Coronavirus, le ultime 10 scoperte: raggi Uv, trasmissione aerea, immunità. Con sforzi straordinari e senza precedenti gli scienziati di tutto il mondo hanno messo in campo tutte le loro conoscenze per studiare il nuovo patogeno. Ecco le scoperte più recenti
Trasmissione del coronavirus per via aerea
L’Organizzazione mondiale della sanità dopo la lettera di 239 scienziati di 32 Paesi pubblicata su Clinical Infectious Diseases ha ammesso che il rischio di trasmissione aerea del virus esiste e può rappresentare un problema soprattutto in luoghi chiusi e affollati. Possono dunque trasmettere il coronavirus non solo le goccioline grandi (droplet, diametro superiore ai 10 micron) su cui agisce in modo importante la gravità portandole al suolo in pochi secondi, ma anche le goccioline più piccole (aerosol) che rimangono in sospensione nell’aria per tempi molto più lunghi. Si può fare qualcosa per rendere sicuri i luoghi più critici come gli ambienti chiusi e di dimensioni ridotte? Il rischio zero non esiste, ma la ventilazione e la cura della qualità dell’aria giocano un ruolo fondamentale nella gestione del rischio. Importante anche ridurre l’emissione (parlando magari a bassa voce), l’uso costante delle mascherine (meglio con filtro) in ambiente chiuso e il distanziamento sociale.
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Geloni: tutto quello che devi sapere per evitarli L’arrivo dell’inverno influisce non solo sul tempo, ma anche sul funzionamento del corpo. Le basse temperature…
ARRIVA IL FREDDO: PREVENIRE I GELONI DI MANI E PIEDI CON LA RIFLESSOLOGIA CINESE
L’eritema pernio o gelone è un problema molto diffuso in questa stagione invernale specialmente in persone particolarmente sensibili al freddo.
I soggetti più colpiti sono le donne che normalmente hanno le estremità fredde e che in inverno diventano anche dolenti a causa della bassa temperatura esterna.
L’esposizione al freddo intenso accompagnata da una particolare umidità della pelle delle mani e dei piedi, può danneggiare i capillari, quindi i vasi sanguigni più piccoli, causando la formazione di bolle rosse e infiammate. In realtà, in alcuni soggetti, possono venire coinvolti anche orecchie e naso.
I primi sintomi che si avvertono sono una sensazione di bruciore e di prurito nelle zone suddette, che possono sfociare in eruzioni cutanee. L’infiammazione della pelle che ne deriva può avere origine da problemi circolatori periferici o in molti casi da un cattivo funzionamento del sistema nervoso neurovegetativo.
Accorgimenti e consigli di prevenzione tradizionale
Le formule di base da usare sono quelle che scaldano e rinvigoriscono il sangue e favoriscono la circolazione, visto che è il freddo a causare il congelamento e la Stasi, portando ad una perdita di sensibilità.
Bisogna indossare indumenti caldi, che riparino dall’umidità e dal vento. Guanti e calzini non dovrebbero essere mai umidi. Inoltre è importante indossare delle calzature che non impediscano la circolazione: quindi calzature comode e soprattutto che non trattengano l’umidità, lasciando traspirare adeguatamente il piede.
Mantenere il capo caldo e coperto è anche molto importante poiché il 30 % di perdita di calore avviene dalla testa.
Inoltre:
Non toccare acqua molto fredda o, al contrario, acqua molto calda con mani e piedi “congelati” dal freddo ed evitare di restare a lungo con le estremità bagnate.
Evitare di fumare perché il fumo restringe i piccoli vasi sanguigni periferici.
Mangiare alimenti che migliorano la circolazione periferica come verdure ricche di betacarotene frutta ricca di flavonoidi, vitamina E e C; frutta che contiene antinfiammatori naturali , ad esempio la bromelina di cui è ricca l’ananas.
Non mancano poi piante officinali a cui ricorrere come la centella asiatica che, normalmente viene usata per le gambe in caso di problemi circolatori, ed è ottima anche nella cura dei geloni. Una tisana a base di equiseto potrebbe essere utile per attenuare i geloni provocati da problemi di circolazione. Creme o gel a base di aloe da applicare sulle zone interessate. Chiedete sempre al vostro erborista di fiducia maggiori informazioni in proposito.
Uno dei classici rimedi della nonna invece consiste in un bel pediluvio in acqua tiepida, in cui sono state fatte bollire delle foglie di salvia, ne bastano 6 o 7 per ogni litro d’acqua, una volta al giorno.
Non meno trascurabile è l’esercizio fisico che aiuterà il corpo a rimettere in moto la circolazione e scaldare le zone periferiche.
Prevenzione con la Riflessologia
Prima di arrivare ad avere i primi sintomi di questo fastidioso e a volte persistente disturbo, sarebbe utile prevenirne la comparsa con dei trattamenti di Riflessologia Cinese che spesso si avvale dell’uso della Moxa.
La Moxa è un’antica terapia cinese che si basa sull’applicazione del calore su alcuni punti di agopuntura ma che in Occidente è ancora poco conosciuta. L’applicazione del calore, attraverso l’uso di un bastoncino di artemisia su una zona circoscritta e localizzata, rafforza le sue proprietà terapeutiche tanto più se si combina con l’effetto riflessoterapico proprio della Riflessologia Plantare Cinese che si avvale degli stessi principi dell’agopuntura: sfruttando cioè le terminazioni nervose della pelle a scopo terapeutico con tecniche fondate sul massaggio e sulla pressione di specifici punti.
Secondo la Medicina Tradizionale Cinese questo disturbo è dovuto a un’alterazione funzionale del Sistema Immunitario e del Sistema Circolatorio. Lo scopo della terapia è ripristinare il corretto funzionamento della circolazione e innalzare le difese dell’organismo trattando i punti corrispondenti ai vari sistemi e organi.
Ma in Medicina Cinese non è da trascurare anche l’aspetto psichico della persona: l'emotività è un termine generico che in Medicina Tradizionale Cinese ha un ruolo molto importante nella genesi di alcune patologie della pelle e spesso i soggetti affetti da problemi di pelle sono persone particolarmente emotive. Non è da trascurare ad esempio il fatto che i geloni si presentano quando il tempo è freddo, e ciò può essere correlato, considerando l’aspetto psichico oltre che somatico, anche ad una mancanza di coinvolgimento che provoca sofferenza mentale. E guarda caso i geloni si manifestano proprio sui punti riflessi che corrispondono alla testa e cioè le dita: le dita, in riflessologia, corrispondono agli organi di senso che si trovano, appunto, sulla testa. Analogamente i geloni esprimono una certa resistenza dell’individuo all’uso completo dei propri organi di senso, oppure un rifiuto di guardare quello che sta succedendo nel presente.
La Riflessologia Cinese quindi non è un semplice massaggio del piede. Come si è visto anche solo in questi brevi cenni, la filosofia del trattamento riflessologico cinese prende in considerazione la persona nella sua globalità: fisica, energetica e psichica, e non si occupa solo dei sintomi.
Importante sempre è affidarsi a riflessologi esperti.
Articolo a cura della dott.ssa Francesca Fischetto
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Geloni alle mani: cura e rimedi
Geloni: prevenzione e cura
Con le rigide temperature invernali il rischio di geloni è sempre dietro l’angolo, ma se presi in tempo possono essere curati con alcuni semplici rimedi. Con il termine “geloni” si indica il congelamento di alcune parti del nostro corpo, in particolare le zone più piccole e maggiormente esposte al freddo, come le dita delle mani e dei piedi.
La causa principale è infatti da ricondurre all’esposizione prolungata al freddo, ma possono essere provocati anche dal contatto con materiali gelidi come il ghiaccio o il metallo.
Indossare abiti adatti alle temperature rigide, coprire accuratamente le parti maggiormente soggette ai geloni, evitare di stare all’aria aperta per troppo tempo: sono alcune semplici azioni che possono evitare la comparsa di tale disturbo.
Se la pelle si presenta arrossata e intorpidita e avvertite una leggera sensazione di dolore e prurito, vuol dire che il congelamento è già iniziato. Più aumenta il tempo trascorso al freddo, più il congelamento peggiorerà: la pelle, da arrossata, diventerà bianca e al suo interno potrebbero formarsi dei cristalli di ghiaccio, pian piano perderà sensibilità e il freddo arriverà a coinvolgere muscoli e articolazioni, che potrebbero non rispondere più agli stimoli.
Per questo motivo è importante intervenire quando il congelamento è ancora nelle fasi iniziali, così facendo si eviteranno danni permanenti.
La pelle deve essere riscaldata gradualmente: se siete all’aperto, cercate di scaldare le mani in qualsiasi modo, ad esempio mettendole sotto le ascelle; se invece siete in casa, immergetele nell’acqua tiepida e coprite il resto del corpo con una coperta. Evitate il calore diretto, come quello emanato da una stufa, dal camino o dall’acqua calda, perché potrete procurarvi scottature.
Se la pelle si arrossa e avvertite una sensazione di puntura e bruciore, significa che la circolazione sta riprendendo, se l’intorpidimento e il dolore continuano, è meglio rivolgersi a un medico.
Contro i geloni esistono svariati rimedi della nonna. La tradizione ci insegna che le rape, la cipolla e le patate possono rivelarsi molto utili in questi casi: non dovrete far altro che strofinare delicatamente qualche fettina sulle zone interessate.
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