OTTOLENGHI: I nostri generali sembra che ci siano stati mandati dal nemico, per distruggerci.
UN GRUPPO DI SOTTOTENENTI: È vero.
COMANDANTE DELLA 11ª: È purtroppo cosí.
OTTOLENGHI: E attorno a loro, una banda di speculatori, protetti da Roma, fa i suoi affari sulla nostra vita. Lo avete visto l’altro giorno con le scarpe distribuite al battaglione. Che belle scarpe! Sulle suole, con bei caratteri tricolori, c’era scritto «Viva l’Italia». Dopo un giorno di fango, abbiamo scoperto che le suole erano di cartone verniciato color cuoio.
UN GRUPPO DI SOTTOTENENTI: Questo è vero.
COMANDANTE DELLA 12ª: Disgraziatamente è cosí.
OTTOLENGHI: Le scarpe non sono che un’inezia. Ma il terribile è che hanno verniciato la stessa nostra vita, vi hanno stampigliato sopra il nome della patria e ci conducono al massacro come delle pecore.
Emilio Lussu, Un anno sull'Altipiano, Torino, Einaudi (collana ET Scrittori), 2007; p. 182.
Nota: Le memorie della Grande Guerra furono scritte da Lussu durante l’esilio in Isvizzera negli anni 1936-37, cedendo agli inviti di Gaetano Salvemini che sin dal 1921 lo esortava a scrivere «il libro», come diceva nelle sue lettere. La prima edizione, in lingua italiana, uscì nel 1938 a Parigi per le Edizioni Italiane di Cultura, quindi il testo fu pubblicato in Italia dall’Einaudi dopo la Liberazione nel 1945.