Semplicemente scogli
Quelli che noi chiamiamo scogli, sono in realta` rocce millenarie, per lo piu` sedimentarie (cioe` formate dalla deposizione di sedimento da parte di fiumi, vento, mare o per deposizione di resti di organismi viventi), erose e modellate dagli stessi agenti che ne hanno causato la deposizione e la formazione, sommerse e riemerse piu` volte dal mare e giunte fino a noi sotto forma per l’appunto di “scogli”.
Ovviamente tra gli agenti di erosione delle rocce, c’e` purtroppo l’azione dell’essere umano, ma qui si da meno risalto a quest’ultimo aspetto, non perche` non sia importante o non abbia un impatto forte sull’evoluzione del litorale, ma perche` l’essere umano e` l’ultimo arrivato sulla terra, mentre la vita delle rocce e degli organismi fa il suo corso da prima della sua comparsa e continuera` sicuramente a farlo anche in futuro nonostante tutto.
Nelle foto ci troviamo sulla scogliera presente tra le spiagge di Glystra e Trianta, sul versante sud orientale dell’isola di Rodi, in Grecia (luogo per l’appunto colonizzato e percio` in parte modificato dalla costruzione di megastrutture turistiche).
Qui le rocce prevalenti sono di origine calcarea e marnosa, rocce derivate dalla deposizione di gusci di carbonato di calcio di organismi marini (le prime), e da precipitazione di sedimenti argillosi, (e in parte anche di componenti organogeni) le seconde. Queste rocce si sarebbero formate nel periodo dell’orogenesi alpina, ovvero, quando si sono formate la maggior parte delle catene montuose europee e la catena Hymalayana, tra Mesozoico e Cenozoico, all’incirca tra 200 e 50 milioni di anni fa.
Questi litotipi particolarmente erodibili sono stati poi scavate dai fiumi (in questa zona per lo piu` corsi d’acqua a carattere torrentizio) e ricoperti da rocce clastiche, (cioe` formate per trasporto e deposizione di sedimento da parte dei fiumi o altri agenti). Questa doppia azione di erosione/deposizione, insieme a frane e all’azione modellante del vento ha dato origine alle basse scogliere attualmente affioranti dal mare e alle estese spiagge di ciottoli e/o sabbia.
Gli scogli in mare non sono infatti altro che la continuazione delle rocce terrestri che sono state piu` volte sommerse nel corso dei millenni.
Gli eventi di sommersione/emersione, dovuti probabilmente a sollevamenti successivi della parte sud orientale dell’isola, sono testimoniati dai solchi di battente che a sud Rodi sono ben visibili sulle rocce. Se ne sono trovati alcuni a circa 5 m sopra il livello del mare attuale, risalenti a prima dell’Olocene (ultimo periodo di storia della terra iniziato circa 11700 anni fa).
Oggi, vediamo questi scogli colonizzati da organismi di ogni tipo. Laddove le rocce affiorano o sono appena sommerse dalla superficie del mare, ovvero tra il piano infralitorale e mesolitorale, dove percio` la luce del sole e` molto intensa e quindi permette la fotosintesi, possiamo notare una forte presenza di alghe, verdi, rosse e brune, cosi` come anche di organismi animali sessili (cioe` attaccati al fondo marino) come gli anemoni di mare (che nonostante la loro somiglianza con gli organismi vegetali, sono in realta` da considerarsi animali), echinodermi, ad esempio stelle marine o ricci di mare che si nutrono di alghe e si possono vedere sulle pareti piu` verticali e spoglie, che loro stessi hanno ripulito dalle alghe. Inoltre, laddove le rocce sono periodicamente sommerse dall’acqua, in base alle onde e alle maree), troviamo molluschi e crostacei.
Dei piccoli “dentini” bianchi, detti per l’appunto denti di cane (sono i balani, anch’essi sessili ma appartenenti al mondo dei crostacei) ci indicano il limite tra il piano infralitorale (perennemente sommerso) e quello mesolitorale (emersa o sommersa a seconda della marea e/o delle onde, specialmente nel caso delle coste mediterranee dove la marea non e` particolarmente significativa).
La presenza di alghe costituisce cibo per molte specie di pesci nel piano infralitorale, per questo le zone vicino alle coste sono spesso ricche di fauna ittica.
Se invece usciamo definitivamente dall’acqua, e ci avviamo verso l’entroterra, nel piano circalitorale, troviamo i primi segni di vegetazione terrestre per imbatterci poi nella tipica macchia mediterranea.
La presenza di questi organismi, potrebbe trasformare ulteriormente queste rocce. Come abbiamo visto, infatti, i resti carbonatici di animali e piante possono formare ulteriori strati di roccia e nel tempo, la differenza tra organismi viventi e roccia non vivente tende a sparire.
Fonti:
Tesi di laurea Caratterizzazione geologica e geomorfologica dell’isola di Rodi, Fedra Mincio (professori Francesco Latino Chiocci e Lina Davoli)
Slide professore di Ecologia marina Domenico Ardizzone
WikipediaÂ
Foto di Il filo del cambio
Le date sulle foto (messe in automatico dalla macchina fotografica) non corrispondono al periodo in cui sono state scattate. Infatti, lo scatto e` avvenuto nell’estate del 2017 in pieno giorno.










