Sono questi vuoti d’aria, questi vuoti di felicità, queste assurde convinzioni — tutte queste distrazioni a farci perdere. Sono come buchi neri, questi buchi nei pensieri. Si fa finta di niente. Lo facciamo da sempre. Ci si dimentica che ognuno ha la sua parte in questa grande scena, ognuno ha i suoi diritti. Ognuno ha la sua schiena per sopportare il peso di ogni scelta, il peso di ogni passo, il peso del coraggio. E ho capito che non sempre il tempo cura le ferite, che sono sempre meno le persone amiche, che non esiste resa senza pentimento, che quello che mi aspetto è solo quello che pretendo. E ho imparato ad accettare che gli affetti ti tradiscono, che gli amori — anche i più grandi — poi finiscono. Che non c’è niente di sbagliato in un perdono. Che, se non sbaglio, non capisco io chi sono. Sono queste devozioni, queste manie di superiorità: c’è chi fa la guerra, chi non conosce vergogna, chi si dimentica che ognuno ha la sua parte in questa grande scena. Che ognuno ha i suoi diritti e ognuno ha la sua schiena per sopportare il peso di ogni scelta, il peso di ogni passo, il peso del coraggio. E ho capito che non serve il tempo alle ferite, che sono sempre meno le persone unite. Che non esiste azione senza conseguenza: chi ha torto e chi ha ragione, quando un bambino muore. E allora stiamo zitti! Perché così ci preferiscono! Tutti zitti! Come cani che obbediscono! Ci vorrebbe più rispetto, ci vorrebbe più attenzione se si parla della vita, se parliamo di persone. Siamo il silenzio che resta dopo le parole, siamo la voce che non può arrivare dove vuole, siamo il confine della nostra libertà, siamo noi l’umanità, siamo il diritto di cambiare tutto e di ricominciare. Ricominciare. Ognuno gioca la sua parte in questa grande scena, ognuno ha i suoi diritti, ognuno ha la sua schiena per sopportare il peso di ogni scelta. Il peso di ogni passo. Il peso del coraggio.


















