Ogni tre blog, due sono aspiranti master ed il terzo anela una guida. Seguo blog e tag su cultura, letteratura, arte, musica ma niente; al quarto blog leggo e vedo qualcosa di interessante; forse! Non ho bisogno di millantare un'autorità su anime che non so nemmeno se ho compreso davvero fino in fondo. E forse è proprio questo il punto: in mezzo a questo marasma di parole vuote, pose studiate e immagini consumate, il silenzio ha più verità di mille frasi infiocchettate. Da tempo, il mondo che ruota attorno alla dinamica "Master/slave" sembra essersi trasformato in una vetrina kitsch, dove in molti recitano ruoli che non conoscono, per attrarre la "slave di turno", come se si trattasse di una pesca a strascico nel mare dell’insicurezza altrui. Basta una frase ad effetto, un "Mia cara, sei fatta per essere guidata"; possibilmente scritta in uno stile da romanzo rosa con velleità gotiche; e subito il sipario si apre. Ma dietro, il nulla. Si appoggiano a simboli stanchi: collari, manette, sguardi severi presi in prestito da immagini stock del 2007. Icone svuotate, spogliate del loro senso, usate come esca più che come linguaggio condiviso. Ed il peggio è che funziona ancora. Gente che ci casca, che si lascia guidare da chi non ha mai imparato a camminare nemmeno da solo. Si definiscono padroni di anime, governatori di desideri, strateghi della psiche... eppure non riescono nemmeno a mettere ordine nei propri pensieri. Credo e penso, che dominare qualcuno, con il suo consenso, con rispetto, con presenza; non è un gioco di estetica, ma una responsabilità enorme. E non è una cosa che si improvvisa dopo aver letto due post o aver scaricato un’app con foto dark mode. Serve cultura del controllo. Tempo, tanto tempo. Cura. Ascolto. Cose che, guarda caso, molti "master" da tastiera non sanno nemmeno nominare. La trasgressione è diventata una moda da vendere in saldo e pizza e birra restano un atto rivoluzionario. Pizza e birra anche se preferisco il vino. Sinceri, senza fronzoli, senza maschere. Due cose semplici, ma vere. Una trasgressione per pochi. Che poi, lo scrivo piano così in pochi lo leggono, alla fine e nell'accezione che intendo, riamane un donna in ginocchio con un cazzo in bocca e poco altro.
Qualcosa che ho scritto mentre ascoltavo questa traccia e decidevo se acquistarla o meno.















