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Illuminismo e Legge dello sviluppo spirituale
Nel XVIII secolo, in tutta Europa, un nutrito gruppo di Iniziati (Newton, Rousseau, Kant, Locke, Bayle, Montesquieu, etc) si incaricò di "illuminare le menti" di tutti i loro concittadini, e di farlo attraverso la ragione e la scienza: da loro, questo periodo storico prende il nome di Illuminismo.
Il potere della loro Idea si è manifestato pienamente a due secoli di distanza: nel XX secolo la scienza diventa la nuova religione. Ad essa si accompagna un atteggiamento estremamente razionale fondato sul metodo scientifico. La ragione così definita viene svuotata completamente da ogni accezione spirituale: ne deriva che qualunque tipo di conoscenza si possa raggiungere per mezzi non adeguatamente definibili dal cosiddetto metodo scientifico è da considerarsi, non essendo dimostrabile "scientificamente", invalido - in altre parole: è una non-verità.
Ciò ci rattrista alquanto, poiché sappiamo tutti che da quando abbiamo notizie dell'esistenza dell'uomo su questo pianeta abbiamo anche testimonianze giunteci dalla sua mente spirituale. Appare tristemente lampante che solo negli ultimi 1000 anni (e in modo particolare negli ultimi 100, e ancora di più negli ultimi 10) l'umanità ha per così dire abdicato al suo diritto di possedere una spiritualità. La conseguenza che ne è derivata, e di cui pochi sono a conoscenza, è che così facendo essa ha rinunciato anche a possedere un'identità, sia a livello di nazioni che a livello di gruppi ed individui.
La domanda è: come invertire questo trend negativo? Come riportare la scienza spirituale al suo zenith, dopo aver mestamente assistito in silenzio al suo nadir?
Gli Iniziati Illuministi anticiparono di due secoli il cammino dei propri fratelli minori e dei propri figli. Ma se riuscirono nell'impresa, fu proprio perché essi stessi con il potere di determinate idee (teorie, argomentazioni, opere, dizionari, etc) gettarono le basi per una nuova forma di pensiero, che da quel momento in poi sarebbe stata usata su scale sempre più vaste per analizzare e definire la Realtà. Essi dunque si posero al di sopra degli influssi negativi, e creando nuove e rivoluzionarie idee crearono la Storia. Con il potere delle loro idee, essi influenzarono l'Anima Collettiva dell'Umanità, la Matrice della Mente Umana di ogni periodo a seguire.
Dunque, una rifondazione della scienza dello spirito è possibile solo attraverso l'emanazione di idee dotate di due caratteristiche, verità eterna e potere, a cui dobbiamo aggiungere una terza: l'attualità. Come dice Anagarika Govinda nei suoi "Fondamenti del Misticismo Tibetano":
Le verità non possono essere "trasportate nel tempo", devono essere continuamente riscoperte, riformate e trasformate se si vuole che conservino il loro significato, il loro valore di vita e il loro nutrimento spirituale. E' la legge dello sviluppo spirituale da cui deriva la necessità di sperimentare le stesse verità in ogni nuova forma, e di valorizzare e propagare non tanto i risultati quanto i metodi con cui otteniamo la conoscenza e sperimentiamo la Realtà.
Se questo processo di sviluppo spirituale si ripete e viene sperimentato in ciascun individuo, ciò significa non solo che costui diverrà il collegamento tra il passato e il presente, ma anche che il passato verrà rivitalizzato e ringiovanito nell'esperienza presente, trasformandosi nel germe creativo del futuro. In questo modo la storia si rimodella nella vita presente, divenendo parte del nostro essere e non soltanto un oggetto di apprendimento o di venerazione che, separato dalle sue origini e condizioni organiche di sviluppo, perderebbe il proprio valore essenziale.
E' dunque questo il nostro compito nel presente: innanzitutto riscoprire la verità, prima pietra necessaria alla ri-costruzione del tempio. In seguito, essa dovrà essere espressa in una forma nuova, adatta alla nostra epoca ma fedele alla sua espressione eterna: la verità riscoperta dovrà essere riformata e trasformata. Govinda ci suggerisce anche la differenza tra la scienza della mente e la scienza dello spirito: mentre la prima è ossessionata dal risultato, la seconda esalta il metodo. In altre parole: non conta tanto la meta quanto l'esperienza del viaggio.
Solo così potremo diventare il collegamento tra il passato e il presente, tramite la rivitalizzazione del passato, ovvero della sapienza antica. Di essa noi siamo chiamati a raccoglierne i pezzi sparsi per tutto l'universo, così come ad Iside spettò la ricerca delle membra del suo sposo Osiride.
Anche noi, qui ed in questo momento, siamo chiamati a generare un nuovo Horus.