New Post has been published on Delusi Traditi e Incazzati
New Post has been published on http://delusitraditieincazzati.com/2014/08/16/caso-conte-quanto-e-morale-uno-stipendio-doro-ad-uno-che-e-sotto-inchiesta-per-associazione-a-delinquere-ecco-gli-altarini-del-pelato-piu-odiato-ditalia/
CASO CONTE: QUANTO E’ MORALE UNO STIPENDIO D’ORO AD UNO CHE E’ SOTTO INCHIESTA PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE? ECCO GLI ALTARINI DEL PELATO PIU’ ODIATO D’ITALIA
1. IL CALCIO LI FA E POI LI ACCOPPIA: DOPO TAVECCHIO ELETTO PRESIDENTE NONOSTANTE LE 5 CONDANNE PENALI NEL “PEDIGREE” – COME DIREBBE LUI –, IL CALCIO AZZURRO SI APPRESTA A SALUTARE IL PRIMO C.T. TUTTORA SOTTO INCHIESTA PER ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE –
2. SE CONTE È L’ALLENATORE PIÙ VINCENTE D’ITALIA (3 SCUDETTI), PORTA IN DOTE ANCHE 3 INCHIESTE PENALI NELLE QUALI È FINITO PER PASTICCI COMBINATI PRIMA AL BARI (PROCURA DI BARI), POI ALL’ATALANTA (PROCURA DI BERGAMO), INFINE AL SIENA (PROCURA DI CREMONA) –
3. STREPITOSO IN ITALIA, CATASTROFICO IN EUROPA: L’ULTIMA IN CHAMPIONS, CON LA JUVE DI TEVEZ E PIRLO, INCAPACE DI SUPERARE UN GIRONE ELIMINATORIO DI DIFFICOLTÀ MINIMA –
4. QUAND’ERA A TORINO, CONTE LITIGÒ CON PRANDELLI CHE CONVOCAVA E SPREMEVA TROPPO I SUOI JUVENTINI; ORA, DA C.T., HA CHIESTO CARTA BIANCA PER FARE IL BELLO E IL CATTIVO TEMPO CON STAGE E RADUNI MAI CONCESSI PRIMA A UN SELEZIONATORE. CI SARÀ DA DIVERTIRSI
-) IL PRIMO C.T. TUTTORA SOTTO INCHIESTA PER ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE
Paolo Ziliani per Il Fattoquotidiano
La Nazionale italiana ha un nuovo allenatore. Antonio Conte ha detto sì, gli sponsor colmeranno la distanza tra lo stipendio che prendeva alla Juventus (oltre 3 milioni e mezzo netti) e quello che poteva garantirgli la Figc (poco più di 1,5 milioni). La differenza la metterà un’azienda tedesca: la Puma pagherà 2 dei 4 milioni all’anno (più bonus) fino al 2016. Carlo Tavecchio, appena calato sulla Figc, ha preso il migliore su piazza. un colpaccio, se carissimo (diventerà il “manager pubblico” più facoltoso del Paese). Ma ci sono altri aspetti.
Dopo Tavecchio eletto presidente nonostante le 5 condanne penali nel “pedigree” – come direbbe lui –, ecco Conte che diventa c.t. della nazionale portando in dote 3 scudetti ma anche 3 inchieste penali nelle quali è finito, negli ultimi anni, per pasticci combinati prima al Bari (procura di Bari), poi all’Atalanta (procura di Bergamo), infine al Siena (procura di Cremona); e siccome c’è una prima volta per tutto, il calcio azzurro si appresta a salutare il primo c.t. tuttora sotto inchiesta per associazione per delinquere.
Il procuratore capo di Cremona, Roberto Di Martino, sta attendendo l’esito degli esami disposti sul pc e l’iPhone sequestrati ad Antonio Conte la mattina del 28 maggio 2012 nell’ambito dell’inchiesta “Last bet”: quella che provocò l’apertura del processo sportivo conclusosi con la squalifica di Conte di 10 mesi, poi ridotti a 4.
È il calcio italiano che si rinnova: da sempre sotto ricatto di ultrà e razzisti, taroccatori e violenti, porta sul trono federale un presidente che promette di combattere gli africani mangia-banane e sulla panchina azzurra un allenatore che un mese dopo il divorzio con l’Atalanta viene intercettato al telefono col pregiudicato capo-ultrà Galimberti, detto Bocia
“Il contenuto delle parole del Conte – si legge nel rapporto della Squadra Mobile inspiegabilmente sente la necessità di chiamare il Bocia, consiste nell’elogiare il capo ultrà e tutta la sua tifoseria e nello sputtanamento della società dell’Atalanta e dei giocatori. (…) Nello specifico il Conte esordisce dicendo che voleva salutare il Galimberti perché ha un gran rispetto per lui (…) poi attacca i giocatori più vecchi che non lo hanno aiutato e la società che non lo ha mai tutelato”.
Pochi giorni dopo, il Bocia viene condannato per violazione del Daspo e Conte che fa? Gli manda un sms di solidarietà: “Ho letto sul giornale che ti hanno dato 5 mesi: mi dispiace molto. Un abbraccio. Antonio C.”.
Nel calcio come nella politica, questa è l’Italia e questi sono gli italiani: tutti dr. Jekyll e mr. Hyde. Perché se Conte è l’allenatore più inquisito, a livello penale e sportivo, è anche il più vincente: 3 scudetti e 2 Supercoppe italiane con la Juve nelle ultime 3 stagioni, una promozione in A col Siena nel 2011, una col Bari nel 2009
Tantissimo, considerando che Conte allena solo da 8 stagioni. Autentico prototipo dell’allenatore-martello, a mo’ del Trap che lo lanciò nella Juve e del Sacchi che lo portò a “Usa 94” apprezzandone le doti di generosità e irriducibilità, Conte ha fatto del motto bonipertiano “Vincere non è importante: è la sola cosa che conta” il primo e unico comandamento della sua personale Tavola di Mosè (della panchina).
Bandiera e capitano juventino prima ai tempi di Trapattoni, poi di Lippi, ha un palmares che molti fuoriclasse si sognano: 5 scudetti, 4 Supercoppe italiane, 1 Coppa Italia e ancora 1 Champions League, 1 Intercontinentale, 1 Coppa Uefa e una Supercoppa Uefa da giocatore; e da allenatore abbiamo detto (aggiungete le Panchine d’Oro vinte nel 2012 e nel 2013 e il Globe Soccer Awards nel 2013).
Il suo divorzio dalla Juve, ancora freschissimo, non è stato capito né metabolizzato dai tifosi bianconeri: letteralmente pazzi di lui, che dopo i settimi posti delle malinconiche gestioni Ferrara-Zaccheroni-Del Neri era arrivato alla Juve trasformandola, come d’incanto, nel Cigno di sempre.
Strepitoso in Italia, con uno scudetto (il primo) strappato coi denti a un Milan mostruosamente più forte, aveva malamente floppato in Europa: l’ultima in Champions, con la Juve di Tevez e Pirlo, di Pogba e Buffon, di Vidal e Llorente incapace di superare un girone eliminatorio di difficoltà minima con Galatasaray e Copenaghen.
Cinque punti sprecati contro i turchi, due contro i danesi; eppure Conte, totalmente incapace di autocritica, della Waterloo aveva dato la colpa alla società: “Non puoi andare in un ristorante da 100 euro con 10 euro in tasca”. Il tutto mentre Dortmund e Atletico Madrid, che in confronto alla Juve sono club poveri, andavano in finale con giocatori pagati 4 soldi (per dire: l’Atletico ci andava con Tiago e Diego, scarti bianconeri).
Troppo facile vincere con Messi e CR7, pensa Andrea Agnelli; che dopo anni di musi lunghi, ingaggia Evra e Morata invece di Cuadrado e Suarez aprendo, di fatto, le pratiche di divorzio da Conte. Ora, a sorpresa, l’allenatore va a sedersi sulla panchina della nazionale, che dopo i tonfi di Lippi (Sudafrica) e Prandelli (Brasile) sembra la Juve terremotata del dopo Ferrara-Zaccheroni e del dopo Del Neri.
Quand’era a Torino, Conte litigò a lungo con Prandelli che convocava e spremeva troppo i suoi juventini (vedi Chiellini, vedi Pirlo); ora, da c.t., ha chiesto carta bianca per fare il bello e il cattivo tempo con stage e raduni mai concessi prima a un selezionatore. Ci sarà da divertirsi. Garantito.
Conte, i dettagli dell’accordo economico
Uno stipendio troppo alto: è questa l’accusa che viene sollevata contro il nuovo ct dell’Italia Antonio Conte. In un articolo del Sole 24 Oresono elencati tutti i dettagli dell’accordo che tanto ha fatto discutere. Oltre alla carica di ct dell’Italia fino agli Europei del 2016 , Conte assumerà anche il ruolo di coordinatore delle squadre giovanili, posizione già ricoperta da Arrigo Sacchi.
Nel comunicato diffuso dalla Figc si legge che il contratto prevede una “compenso allineato ai costi della precedente gestione” e con tre bonus: due semplici da raggiungere ancorati alla qualificazione a Euro 2016 e al miglioramento del ranking Fifa di almeno 5 posizioni (attualmente l’Italia è quattordicesima) e un terzo, più difficile, legato alla partecipazione alla finale di Euro 2016. Il comunicato non aggiunge altri dettagli ma, come scrive il Sole 24ore:Conte percepiva alla Juventus 3,5 milioni netti a stagione (pari a un lordo di circa 7 milioni), mentre l’ex ct Cesare Prandelli aveva un contratto di 1,7 milioni netti (3,2 lordi). La trattativa Tavecchio-Conte avrebbe portato a un accordo complessivo che prevede un compenso minimo, inclusi i bonus facili, analogo a quello percepito alla Juventus di 3,5 milioni. La Figc pagherà una cifra vicina al tetto massimo che si è imposta (1,6/1,7 milioni, vale a dire di quasi 3,2 milioni lordi), mentre la somma restante di poco meno di 2 milioni netti all’anno sarà coperta dagli sponsor, con Puma in prima fila (per assicurare i quali occorrerà una spesa pari al doppio)”.
Gli sponsor - Per un primo biennio l’esborso per la Figc si aggirerà attorno ai 14 milioni e – fa notare il Sole 24 Ore – l’intervento degli sponsor per finanziare l’ingaggio del ct di una Nazionale non è una notività all’estero e deriva “ in particolare per la Puma che ha un contratto con la Nazionale fino al 2018, dalla necessità di salvaguardare gli investimenti compiuti e programmati. La Figc incassa, infatti, da sponsor e pubblicità circa 40 milioni all’anno, un terzo del budget totale costituito inoltre dal contributo Coni da 60 milioni e da altre entrate connesse ai diritti tv e al botteghino”. La speranza per la Federazione è quella di non perdere partener come Tim, Compass,. Fiat, Uliveto, Dole e Gabbana, Generali, Pai, Nutella, Alitalia e Garnier Fructis con cui aveva siglato degli accordi anche in vista dei Mondiali.
ISCRIVITI ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK
https://www.facebook.com/pages/Politici-che-non-hanno-MAI-lavorato-ELENCO-UFFICIALE-MANDIAMOLI-A-CASA/274354875910343
http://www.liberoquotidiano.it/news/11673564/Conte–i-dettagli-dell-accordo.html
http://www.dagospia.com/rubrica-30/sport/calcio-li-fa-poi-li-accoppia-dopo-tavecchio-eletto-presidente-82900.htm