Recensione “Il Richiamo del Cuculo” di Robert Galbraith aka J.K. Rowling (no spoiler)
Nonostante Il Richiamo del Cuculo sia stato pubblicato ben 2 anni fa, solo poco fa ho deciso di leggerlo, devo dire non troppo fiduciosamente perché lo avevo iniziato e abbandonato neanche a metà non appena uscito.
La storia è piuttosto classica: il protagonista, Cormoran Strike, un veterano dell’Afghanistan, deve risolvere l’omicidio di una nota celebrità, che tutti credono suicida ma che di fatto così non è. L’unico che non crede alla morte della ragazza è il fratello, che decide di rivolgersi a Strike perché indaghi sulla sua morte.
Il romanzo, uscito per tre mesi in incognito, non aveva venduto particolarmente, rivelandosi così un flop, forse giustamente. Nonostante la trama sia avvincente e interessante, il libro si rivela molto noioso e lento, soprattutto a causa delle innumerevole pagine sprecate nelle descrizioni e della mancanza totale di colpi di scena. Gli indizi relativi alla morte sono gli stessi più o meno fino a metà del libro, rendendolo incredibilmente ripetitivo e lento. Tuttavia una delle cose a rendere il libro scorrevole nella lettura è proprio lo stile della Rowling, che qui si cimenta provando a prendere in mano una penna maschile. Le descrizioni, anche se per lo più inutili, sono estremamente dettagliate e riescono ad evocare l’immagine nel lettore; in particolare le descrizioni di una Londra autunnale fanno amare la città a chi la conosce, e venire voglia di visitarla a chi non vi è mai stato. Inoltre i personaggi sono delineati impeccabilmente, sia fisicamente che psicologicamente, in particolare del protagonista vengono analizzate le origini e gli eventi della vita che lo hanno portato ad essere quel che è, fino a portarlo in vita.
Uno dei punti che più ho apprezzato di questo romanzo è stata l’ambientazione nel mondo delle celebrità. Viene evidenziata la verità che si cela dietro ipotetici rapper, produttori, modelle le cui vite sembrano perfette e delle cui storie leggiamo sui giornali scandalistici, ma che in realtà sono all’insegna della droga e del marciume. La vittima, tale modella Lula Landry, viene riportata in vita grazie alle descrizioni degli amici e famigliari, che in verità sono solo abbagliati e affascinati dall’aura di splendore e bellezza che la ragazza emana, senza riuscire ad andare oltre per avere un contatto profondo con lei.
Il finale è un’altra parte che mi ha fatto apprezzare il libro, come solito dei gialli tutta la faccenda viene spiegata nelle ultime pagine con un crescendo di tensione e di colpi di scena, e un finale totalmente inaspettato.
In conclusione il mio voto per il libro è 7/10. Devo dire che ho delineato molti più aspetti positivi che negativi, ma comunque non sento il libro come un successo, soprattutto considerati i precedenti lavori della Rowling.