Saeppola, amaranto, verbasco
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Saeppola, amaranto, verbasco

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El Cementerio de los osos en la cueva de Bà sura fechado entre 50.000 y 24.000 años atrás.
The Bear Cemetery in the BĂ sura cave dated between 50,000 and 24,000 years ago.
Huella de Homo sapiens dentro de la cueva de Bà sura que data de hace unos 12000 años.
Footprint of Homo sapiens inside the BĂ sura cave dating from around 12,000 years ago.
LAS CUEVAS DE TOIRANO
(Español / English)
El complejo turĂstico de las cuevas de Toirano (en la provincia de Savona, Italia) está abierto al pĂşblico desde 1953 y comprende la cueva de BĂ sura y la cueva de Santa LucĂa Inferior. La conexiĂłn de ambas a travĂ©s de un tĂşnel artificial permitiĂł la ampliaciĂłn del recorrido turĂstico y la organizaciĂłn de un sendero unidireccional de unos 1300 metros a travĂ©s de las dos cuevas. La cueva de BĂ sura es conocida internacionalmente por los importantes testimonios humanos y animales que contiene; en su interior existe un importante yacimiento de huesos de Ursus spelaeus e innumerables vestigios de la entrada del Homo sapiens hace unos 12000 años. La coexistencia de hallazgos de huesos prehistĂłricos humanos y de oso de las cavernas, junto con la presencia de niveles musterienses descubiertos en la cercana cueva de ColĂłn, llevĂł a los primeros estudiosos a atribuir las huellas humanas y las señales de carbĂłn vegetal al hombre de Neandertal, insertando completamente la cueva de BĂ sura en el musteriense alpino europeo. Esta teorĂa fue revisada en 1972, cuando fue posible datar los carbones extraĂdos del suelo de la cueva, que dieron una edad aproximada de 14.000 años incompatible con la presencia del hombre de Neandertal. Por tanto, fue necesario revisar los estudios anteriores y las huellas humanas, asĂ como las demás manifestaciones humanas, se atribuyeron definitivamente al Homo sapiens del PaleolĂtico Superior. Los resultados surgidos de la nueva investigaciĂłn multidisciplinar incluyen nuevas dataciones por radiocarbono de huesos de oso y carbĂłn vegetal, asĂ como los primeros resultados de los análisis geolĂłgicos y arqueobotánicos de los depĂłsitos faunĂsticos del Pleistoceno y los datos de la primera campaña de relieve y prospecciĂłn articulada que abarca un intervalo cronolĂłgico muy extenso y que caracteriza a la Grotta di BĂ sura como uno de los yacimientos más interesantes del PaleolĂtico italiano como archivo para la reconstrucciĂłn de los cambios climáticos entre el Pleistoceno superior y el Holoceno.
THE CAVES OF TOIRANO
The tourist complex of the Toirano caves (in the province of Savona, Italy) has been open to the public since 1953, comprising the BĂ sura cave and the Santa LucĂa Inferior cave. The connection of the two through an artificial tunnel allowed the extension of the tourist route and the organisation of a one-way path of about 1300 metres through the two caves. The BĂ sura cave is well known internationally for the important human and animal testimonies it contains; inside the cave there is an important deposit of Ursus spelaeus bones and countless traces of the entrance of Homo sapiens some 12000 years ago. The coexistence of finds of prehistoric human and cave bear bones, together with the presence of Mousterian levels discovered in the nearby ColĂłn cave, led early scholars to attribute the human footprints and charcoal signs to Neanderthal man, completely inserting the BĂ sura cave into the European Alpine Mousterian. This theory was revised in 1972 when it was possible to date the charcoals taken from the floor of the cave, which gave an age of approximately 14,000 years incompatible with the presence of Neanderthal man. It was therefore necessary to revise the previous studies and the human footprints, as well as the other human manifestations, were definitively attributed to Upper Palaeolithic Homo sapiens. The results emerging from the new multidisciplinary research include new radiocarbon dating on bear bones and charcoal, as well as the first results of the geological and archaeobotanical analyses of the Pleistocene faunal deposits and the data from the first relief and survey campaign of the human footprints. All these results contribute to focus the palaeo environmental evolution of the site and the different phases of its frequentation, outlining the contours of an articulated history that covers a very extensive chronological interval and that characterises the Grotta di BĂ sura as one of the most interesting sites in the Italian Palaeolithic area as an archive for the reconstruction of climatic changes between the Upper Pleistocene and Holocene.
CREDITO: Di MartaZnn - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=69362646
MONUMENTALI STRUTTURE PREISTORICHE IDENTIFICATE NEL DESERTO ARABICO
MONUMENTALI STRUTTURE PREISTORICHE IDENTIFICATE NEL DESERTOÂ ARABICO
Gli archeologi della School of Archaeology dell’Università di Oxford hanno utilizzato le immagini satellitari per identificare e mappare oltre 350 monumentali strutture di caccia conosciute come “aquiloni del deserto” nell’Arabia Saudita settentrionale e nell’Iraq meridionale, la maggior parte delle quali non era mai stata documentata in questa zona. Guidato da Michael Fradley, un team di…
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Semplicemente scogli
Quelli che noi chiamiamo scogli, sono in realta` rocce millenarie, per lo piu` sedimentarie (cioe` formate dalla deposizione di sedimento da parte di fiumi, vento, mare o per deposizione di resti di organismi viventi), erose e modellate dagli stessi agenti che ne hanno causato la deposizione e la formazione, sommerse e riemerse piu` volte dal mare e giunte fino a noi sotto forma per l’appunto di “scogli”.
Ovviamente tra gli agenti di erosione delle rocce, c’e` purtroppo l’azione dell’essere umano, ma qui si da meno risalto a quest’ultimo aspetto, non perche` non sia importante o non abbia un impatto forte sull’evoluzione del litorale, ma perche` l’essere umano e` l’ultimo arrivato sulla terra, mentre la vita delle rocce e degli organismi fa il suo corso da prima della sua comparsa e continuera` sicuramente a farlo anche in futuro nonostante tutto.
Nelle foto ci troviamo sulla scogliera presente tra le spiagge di Glystra e Trianta, sul versante sud orientale dell’isola di Rodi, in Grecia (luogo per l’appunto colonizzato e percio` in parte modificato dalla costruzione di megastrutture turistiche).
Qui le rocce prevalenti sono di origine calcarea e marnosa, rocce derivate dalla deposizione di gusci di carbonato di calcio di organismi marini (le prime), e da precipitazione di sedimenti argillosi, (e in parte anche di componenti organogeni) le seconde. Queste rocce si sarebbero formate nel periodo dell’orogenesi alpina, ovvero, quando si sono formate la maggior parte delle catene montuose europee e la catena Hymalayana, tra Mesozoico e Cenozoico, all’incirca tra 200 e 50 milioni di anni fa.
Questi litotipi particolarmente erodibili sono stati poi scavate dai fiumi (in questa zona per lo piu` corsi d’acqua a carattere torrentizio) e ricoperti da rocce clastiche, (cioe` formate per trasporto e deposizione di sedimento da parte dei fiumi o altri agenti). Questa doppia azione di erosione/deposizione, insieme a frane e all’azione modellante del vento ha dato origine alle basse scogliere attualmente affioranti dal mare e alle estese spiagge di ciottoli e/o sabbia.
Gli scogli in mare non sono infatti altro che la continuazione delle rocce terrestri che sono state piu` volte sommerse nel corso dei millenni.
Gli eventi di sommersione/emersione, dovuti probabilmente a sollevamenti successivi della parte sud orientale dell’isola, sono testimoniati dai solchi di battente che a sud Rodi sono ben visibili sulle rocce. Se ne sono trovati alcuni a circa 5 m sopra il livello del mare attuale, risalenti a prima dell’Olocene (ultimo periodo di storia della terra iniziato circa 11700 anni fa).
Oggi, vediamo questi scogli colonizzati da organismi di ogni tipo. Laddove le rocce affiorano o sono appena sommerse dalla superficie del mare, ovvero tra il piano infralitorale e mesolitorale, dove percio` la luce del sole e` molto intensa e quindi permette la fotosintesi, possiamo notare una forte presenza di alghe, verdi, rosse e brune, cosi` come anche di organismi animali sessili (cioe` attaccati al fondo marino) come gli anemoni di mare (che nonostante la loro somiglianza con gli organismi vegetali, sono in realta` da considerarsi animali), echinodermi, ad esempio stelle marine o ricci di mare che si nutrono di alghe e si possono vedere sulle pareti piu` verticali e spoglie, che loro stessi hanno ripulito dalle alghe. Inoltre, laddove le rocce sono periodicamente sommerse dall’acqua, in base alle onde e alle maree), troviamo molluschi e crostacei.
Dei piccoli “dentini” bianchi, detti per l’appunto denti di cane (sono i balani, anch’essi sessili ma appartenenti al mondo dei crostacei) ci indicano il limite tra il piano infralitorale (perennemente sommerso) e quello mesolitorale (emersa o sommersa a seconda della marea e/o delle onde, specialmente nel caso delle coste mediterranee dove la marea non e` particolarmente significativa).
La presenza di alghe costituisce cibo per molte specie di pesci nel piano infralitorale, per questo le zone vicino alle coste sono spesso ricche di fauna ittica.
Se invece usciamo definitivamente dall’acqua, e ci avviamo verso l’entroterra, nel piano circalitorale, troviamo i primi segni di vegetazione terrestre per imbatterci poi nella tipica macchia mediterranea.
La presenza di questi organismi, potrebbe trasformare ulteriormente queste rocce. Come abbiamo visto, infatti, i resti carbonatici di animali e piante possono formare ulteriori strati di roccia e nel tempo, la differenza tra organismi viventi e roccia non vivente tende a sparire.
Fonti:
Tesi di laurea Caratterizzazione geologica e geomorfologica dell’isola di Rodi, Fedra Mincio (professori Francesco Latino Chiocci e Lina Davoli)
Slide professore di Ecologia marina Domenico Ardizzone
WikipediaÂ
Foto di Il filo del cambio
Le date sulle foto (messe in automatico dalla macchina fotografica) non corrispondono al periodo in cui sono state scattate. Infatti, lo scatto e` avvenuto nell’estate del 2017 in pieno giorno.