Il regista Simone Manetti ha realizzato su questa tragedia un documentario prodotto da Mario Mazzarotto per Ganesh e da Fandango, Tutto il male del mondo – quello che sua madre aveva raccontato di aver visto sul volto del figlio, all’obitorio del Cairo, quando una suora scostò un lenzuolo bianco per permetterle di riconoscere quel ragazzo sequestrato, torturato e ucciso dal regime di Al Sisi. Questo documentario è stato escluso dai finanziamenti del ministero della Cultura per le opere cinematografiche. E questo nonostante non sia un progetto sulla carta. È un’opera già realizzata, uscita nelle sale, anche con un buon successo di pubblico, premiata con il Nastro d’Argento per la legalità, e destinata a una diffusione ancora più ampia. Cosa lega il dramma dei Regeni alle fettuccine di Alfredo alla Scrofa? Il fatto che il ministero guidato da un tale che si veste da militare delle SS per omaggiare in posa mussoliniana una statua di Cristoforo Colombo (si, Alessandro Giuli), il MIC, ha negato ogni finanziamento al documentario su Giulio Regeni, ma ha finanziato un documentario su Alfredo alla Scrofa! Oltre ad uno sul ristorante “Anema e core” di Capri e uno su Gigi D’Alessio. La nuova egemonia culturale delle fettuccine












