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Palco Improvvisato
A Marzano è sempre mancata la musica dal vivo. O meglio: liscio tantissimo, anche con orchestre di un certo calibro, soprattutto a metà degli anni 80, momento di massimo splendore del paese. Poi, negli anni 90, si sono alternate orchestre minori, spesso composte da ragazzetti che accompagnavano una cantante scosciata e un po' forte di fianchi. L'unico gruppo che si è scostato dal canone dell'orchestra di liscio, ovvero musicisti dai pantaloni bianchi, giacca colorata e una faccia da barista da night, è stato una specie di duo amatoriale chiamato "Il Gatto e la Volpe". Credo che il loro vero mestiere fosse quello di commercianti di componenti elettronici. Chiamati a suonare addirittura ben due anni di fila, cercavano di fare anche qualche pezzo di musica leggera, però la gente del paese scrollava la testa e ballava solo la mazurka e roba simile. L'unica deroga ammessa era "Il ballo del qua qua" per i più piccoli.
Comunque, un paio di occasioni degne di essere ricordate ci sono state. La prima è quando l'orchestra di Sandro Rovatti suonò sul campo di bocce (trasformato in pista da ballo per l'occasione) accompagnata da una certa Dana Gipsy. Avevo circa nove o dieci anni, però ricordo benissimo la cantante. Bella ragazza, ma soprattutto dotata di una voce potente e devastante. Credo che abbia anche tentato la carriera come cantante solista senza però avere fortuna.
L'altra serata che mi è rimasta impressa è quando suonarono i Trilli. Avevo circa dodici anni. In realtà non era proprio il duo originale, ma una specie di incarnazione allargata. C'era una certa agitazione in paese e già dal primo pomeriggio, qualche macchina arrivava da Torriglia e anche da Genova. Ma verso le sei di sera, scoppiò un temporale con pioggia torrenziale allagando il palcoscenico e la pista da ballo. Allora gli organizzatori (ovvero, un gruppetto di persone che cercava di animare il periodi di villeggiatura estiva) cercò una soluzione alternativa in fretta e furia. Alla fine, Roberto mise a disposizione casa sua. La sua villetta, disposta su due piani, aveva una specie di veranda aperta che permetteva al gruppo di suonare rimanendo all’asciutto. E quindi il poveretto aveva la casa invasa da cavi, le casse appoggiate su le sedie e altri cavi che uscivano dalla finestra per collegare la strumentazione all'impianto elettrico. La pioggia si fermò solo per qualche minuto anche se non scrosciò mai abbondantemente. La veranda era stipata di strumenti coperti con i sacchetti della spesa, e la gente ascoltava e ballava accalcata nella strada delle Chistane con la testa rivolta un po' in alto verso il palco improvvisato.
Pucci, il frontman de I Trilli, stava piazzato davanti al microfono, praticamente immobile. Tutto il gruppo era mezzo ubriaco. Ma alla fine fecero una versione eccezionale de "La casa in via del campo". Non ho mai più sentito quella canzone suonata così. Ad un certo punto, Pucci annunciò una pausa. Lo fece a modo suo, cioè urlò nel microfono una roba del tipo "vad-u a fa in pitin d'aegua". Ovviamente, utilizzò il bagno di casa di Roberto. Il giorno dopo, mi sembra di ricordare Roberto che raccontava della serata. Sembrava divertito, soprattutto quando diceva che aveva trovato il bagno in condizioni pietose, con piscio dappertutto.
Nota: Roberto mi ha confermato che il finale del racconto è aderente alla realtà. Dopo aver letto, è andato a cercare nel suo archivio fotografico e ha trovato la foto seguente. Il tizio con gli occhiali da sole che suona la chitarra mi sembra sia Campailla, altro immenso personaggio del panorama folk genovese degli anni ‘80. Tornò a suonare a Marzano anni dopo con il duo “Campailla & Piombo” ma ormai erano in pieno declino artistico.
Poniky,Slovakia 1892
tavasszal jönnek a fagyok

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