la fiducia dei loro concittadini. Il più abietto del popolo, l’uomo il più povero, il più ignorante, può e deve anzi esercitare tutti questi diritti e occupare tutte queste cariche: possiamo immaginare una eguaglianza più estesa di questa? Sì, perché egli deve e può solo legalmente; ma in realtà ciò gli è impossibile. Il suo, per l’uomo che appartiene alle masse popolari, è solo un potere facoltativo, che non potrà mai diventare per lui una realtà senza una trasformazione radicale delle basi economiche della società - e diciamola la parola - senza la Rivoluzione sociale. Quindi tutti questi diritti esercitati dal popolo non sono infine che vana finzione.
Michail Bakunin, La Comune, trad. it. di Luigi Fabbri, Ortica Editrice, 2026