Risvegliato da sonni inquieti in forma di tortani, lasagne, pastiere e uova di cioccolato, mi sono rivisto davanti agli occhi questo quadro dell'immenso Velázquez che avevo ammirato nella National Gallery di Edimburgo più di 30 anni fa. Ricordo che tra le tante cose mi incuriosì la forma quasi quadrata della tela (ho verificato stamattina che è poco più di un metro per poco meno di un metro e 20), una proporzione che oggi sarebbe molto adeguata alle "classiche" dimensioni Instagram, ma che allora doveva essere piuttosto inconsueta. Le figure e gli oggetti appaiono dal buio e prendono un incarnato giallino (tipo Simpsons), come se fossero state colpite dalla luce di un flash che pare preso in prestito da Caravaggio, da Derek Jarman, da Greenaway, da Robert Mapplethorpe o da Martone (non fossalizzatevi sulle cronologie, ci sono artisti che guardano oltre e trascendono il loro tempo).
Ma quello che colpisce di più è lo sguardo della vecchia friggitrice di uova, uno sguardo che sembra andare oltre il ragazzino, oltre il buio che li avvolge e molto al di là della tela e del tempo (appunto!).




















